Fondi archivistici e bibliografici

Fanno parte del patrimonio della Biblioteca preziosi fondi e collezioni speciali di importanti cineasti e studiosi:

 

> Fondo A.C.E. - Adriana Chiesa Enterprises
> Fondo Antonio Appierto
> Fondo Guido Aristarco

> Fondo Adriana Berselli
> Fondo Alfredo Bini
Fondo Fernando Birri

> Fondo Valentino Brosio
> Fondo Fabio Carpi

> Fondo Franco Cauli
> Fondo Cinecittà

> Fondo Guido Cincotti
> Fondo Cineriz
> Fondo Alessandro Continenza
> Fondo Andrea Crisanti
> Fondo Marisa D'Andrea

> Fondo Fabio De Agostini
>
Fondo Ennio De Concini
> Fondo Giuseppe De Santis

> Fondo Paolo Fama

> Fondo Fabio Francione

> Fondo Massimo Franciosa

> Fondo Luigi Freddi

> Fondo
Mario Garbuglia
> Fondo Vittorio Gelmetti
> Fondo Gherardo Gherardi

> Fondo Oreste Gherardini
> Fondo Gian Maria Guglielmino

> Fondo Nedo Ivaldi
>
Fondo Anna Lajolo e Guido Lombardi
> Fondo Angelo Francesco Lavagnino
> Fondo Marco Leto

> Fondo Carlo Lizzani
> Fondo Ettore Maria Margadonna

> Fondo Gioia Fiorella Mariani

> Fondo Vera Marzot

> Fondo Domenico Meccoli

> Fondo Luciano Michetti Ricci

> Fondo Massimo Mida Puccini

> Fondo Fausto Montesanti

> Fondo Mario Natale

> Fondo Ernesto Pacelli

> Fondo Rosalia Polizzi

> Fondo Lorenzo Quaglietti

> Fondo Giulio Questi
> Fondo Folco Quilici

> Fondo Rizzoli film

> Fondo Gian Luigi Rondi

> Fondo Roberto Rossellini

> Fondo Donato Salone

> Fondo Carlo Savina

> Fondo Gino Carlo Sensani

> Fondo Enzo Serafin

> Fondo Premio Solina
s
> Fondo Adriano Taloni

> Fondo Piero Tosi

> Fondo Augusto Tretti
> Fondo Giorgio Turi

> Fondo Alida Valli
> Fondo Alberto Verso

> Fondo Vides Cinematografica di Franco Cristaldi

 
A seguire sono riportate le descrizioni dettagliate dei fondi:
 
 
Fondo A.C.E. - Adriana Chiesa Enterprises

Il fondo, arrivato in dono nel 2013, è costituito da circa 100 documenti bibliografici tra fascicoli di riviste, cataloghi di festival e sceneggiature. Si potranno consultare le sceneggiature di film internazionali di successo degli ultimi anni, in gran numero tratte da opere letterarie; sceneggiature di film italiani tradotte in inglese o in francese per la distribuzione internazionale; nonché alcuni scritti preziosi, come "Fans", una sceneggiatura scritta da Nagisa Oshima e Paul Mayesberg nel 1991 e "Due telegrammi" di Michelangelo Antonioni e Rudy Wurlitzer, da un soggetto scritto da Antonioni negli anni '70 e pubblicato in Quel bowling sul Tevere.

Fondata a Roma nel 1990 da Adriana Chiesa Di Palma, la Adriana Chiesa Enterprises srl (A.C.E.) è una società di distribuzione e produzione cinematografica internazionale. Adriana Chiesa, è stata nominata nel 1999 "European Film Exporter of the Year 1999" e ha vinto la Grolla d'oro 2006 per il film italiano più venduto all'estero: "All the Invisible Children" di Mehedi Charef, Emir Kusturica, Spike Lee, Katia Lund, Jordan Scott, Ridley Scott, Stefano Veneruso, John Woo. Per il sostegno ai nuovi talenti creativi, l'impegno per il cinema d'arte e la dedizione ad ogni progetto, Adriana Chiesa Di Palma è considerata un modello per i giovani produttori e distributori che entrano nel settore.

Fondo Antonio Appierto
 

Il fondo consta di 240 monografie di argomento vario - si tratta essenzialmente di manuali ed enciclopedie di tecnica del suono, tecnica fotografica, scienze applicate e scienze matematiche - di una videoregistrazione e di un'audioregistrazione con prove di riverberazione e di riflessione eseguite negli studi di Cinecittà.

Antonio Appierto (1925-2003) - Ingegnere elettronico. Frequenta il corso di fonica del Centro Sperimentale di Cinematografia in cui si diploma nel 1951. Lunghissima e prestigiosa la sua attività presso il CSC; a partire dal 1954 insegna Tecnica del suono e Sensitometria, cattedre da lui tenute fino al momento della scomparsa. Docente di Tecnologia cinematografica all'Istituto di Stato per la Cinematografia e la Televisione "Roberto Rossellini" di Roma, fino al 1995. Nel 1949 tra i fondatori dell'ATIC (Associazione Tecnica Italiana per la Cinematografia). Nel 1995 è stato tra i 100 artisti e tecnici del cinema italiano insigniti del titolo di Commendatore della Repubblica per aver contribuito all'affermazione e allo sviluppo del cinema italiano nel mondo.
 
Fondo Guido Aristarco 

L'archivio - acquisito nel 1999 grazie all'intermediazione di Lino Micciché - raccoglie circa 2.000 lettere ricevute da Aristarco da amici, collaboratori, case editricie cinematografiche e anche le minute delle lettere inviate dal critico. Alla corrispondenza si sommano circa 12.000 documenti cartacei originali inerenti le sue collaborazioni svolte nell'ambito culturale, universitario, sindacale e politico; i progetti editoriali e gli articoli scritti in note riviste; la rassegna stampa di argomento cinematografico prodotta e raccolta dallo studioso nel corso della sua attività. La consistenza della parte documentaria  è di 47 cartelle. Oltre ai materiali di ambito  archivistico, l'acquisizione comprende una parte della sua sconfinata biblioteca personale: migliaia tra volumi e pressbook, di cui circa 4.500 a carattere cinematografico e 176 testate di riviste, oggi raccolti in un composita collezione bibliotecaria. I doppi inerenti le materie dello spettacolo hanno formato una sezione distaccata della Biblioteca" Luigi Chiarini", conservata presso la  Biblioteca della Facoltà dell'Università di "Tor Vergata" e consistente di circa 2.000 titoli a disposizione degli studenti. Di grande interesse è anche il cospicuo materiale fotografico utilizzato per la rivista «Cinema Nuovo» ora conservato presso la Fototeca del Centro Sperimentale di Cinematografia.
Guido Aristarco (1918-1996) - Uno dei più importanti critici cinematografici del secondo dopoguerra, tra gli animatori della rivista «Cinema» e direttore di «Cinema Nuovo», nonché Ordinario di Storia e Critica del cinema presso l'Università La Sapienza di Roma.
 


Fondo Adriana Berselli

Il fondo, particolarmente composito, è costituito da un nucleo librario di argomento storico, artistico e di storia del costume e della moda, perlopiù in esemplari in edizioni rare sette e ottocentesche; da una corposa raccolta di ritagli stampa, fotografie e riproduzioni di immagini utilizzate come fonti iconografiche; da appunti manoscritti di lavorazione e, soprattutto, da una notevole collezione di bozzetti originali realizzati da Berselli per la creazione di costumi cinematografici, televisivi e teatrali. Si compone di 103 cartelle, al cui interno sono conservati circa 1500 bozzetti e 3 taccuini con prove grafiche; 804 foto; 9600 fogli fra ritagli stampa, appunti manoscritti, dattiloscritti e di documentazione iconografica; 80 riproduzioni fotostatiche di bozzetti originali.
Adriana Berselli (n. 1928) - Costumista, diplomata al Centro Sperimentale di Cinematografia, ha lavorato con grandi registi italiani e stranieri (Comencini, Zampa, Antonioni, Blasetti, Pabst, Polanski).


Fondo Alfredo Bini

48 pezzi tra monografie e volumi di ritagli stampa, più 200 ritagli stampa sciolti.
Alfredo Bini (1926-2010) - Produttore cinematografico, ha realizzato alcuni tra i maggiori capolavori di Pier Paolo Pasolini, come "Accattone" (1961) e "Mamma Roma" (1962); dal 1994 al 1995 è stato Commissario Straordinario del Centro Sperimentale di Cinematografia.


Fondo Fernando Birri 

Il materiale, donato dal regista, è costituito da più di cento tra libri, riviste, cataloghi di mostre e una collezione di dischi. Di notevole interesse sono le sceneggiature originali dei film "Un señor muy viejo con unas alas enormes" (1988), "El siglo del viento" (1999), "El Fausto criollo" (2011); i materiali preparatori per il volume El alquimista democratico, compreso il carteggio con Marti Soler Vinyes e Guadalupe Ortiz Elguea, responsabili delle edizioni messicane Siglo XXI; la raccolta di versiCondecoraciones del otoño; il testo El tiempo, todo el tiempo; il prologo per Una historia del cine político y social en Argentina; i progetti Ser un ser humanoe Panflorilegio. Tra la documentazione è presente quella utilizzata per i corsi universitari da lui tenuti, in particolare al Center for the Humanities at Tufts, Medford (MA) nel 2009 e quella relativa alle partecipazioni a festival e convegni.
Fernando Birri (n. 1925) - Regista cinematografico argentino, è stato allievo del Centro Sperimentale di Cinematografia e in seguito tra i fondatori della Escuela International de Cine y TV de San Antonio de los Baños a Cuba. Ha contribuito al rinnovamento del cinema sudamericano con i suoi film e la formazione di nuove generazioni di autori.


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Fondo Valentino Brosio 

Il fondo è costituito da 50 sceneggiature, tutte realizzate tranne una (si tratta de "I ragazzi dell'isola verde": la lavorazione del film fu interrotta per eccessiva crescita dei ragazzi, come si legge in una nota sulla sceneggiatura), e 13 soggetti originali. Gli autori delle sceneggiature sono tra i più fecondi e significativi del ventennio: tra gli altri, Sergio Amidei, Piero Ballerini, Oreste Biancoli, Alessandro Blasetti, Luigi Bonelli, Mario Bonnard, Carlo Borghesio, Carlo Ludovico Bragaglia, Carlo Campogalliani, Aldo De Benedetti, Ezio D'Errico, Alessandro De Stefani, Raffaello Matarazzo, Mario Monicelli, Vittorio Metz, Mario Soldati, Steno, Guglielmo Zorzi.
Valentino Brosio (1903-1999) - Scrittore, studioso d'arte, collezionista e produttore cinematografico italiano. Conseguita la laurea in Legge nel 1925, si dedicò all'insegnamento della Storia dell'Arte e intraprese la carriera di giornalista. Lavorò come corrispondente e come collaboratore di numerosi giornali e riviste. Nel 1938 iniziò una lunga carriera cinematografica. Dei circa sessanta film dei registi più rappresentativi degli anni '40 e '50 cui collaborò, si ricordano: "La dama bianca" (1938) di Mario Mattoli, che segna l'esordio, "Due milioni per un sorriso" (1939) di Carlo Borghesio e Mario Soldati, "I promessi sposi" (1941) di Mario Camerini, "Un colpo di pistola" (1942) di Renato Castellani, "Malombra" (1942) di Mario Soldati, "Abbasso la ricchezza!" (1945) e "Abbasso la miseria!" (1946) di Gennaro Righelli, "La carrozza d'oro" (1952) di Jean Renoir, "I figli di nessuno" di Raffaello Matarazzo (1952) e "Venezia la luna e tu" di Dino Risi (1958). Negli anni 1945-1946 fu Presidente di Cinecittà e intraprese la ristrutturazione degli studi. Nel 1953, quando venne istituito il Corso di Direzione della Produzione presso il Centro Sperimentale di Cinematografia, Brosio fu chiamato come docente titolare. Il suo Manuale del produttore cinematografico, pubblicato nell'ambito della Collana di studi critici e scientifici del Centro Sperimentale di Cinematografia, Edizioni dell'Ateneo - Roma, ottenne il Premio Napoli nel 1956, ed è ancora oggi un testo di riferimento per gli aspiranti produttori.


Fondo Fabio Carpi

25 fra sceneggiature e soggetti originali di Fabio Carpi.
Fabio Carpi (n. 1925) - Sceneggiatore e regista cinematografico e televisivo. Critico per "l'Unità", dopo un soggiorno in Brasile, dove lavorò per Luciano Salce "Uma pulga na balança" (1953), tornò in Italia per scrivere i testi dei film di Antonio Pietrangeli, Nelo e Dino Risi, Vittorio De Seta. Scrisse in collaborazione con Zavattini, Malerba, Continenza. Tra i film cui partecipò come sceneggiatore, "Bronte: Cronaca di un massacro" (1972) di Florestano Vancini; tra le sue regie "Corpo d'amore" (1973), "L'età della pace" (1974), "Quartetto Basileus" (1982).


Fondo Franco Cauli 

Il fondo consta di un cospicuo numero di dattiloscritti e ritagli stampa, riguardanti cineasti e film, donati alla Biblioteca da Franco Cauli.
Franco Cauli (1927-2008) - Giornalista, è stato Capo Servizio Cinema - Redazione Affari Culturali dell'Agenzia ANSA.


 
Fondo Cinecittà 

77 testi cinematografici depositati dagli autori presso la direzione di Cinecittà. Si tratta di soggetti, sceneggiature e liste-dialoghi relativi a progetti cinematografici e televisivi, realizzati e non, ideati negli ultimi decenni. Fra gli autori citiamo Michelangelo Antonioni, Luigi Magni, Andrei Konchalovsky.


Fondo Guido Cincotti 

Il fondo, donato nel 2005, è costituito da 147 documenti bibliografici (in gran parte libri di cinema).

Guido Cincotti (1928-2005) - Storico del cinema e saggista, diplomatosi al Centro Sperimentale di Cinematografia in Regia, ha ricoperto vari ruoli nel CSC, dalla didattica alla direzione della biblioteca. Dal 1976 al 1982 è stato Direttore generale e Conservatore della Cineteca Nazionale. E' autore di numerosi studi e pubblicazioni specialistiche: Il colore nel cinema (1952), Il cinema dalle origini alla prima guerra mondiale (1953), La scenografia cinematografica in Italia (1955), Tutto Dreyer (1978), Cinema francese degli anni Trenta (1978), L'Europa dei telefoni bianchi: 1935-1940 (1981).


Fondo Cineriz 

La collezione posseduta dalla Biblioteca consta di 467 cartelle prodotte dall'Ufficio stampa della Cineriz che contengono le campagne pubblicitarie dei film in sua distribuzione. Le cartelle, inerenti  412 film, contengono frasi di lancio, dialoghi, carteggi, pressbook, flani e altro materiale grafico, indicazioni per gli esercizi commerciali e suggerimenti per promuovere i film in eventi come le serata di gala.
La Cineriz è stata fondata a Roma da Angelo Rizzoli nel 1956, associata alla Rizzoli Film, di cui era il reparto di noleggio e distribuzione. Da ditta individuale si è poi trasformata - all'inizio degli anni '60 - in una società per azioni, appartenente per la quota maggioritaria alla casa editrice Rizzoli e, per la quota residua, a un gruppo di dirigenti, quali Gigi De Santis, Pio Pandolci Alberici, Angelo D'Andrea, Eraldo Leoni, Ottorino Moresco. La Cineriz ha distribuito dagli anni '50 all'inizio degli anni '80 film che testimoniano lo spirito imprenditoriale e il grande intuito del suo fondatore, in grado di soddisfare diversi tipi di pubblico e capace di promuovere non solo registi affermati ma anche nuovi talenti, spaziando dal cinema d'autore ai film di genere.


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Fondo Sandro (Alessandro) Continenza 

Il fondo donato da Alfredo Baldi consiste in soggetti, trattamenti, sceneggiature, articoli e brevi racconti. Il 'corpus' documentario si presenta di notevole importanza sotto il profilo degli studi cinematografici. Si tratta infatti dei dattiloscritti originali di film di grande successo quali "I due marescialli", "La fortuna di essere donna", "Totò Le Moko'" ed altri, ma anche di sceneggiature assolutamente inedite, che non furono mai realizzate. A questi dattiloscritti se ne aggiungono altri la cui paternità a Continenza è controversa e spesso non trova riscontro nelle fonti bibliografiche più accreditate.
Sandro (Alessandro) Continenza (1920-1996) - Giornalista per il «Marforio», il «Marc'Aurelio» ed altre testate umoristiche, fu autore fra i più prolifici del nostro cinema, eccellendo nella commedia all'italiana - e in genere nella produzione comico-farsesca - e nella realizzazione di testi per il filone storico-mitologico. Lavorò con registi quali Blasetti, Steno, Camerini, Mattòli, Mastrocinque, divenendo noto per aver sceneggiato molti dei film interpretati da Totò ed Alberto Sordi. Fu attivo anche in Spagna e in Francia dove si accostò al cinema d'autore collaborando con Claude Sautet e con Pierre Granier-Deferre.

 
Fondo Andrea Crisanti 

Il fondo, donato da Andrea Crisanti ad uso degli allievi del Corso di Scenografia ma anche per altri tipi di utenti, è costituito da preziosi materiali di documentazione iconografica, relativi in particolar modo all'arredamento, agli stili architettonici e alle location cinematografiche. In alcuni casi si tratta di materiale in formato digitale, ma sono anche presenti numerosi volumi contenenti fotografie di location utilizzate per il lavoro di documentazione. Una porzione del fondo è inoltre costituita da sceneggiature originali, alcune delle quali riferite ai film in cui Crisanti ha lavorato in qualità di scenografo.
Andrea Crisanti (1936-2012) - Scenografo, nel corso della sua lunga carriera ha lavorato con grandi registi italiani e stranieri: ricordiamo fra gli altri Rosi, Leone, Antonioni, Bellocchio, Tornatore, i fratelli Taviani, Tarkovskij, Ozpetek. E' stato docente di Scenografia del Centro Sperimentale di Cinematografia e Preside della Scuola Nazionale di Cinema.

 
Fondo Marisa D'Andrea 

Fondo di 28 sceneggiature e copioni teatrali appartenuti a Marisa D'Andrea. Tra i titoli più interessanti si segnalano: "L'amore in città", "Le amiche", "Carosello napoletano", "I fratelli Karamazoff".Nel 2012 la D'Andrea ha donato anche la copia digitale di una selezione operata da lei stessa di 104 suoi bozzetti, di rappresentazioni teatrali, film, sceneggiati e serie televisive.
Marisa D'Andrea (1923-2015) - Costumista e scenografa italiana, ha lavorato per il cinema, il teatro e la televisione. Formatasi all'Accademia di Belle Arti di Roma, Corso di Scenografia, e al Centro Sperimentale di Cinematografia, Corso di Costume, si diploma nel 1949 e inizia a lavorare in teatro per Luigi Squarzina, formando un sodalizio con il marito scenografo Gianni Polidori. Prosegue la sua carriera nel cinema come assistente di Maria De Matteis prima, come costumista poi, in innumerevoli film. Per più di vent'anni è stata docente di Costume al Centro Sperimentale di Cinematografia.

 
Fondo Fabio De Agostini

Il fondo, donato dalla moglie, raccoglie 110 tra racconti, sceneggiature, trattamenti, soggetti e 10 cartelle di appunti manoscritti, recensioni e documentazione varia, 231 tra monografie e periodici.
Fabio De Agostini (1933-2009) - Sceneggiatore, scrittore e regista italo-svizzero, nel 1968 iniziò la collaborazione con la Radiotelevisione Svizzera.  Autore di racconti, sceneggiati e radiodrammi, si è occupato in modo particolare di adattamenti radiofonici di classici svizzero italiani. Ha prodotto quaranta storie originali nelle quali inserisce creatività e ironia. La decennale esperienza radiofonica lo portò ad occuparsi anche della regia dei suoi testi tra i quali: "Lauta mancia" (1957), "Belle d'amore" (1970), "Le lunghe notti della Gestapo" (1977).


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Fondo Ennio De Concini 


Il fondo, donato nel 2012 dagli eredi, è costituito da 208 documenti: sceneggiature, soggetti, trattamenti, copioni teatrali, monografie, volumi di rassegna stampa, pressbook e una cartella di corrispondenza. L'archivio si compone delle testimonianze documentarie inerenti alla sua carriera cinematografica, ma anche a quella di scrittore, di giornalista e di docente del Centro Sperimentale di Cinematografia. A ciò si aggiunge una discreta collezione di fascicoli di riviste italiane e straniere, soprattutto edite nei paesi dell'Est europeo, e un esiguo corpus di libri. Le fotografie sono depositate presso la Fototeca del CSC.
Ennio De Concini (1923-2008) - Sceneggiatore, regista cinematografico, commediografo, laureato in filosofia, si dedicò per lungo tempo al giornalismo soprattutto per la rivista «La fiera letteraria». Dopo essere stato aiuto regista di Vittorio De Sica in "Sciuscià" (1946), cominciò a lavorare come sceneggiatore. Nel 1960 ottenne il Nastro d'argento per "Un maledetto imbroglio" (1959) di Pietro Germi e un altro Nastro d'argento nel 1962 per "Divorzio all'italiana" (1961), sempre diretto da Germi, per il quale ricevette, nello stesso anno, anche l'Oscar per la migliore sceneggiatura. Autore particolarmente fecondo, ha scritto oltre duecento sceneggiature per i più importanti registi del cinema italiano e internazionale, cimentandosi in diversi generi dallo storico-mitologico all'horror, dal melodramma alla commedia all'italiana.

 
Fondo Giuseppe De Santis

Il nucleo più consistente del fondo è costituito da 176 fra sceneggiature, soggetti, trattamenti originali - spesso manoscritti - di film realizzati e non, e dall'archivio privato del regista. Esso comprende la corrispondenza intrattenuta dalla fine degli anni '40 fino ai suoi ultimi momenti di vita. Si tratta di lettere, telegrammi e cartoline ricevute da amici, attori e registi (citiamo solo ad esempio Raf Vallone, Serge Reggiani, Carlo Lizzani, Gillo Pontecorvo, Bertolt Brecht, Joris Ivens), da numerosi intellettuali italiani e stranieri (Libero de Libero, Pietro Ingrao, Georges Sadoul, Jorge Amado ed altri) conosciuti e frequentati durante la sua lunga e multiforme attività artistica.
Giuseppe De Santis (1917-1997) - Regista e sceneggiatore. Diplomato in regia al Centro Sperimentale di Cinematografia, attivo collaboratore della rivista «Cinema» si accosta fin dagli anni '40 a un gruppo di intellettuali antifascisti che approderanno alla militanza nel PCI. Dopo alcune collaborazioni con Luchino Visconti e Roberto Rossellini, debutta nella regia nel 1948, e firma alcuni tra i film più importanti del neorealismo italiano: "Caccia tragica" (1947), "Riso amaro" (1949), "Roma ore 11" (1952). Per molti anni è stato docente di Regia e Recitazione del Centro Sperimentale di Cinematografia.


Fondo Paolo Fama

Ampia raccolta di fascicoli sciolti di riviste di moda italiane e straniere, pubblicate fra gli anni '50 e '70. Fra le testate citiamo «Robes couture», «La sposa», «Jardin des modes», «Burda», «Robes et manteaux».
Paolo Fama - Collezionista privato.


Fondo Fabio Francione 

Il fondo consta di 17 sceneggiature legate all'attività cinematografica di Vittorio Caprioli e di un piccolo nucleo documentario (esemplari in fotocopia) inerente l'attività di Claudio Zanchi, figura centrale della vita culturale e istituzionale del cinema italiano dagli anni '60 ad oggi.
Fabio Francione (n. 1966) - Scrittore, critico cinematografico, curatore di retrospettive e festival. E' autore di numerosi contributi saggistici sul cinema, alcuni dei quali desunti dal materiale costituente il fondo.


Fondo Massimo Franciosa  

Il fondo consta di oltre quattrocento tra soggetti, sceneggiature, radiodrammi, romanzi, racconti, comprendenti varie stesure e una raccolta di suoi articoli pubblicati su varie testate.
Massimo Franciosa (1924-1998) - Scrittore, sceneggiatore, regista e commediografo è stato assistente presso l'Università di Roma e redattore e collaboratore di varie testate tra le quali «Il Momento», «Il lavoro illustrato» e «La Fiera letteraria». Nel cinema esordisce con il soggetto e la sceneggiatura de "Gli Innamorati" (1955) di Mauro Bolognini, scritta con Pasquale Festa Campanile, primo esempio di un lungo sodalizio, cui si aggiungeranno altre collaborazioni con noti personaggi del mondo del cinema, che daranno vita a sceneggiature di film di successo come "Poveri ma belli" (1956) di Dino Risi, "Giovani mariti" (1958) di M. Bolognini, "Rocco e i suoi fratelli" (1960) e "Il Gattopardo" (1963) di Luchino Visconti, "Le quattro giornate di Napoli" (1962) di Nanni Loy, " Le voci bianche" (1964) di Pasquale Festa Campanile e Massimo Franciosa, "Il viaggio" (1974) di Vittorio De Sica; e alla commedia musicale Rugantino realizzata da Garinei e Giovannini nel 1962. Ha diretto anche alcuni film comico-sentimentali, tra cui "Il morbidone" (1966), "Pronto, c'è una certa Giuliana per te" (1967), "Quella chiara notte d'ottobre" (1974). Ha pubblicato inoltre numerosi romanzi e scritto diversi radiodrammi.


Fondo Luigi Freddi 

Il fondo è costituito essenzialmente da materiale documentario e giornalistico raccolto da Luigi Freddi. Fu acquisito in occasione della ripubblicazione, curata nel 1994 dal Centro Sperimentale di Cinematografia, de Il cinema, libro di memorie scritto dal Freddi fra il 1948 e il 1949.
Luigi Freddi (1895-1977) - Giornalista e politico italiano, figura di spicco della cultura fascista, fu Direttore Generale per la Cinematografia e il principale promotore della nascita del Centro Sperimentale di Cinematografia e di Cinecittà.

Fondo Mario Garbuglia

Il fondo, donato nel 2011, consta di 1139 documenti, di cui: 786 libri moderni e antichi e riviste di arte, arredamento, architettura, scenografia e costume, 94 sceneggiature, soggetti e trattamenti, 117 spartiti musicali, 124 progetti di architettura, 23 buste e 24 album di documentazione iconografica, 4 fascicoli contenenti materiali di studio, corrispondenza e relazioni riguardanti l'attività lavorativa.
Mario Garbuglia (1927-2010) - Scenografo e arredatore cinematografico, teatrale e televisivo, ha espresso notevole versatilità sia nelle ricostruzioni storiche, sia nelle realizzazioni di spazi immaginari. Dopo essersi diplomato all'Istituto d'arte di Firenze, frequentò a Roma il Liceo artistico e l'Accademia di Belle Arti, indirizzandosi verso studi di scenografia, approfonditi poi presso la facoltà di Architettura. Dal 1947 al 1949 fu allievo del Centro Sperimentale di Cinematografia. Nel 1952 firmò la sua prima scenografia per "Le ragazze di Piazza di Spagna" di Luciano Emmer. Da quel momento l'attività di Garbuglia divenne sempre più intensa, risolvendosi per alcuni anni nel ruolo di primo assistente di Mario Chiari in film come "Le notti bianche" che nel 1957 segnò l'inizio della lunga collaborazione con il regista Luchino Visconti, con il quale ha in seguito realizzato - tra l'altro - "Rocco e i suoi fratelli" (1960), "Il Gattopardo" (1963), "Vaghe stelle dell'Orsa" (1965), "Lo straniero" (1967), "Gruppo di famiglia in un interno" (1974) e "L'innocente" (1976); corposa anche la collaborazione con Mario Monicelli, iniziata con "La grande guerra" (1959) e proseguita con "I compagni" (1963), "Casanova '70" (1965), Brancaleone alle crociate" (1970). Negli anni '60 si affermò come uno dei maggiori scenografi italiani. Tra i numerosissimi film realizzati, in Italia e all'estero, "La donna scimmia" (1964) di Marco Ferreri, "Caccia alla volpe" (1966) Vittorio De Sica, "Barbarella" (1968) di Roger Vadim, "Waterloo" (1970) di Sergej F. Bondarčuk, "La cage aux folles" ("Il vizietto", 1978) di Édouard Molinaro, "The lion of the desert" (1980) di Moustapha Akkad, "La storia vera della Signora delle Camelie" (1981) di Mauro Bolognini, "Oci ciornie" (1987) di Nikita S. Michalkov e "Giulia e Giulia" (1987) di Peter Del Monte.
Garbuglia ha svolto anche un'intensa attività teatrale e televisiva. Tra i suoi progetti rientrarono anche allestimenti per discoteche, per la Fiera del libro di Francoforte e le ristrutturazioni di appartamenti e ville. Dal 1976 al 1978 Garbuglia è stato docente di Scenografia al Centro Sperimentale di Cinematografia.


Fondo Vittorio Gelmetti 

Monografie, fascicoli sciolti di riviste e materiale audiovisivo, provenienti dalla raccolta privata di Vittorio Gelmetti.
Vittorio Gelmetti (1926-1992) - Musicista e docente del Centro Sperimentale di Cinematografia fra il 1985 e il 1990. Collaborò, fra gli altri, con Michelangelo Antonioni e con i fratelli Taviani.


Fondo Gherardo Gherardi 

Il fondo è stato acquistato e risulta costituito da materiali di diversa natura ideati e redatti da Gherardo Gherardi. Comprende numerosi elzeviri e articoli giornalistici pubblicati dallo scrittore nel corso della sua attività; testi manoscritti, dattiloscritti e a stampa, di commedie, traduzioni e riassunti di opere drammaturgiche. Presenta inoltre numerosi soggetti cinematografici, alcuni dei quali scritti in collaborazione con Carmine Gallone, con Nunzio Malasomma, con Nino Besozzi.
Gherardo Gherardi (1891-1949) - Commediografo e sceneggiatore, nonché traduttore.

 

Fondo Oreste Gherardini

Il fondo è stato donato al CSC dagli eredi nel 2012. Si tratta della biblioteca personale costituita da circa seicento volumi - con preziose prime edizioni dell'Ottocento e dei primi del Novecento -  di pedagogia, letteratura, poesia, narrativa, arte oratoria e periodici rari. Numerose sono le opere teatrali e le trascrizioni delle stesse, tra le tante anche quelle di Eduardo Scarpetta, Luigi Chiarelli e Giuseppe Giacosa. La documentazione d'archivio riguarda l'attività lavorativa per la Filodrammatica "Fiamma" di Napoli e la didattica presso la Scuola d'arte cinematografica, le minute dei suoi articoli e dei suoi scritti, alcuni quaderni con delle annotazioni manoscritte sulla sua attività cinematografica e teatrale. Presso la Fototeca sono conservate le fotografie.
Oreste Gherardini (1871-1953) - Regista, sceneggiatore, attore, teatrale e cinematografico. Autore molto prolifico del cinema muto, tra i suoi cortometraggi si segnalano: "Fedra" (1909), "Il mistero di un passaggio segreto"(1913),"Sacrificio" (1913), "Farlalla d'oro" (1916), "Turbine rosso" (1916). E' stato direttore e insegnante della Filodrommatica Fiamma e della Scuola d'arte cinematografica di Napoli, nonché direttore della casa di produzione Volsca film.
 


Fondo Gian Maria Guglielmino 

Il fondo è costituito da 60 cartelle, contenenti dattiloscritti e ritagli stampa di argomento cinematografico (cineasti, cinematografie nazionali, festival, film), raccolti, nel corso della sua attività, da Gian Maria Guglielmino.
Gian Maria Guglielmino (1922-1985) - Dopo un'intensa attività di regista, critico e organizzatore teatrale, ha rivolto il suo interesse al cinema, ed è stato giornalista e critico cinematografico per la «Gazzetta del Popolo»; nel 1976 è passato al «Corriere della Sera», dove è stato vice responsabile della sezione cinema negli anni in cui ne era a capo Giovanni Grazzini.


Fondo Nedo Ivaldi

Fondo librario di ambito prevalentemente cinematografico e teatrale appartenuto a Nedo Ivaldi.

Nedo Ivaldi (1931-1997) - Giornalista e critico cinematografico, scrisse per quotidiani e riviste specializzate quali «Cinema», «Filmcritica», il «Giornale dello Spettacolo», la «Rivista del cinematografo». E' stato autore di importanti studi monografici sul tema della censura, sui rapporti fra letteratura e cinema, sul cinema di animazione. Assiduo promotore di rassegne e convegni è stato, inoltre, direttore del «Teleconfronto internazionale-Rassegna di telefilm e film per la tv» e Programmista-film della Rai.
 
Fondo Anna Lajolo e Guido Lombardi  

Il fondo, di carattere bibliografico e archivistico, documenta la lunga carriera della coppia di registi. I materiali donati dai registi nel 2013 riguardano tutta la loro produzione: quella sperimentale degli anni '60 della CCI (Cooperativa Cinema Indipendente), quella legata a Videobase (collettivo nato nel 1971, composto dai due registi e da Alfredo Leonardi), la produzione realizzata per i Servizi sperimentali della Rai, i video per il gruppo teatrale di Carlo Quartucci "La zattera di Babele", i programmi per la sede ligure della Rai negli anni '80. La documentazione costituente il fondo - ordinata in 45 cartelle - è molto eterogenea. Sono presenti soggetti, schede, scalette di montaggio con time code, appunti e relazioni utilizzati per la preparazione dei filmati, relazioni e appunti di lavoro (anche relativi ai numerosi progetti non realizzati) materiale d'indagine, commenti e analisi di carattere tecnico e politico. Di rilievo la corrispondenza prodotta e ricevuta dai due registi. Si tratta del carteggio legato alla Cooperativa Cinema Indipendente, della corrispondenza inviata al collettivo Videobase da diversi istituti culturali (in particolare, il Deutscher Akademischer Austauschdienst - DAAD di Berlino e il Circolo politico Franco Serantini di Bologna) ma soprattutto di lettere e cartoline di amici e di esponenti del cinema e della cultura (in particolare Alfredo e Silvana Leonardi, Massimo Bacigalupo, Enzo Ungari, Mario Ferrero, Gregory J. Markopoulos), con testimonianze di vita privata. Completano il fondo la documentazione relativa alla partecipazione a numerosi festival (Pesaro, Rotterdam, Berlino, Bellaria) e rassegne di cineclub e la cospicua rassegna stampa raccolta negli anni. Il fondo contiene circa 50 monografie e riviste di cinema.
Anna Lajolo (n. 1931) Guido Lombardi (n. 1936), romani di adozione, compagni nella vita e nel lavoro, sono stati protagonisti del cinema underground italiano. La loro carriera, iniziata negli anni '60, è caratterizzata da una grande coerenza pur nella molteplicità e varietà delle opere realizzate: film e video militanti e di controinformazione, documentari socio-antropologici, film di sperimentazione. Si tratta di lavori che esprimono un 'uso critico' del mezzo audiovisivo, sempre concepito come strumento di indagine e di impegno politico.

 
Fondo Angelo Francesco Lavagnino  

Il fondo è stato istituito nel maggio 2009, per espressa volontà delle figlie di Lavagnino, le quali hanno ceduto in comodato d'uso tutti i materiali originali cartacei che documentano l'attività creativa musicale del Maestro. E' stato interamente inventariato, catalogato e collocato nel corso dell'anno 2010. Ne risultano n. 343 faldoni, che hanno mantenuto nell'archiviazione la suddivisione operata originalmente dal Maestro. Il materiale è stato collocato in uno spazio appositamente adibito, seguendo criteri di conservazione preventiva. Sono state mantenute le cartelline originali, per un rispetto di recupero filologico dei materiali originali. I materiali costituenti il fondo sono: partiture originali autografe, brogliacci, programmi SIAE, bloc notes contenenti appunti, quaderni, lettere autografe. Di ogni composizione musicale è stato indicato il film di riferimento.
Angelo Francesco Lavagnino (1909-1987) è stato compositore di musica colta e per il cinema. Ha lavorato tra gli altri per i film di registi come De Sica, Soldati, Comencini, Monicelli, Leone, Welles.


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Fondo Marco Leto 

Il fondo, che ci è stato donato nel 2012, contiene circa 90 tra sceneggiature, soggetti e trattamenti. Particolarmente interessanti alcuni materiali inediti, come "L'uscita", la testimonianza di una terrorista condannata a vent'anni per il caso Moro, ultimato con il sostegno della Rai ma mai trasmesso e "Rubè", un progetto che Leto, considerandolo 'il miglior film sul fascismo' ha provato a realizzare per oltre dieci anni.
Marco Leto (1931-2016) - Regista e sceneggiatore italiano. Ex allievo del corso di regia, docente di regia televisiva al Centro Sperimentale di Cinematografia dal 1983 al 1988. La sua carriera cinematografica ha inizio negli anni '50, quando per lavorare come assistente di Franco Rossi ne "Il seduttore" (1954), lascia gli studi al CSC, intrapresi dopo la laurea in giurisprudenza. Lavorerà poi come primo o secondo assistente per molti registi, tra i quali Mario Monicelli "Un eroe dei nostri tempi" (1957) e Florestano Vancini "La lunga notte del '43" (1960). L'occasione di familiarizzare con la scrittura per il cinema gli si offre nella bottega di De Concini, scrivendo alcune scene per film mitologici. In seguito realizzerà le sceneggiature di "Un eroe del nostro tempo" (1960) di Sergio Capogna, "Violenza segreta" (1963) di Giorgio Moser, "I morti non si contano" (1968) di Rafael Romero Marchent, "Una pistola per cento bare" (1968) di Umberto Lenzi e "Cari genitori" (1973) di Enrico Mario Salerno. Negli anni '60 comincia a collaborare anche con la televisione, per la quale realizzerà numerose serie di successo: "Il caso Lafarge" (1973), "Philo Vance" (1974), "Rosso veneziano" (1976), "I vecchi e i giovani" (1979) e "Quaderno proibito" (1980); e i film televisivi "La resa dei conti. Dal gran consiglio al processo di Verona" (1969), "Donnarumma all'assalto" (1972), "Una donna spezzata" (1988). Per il grande schermo dirige solo pochi titoli: "La villeggiatura" (1973), "Al piacere di rivederla" (1976) e "A proposito di quella strana ragazza" (1989). Con "La villeggiatura", scritto con Lino Dal Fra e Cecilia Mangini, Leto realizza uno tra i più notevoli film politici degli anni '70, un'acuta analisi della cultura italiana durante il fascismo. Dalla fine degli anni '80, Leto scrive anche romanzi. Si ricordano O dolce terra addio (1987), scritto con Massimo Felisatti; L'inchiesta (1988), in collaborazione con Alberto La Volpe, L'intrattenimento (2001) e Altri tempi (2008).

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Fondo Carlo Lizzani

Il fondo è stato donato dai figli Flaminia e Francesco nel 2015. Si tratta di ottantotto sceneggiature, dieci pressbook, cinque testate di periodici, dieci tesi di laurea, ventotto cartelle di materiali documentali e di rassegna stampa, riguardanti la corrispondenza inviata e ricevuta, la direzione alla mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia, i film, i progetti non realizzati, i progetti editoriali, la laurea honoris causa, gli interventi e le partecipazioni presso istituti culturali, festival, convegni e oltre settecento volumi provenienti dalla biblioteca personale dell'insigne regista e studioso.
Carlo Lizzani (Roma 1922-2013) è uno dei grandi maestri del cinema italiano, regista, critico cinematografico, saggista, studioso, storico, attore, sceneggiatore, produttore, militante politico, docente. Attraverso i suoi film ha raccontato la storia e interpretato con lettura critica le vicende e i costumi del nostro Novecento. Ha esordito nel cinema come sceneggiatore, attore e aiuto regista di alcuni grandi del nostro cinema, da Giuseppe De Santis a Roberto Rossellini, passando poi al documentario. I suoi primi lungometraggi sono "Achtung! Banditi!" (1951), per il quale riceve il premio per la migliore regia al festival di Karloy Vary e "Cronache di poveri amanti"(1954) che ottiene il premio della giuria al Festival di Cannes e il Nastro d'argento. Tra i suoi film più importanti si segnalano: "Il gobbo" (1960), "Il processo di Verona"(1963), "Svegliati e uccidi" (1966), "Banditi a Milano"(1968), "Crazy Joe" (1974), "Mussolini ultimo atto"(1974), "Storie di vita e malavita"(1975), "San Babila ore 20: un delitto inutile"(1976), "Fontamara" (1977), "Mamma Ebe"(1985), "Caro Gorbaciov"(1988), "Cattiva" (1991), "Celluloide" (1995), "Hotel Meina"(2007). E' stato nel tempo: direttore della Mostra del cinema di Venezia (1979-1982); docente di regia e sceneggiatura al Centro sperimentale di cinematografia (1976-78 e 1988-89); presidente dell'Associazione nazionale autori cinematografici a Roma (1994-2002); presidente del Comitato scientifico del Museo nazionale del cinema di Torino (2000-02).

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Fondo Ettore Maria Margadonna

210 fra monografie - molti i titoli francesi e tedeschi degli anni '30 - riviste e una sceneggiatura.
Ettore Maria Margadonna (1893-1975) - Giornalista attivo nei primi decenni del '900 (scrisse per riviste storiche quali «Il Caff», «Comoedia», «L'Illustrazione Italiana», dopo aver vissuto in Germania, tornò in Italia per dedicarsi esclusivamente al lavoro di sceneggiatore cinematografico. Collaborò con Mario Bonnard, Mario Soldati, Renato Castellani. Fu il soggettista della fortunata serie che prese inizio da "Pane, amore e fantasia" (1953), diretta da Luigi Comencini.


 

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Fondo Gioia Fiorella Mariani

Il fondo - donato nel 2005 - consiste in sei album contenenti la rassegna stampa dei film "Teorema"(1968), "Medea"(1969), "Decameron"(1971) di Pier Paolo Pasolini e "The Driver's Seat"(1974), di Giuseppe Patroni Griffi, più noto come "Identikit". La rassegna stampa, originariamente raccolta dalla casa di produzione San Marco di Franco Rossellini (suo cugino), aveva l'obiettivo di monitorare l'interesse giornalistico e il gradimento del pubblico intorno al film.

Gioia Fiorella Mariani (n. 1934) - Scenografa, costumista, regista, è nipote di Roberto Rossellini. Dopo aver frequentato l'Accademia di Belle Arti, inizia a lavorare come assistente della pittrice e scenografa Lila De Nobili. Attiva soprattutto in teatro di prosa e d'opera, ha firmato diversi film e ha realizzato come regista diversi documentari.

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Fondo Vera Marzot

La raccolta, donata dal fratello, consta di 324 rari volumi e riviste di arte, fotografia e costume che facevano parte della biblioteca personale della costumista.

Vera Marzot (1931-2012) - Costumista cinematografica, televisiva e teatrale, ha lavorato per il cinema con registi come Luchino Visconti, Mario Monicelli e Vittorio De Sica, spesso in collaborazione con Piero Tosi.  Allieva del Corso di Costume del Centro Sperimentale di Cinematografia, debuttò nel cinema come assistente di Beni Montresor in "Pia de' Tolomei" (1958) di Sergio Grieco, ed esordì come costumista in "Urlatori alla sbarra" (1960) di Lucio Fulci. Tra i suoi lavori vanno ricordati "Un giorno da leoni" (1961) di Nanni Loy, "L'isola di Arturo" (1962) di Damiano Damiani ed "Eva" (1962) di Joseph Losey. Nel 1963 iniziò la collaborazione con Tosi: come assistente nei film "Il Gattopardo" di Luchino Visconti e "I compagni" di Mario Monicelli; come costumista nei film: "La donna scimmia" (1964) di Marco Ferreri; "Matrimonio all'italiana" (1964) di Vittorio De Sica; "La caduta degli dei" (1969) e "Gruppo di famiglia in un interno" (1974), entrambi di Visconti. Successivamente ha rivolto la sua attenzione principalmente al teatro, lavorando ancora con Visconti e, tra gli altri, con Luca Ronconi.

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Fondo Domenico Meccoli

Corposo fondo, costituito da oltre 100 cartelle di ritagli stampa raccolti dagli anni '30 agli anni '80 a cui si aggiunge il prezioso materiale documentario e di archivio. Il materiale è la testimonianza della sua multiforme attività.

Domenico Meccoli (1913-1983) - Giornalista, redattore della rivista «Cinema» e del settimanale «Epoca», fu presidente dal 1953 del SNGCI (Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani), e Direttore nel 1961 della Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia. Lavorò anche in qualità di sceneggiatore per registi quali Goffredo Alessandrini e Mario Soldati.

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Fondo Luciano Michetti Ricci 

Il fondo è stato acquistato. Variegata la tipologia di materiali: soggetti e sceneggiature originali, diversi libri d'epoca, spartiti a stampa. Circa questi ultimi va specificato che si tratta di composizioni musicali, quasi tutte riferibili a film, con limiti cronologici che vanno dagli anni '10 agli anni '50 del XX secolo. Risultano interessanti sia dal punto di vista dei generi musicali (valzer, fox-trot, tango, marcia, slow fox, canzoni stornellate), sia dal punto di vista degli autori, musicisti e parolieri tra i più significativi nella storia della musica per film. Troviamo infatti i nomi di Irving Berlin, Sammy Fain, Nacio Herb Brown, Carlos Gardel, ma anche quelli di Cesare Andrea Bixio, Enzo Bonagura, Bixio Cherubini, Michele Galdieri, Nino Rota.
Luciano Michetti Ricci (1929-2009) - Giornalista, regista e storico del cinema, esperto di cinema muto.

 
Fondo Massimo Mida Puccini 

Il fondo è stato donato dagli eredi di Massimo Puccini e comprende centinaia di ritagli di articoli e recensioni pubblicati da Massimo Mida Puccini nel corso della sua attività; testi manoscritti e dattiloscritti di argomento cinematografico; numerosi soggetti cinematografici inediti relativi a progetti a volte non realizzati.
Massimo Mida Puccini (1917-1992) - Critico cinematografico, sceneggiatore e regista. Noto anche con  lo pseudonimo di Massimo Mida, fu allievo presso il CSC nel periodo 1938-1940. Intensa è stata nel corso del XX sec. la sua attività come studioso e critico cinematografico; ha inoltre collaborato come soggettista, sceneggiatore e aiuto regista con alcuni grandi maestri a partire da Rossellini, Fellini, Lattuada, Comencini, Lizzani, prima di dedicarsi alla regia di alcuni lungometraggi, tra gli altri, "I misteri di Roma" (1963), "Amore in quattro dimensioni" (1964) e "Il fratello" (1975) e di numerosi documentari, oggi conservati presso la Cineteca Nazionale.

 

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Fondo Fausto Montesanti

800 fra monografie (di carattere cinematografico e teatrale) e volumi di rassegna stampa e preziose riviste.
Fausto Montesanti (1919-1989) - Critico e storico del cinema. Prima allievo e poi docente di storia al CSC fu assiduo collaboratore della rivista «Bianco e Nero». E' stato Conservatore della Cineteca Nazionale dal 1949 al 1974.


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Fondo Mario Natale 

329 sceneggiature e soggetti originali. Si segnalano i dialoghi originali con testo in siciliano de "La terra trema" di Luchino Visconti, (1948); le sceneggiature de "La città si difende" di Pietro Germi (1951), "La signora senza camelie" e "I vinti" di Michelangelo Antonioni, entrambi 1953.
Mario Natale (1921-2006) - Giornalista, fu direttore dell'Ufficio stampa del Festival dei Due Mondi, Condirettore del Festival cinematografico di Taormina e direttore del comitato Taormina arte.


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Fondo Ernesto Pacelli

Il fondo documentario, acquisito tra il 2012 e il 2013, è costituito dalla corrispondenza degli anni 1899-1916 afferente per lo più la Cines e da una raccolta rilegata,Arbitraggio Cines-Pouchain(controversia tra la società e il suo amministratore delegato Adolfo Pouchain), contenente documenti riguardanti le attività della società Società Italiana Cines dalla sua costituzione, avvenuta nell'anno 1906, al 1910. La parte documentaria è stata dettagliatamente descritta in inventari di corredo, collegati alle schede catalografiche e fruibili on line sulla banca dati.
Ernesto Pacelli (1859-1925) - Personaggio di spicco nel panorama romano dei primi decenni del Novecento, Pacelli è stato consigliere economico del Vaticano, presidente del Banco di Roma e presidente della Società Cinematografica Cines.


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Fondo Rosalia Polizzi

Il fondo pervenuto in donazione è costituito da oltre 100 documenti. A un piccolo nucleo librario si aggiunge una significativa parte archivistica: soggetti e sceneggiature inedite; documentazione e rassegna stampa relative ai film "Anni ribelli" e "Riconciliati"; corrispondenza privata ricevuta dalla regista da parte, in particolare, dell'attrice e regista teatrale argentina Inda Ledesma (nel cast di "Anni ribelli") e dell'attrice argentina Gloria Ugarte; interventi e articoli relativi alla partecipazione a festival e convegni; documentazione relativa alle composizioni di tango utilizzate dalla Polizzi in ambito cinematografico, televisivo e teatrale con le traduzioni originali di Daniel Tedeschi; documentazione relativa alla sua attività teatrale, in particolare le recensioni e un quaderno (manoscritto) su Ardente pazienzae i programmi di sala della compagnia di Jorge Salcedo; articoli scritti da Rosalia Polizzi e rassegna stampa su documentari e trasmissioni televisive da lei curati; documentazione di carattere amministrativo sulla casa di produzione Paranà Film, costituita nel 1974 e avente come amministratore unico Rosalia Polizzi.
Rosalia Polizzi (1934-2011) - Regista e sceneggiatrice italo-argentina, nata a Buenos Aires, compie gli studi nella sua città natale. Dal 1961 vive a Roma, dove frequenta il Corso di Regia del Centro Sperimentale di Cinematografia. Dal 1965 collabora con la RAI e si occupa anche di cinema come segretaria di edizione (con Bruno Corbucci e Luigi Zampa). Tra gli anni '60 e '70 lavora per l'Unitelefilm, la società di produzione legata al PCI. Ha realizzato numerosi documentari e inchieste a sfondo sociale, con ritratti di personaggi femminili. Si è dedicato anche al teatro dirigendo nel 1989 "Ardente pazienza", un testo di Antonio Skarmeta. Il suo primo film, girato a Buenos Aires, è "Anni ribelli" (1994); il suo secondo lungometraggio, dedicato agli anni di piombo, è "Riconciliati" (2001).


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Fondo Lorenzo Quaglietti

Il fondo consta di 986 documenti tra monografie, riviste e sceneggiature, tutti materiali appartenuti a Lorenzo Quaglietti.
Lorenzo Quaglietti (1922-1989) - Critico e saggista, tra i fondatori e principali animatori, insieme al critico cinematografico Mino Argentieri, della rivista «Cinema 60». Ha fra l'altro curato l'edizione italiana del libro di Peter Noble, Il negro nel film e ordinato gli scritti di Umberto Barbaro in Il film e il risarcimento marxista dell'arte e Servitù e grandezza del cinema. Ha inoltre pubblicato Dai telefoni bianchi al neorealismo (insieme a Massimo Mida), Storia politico-economica del cinema italiano, Ecco i nostri: l'invasione del cinema americano in Italia. E' stato docente di Storia del cinema italiano al Centro Sperimentale di Cinematografia negli anni '80.

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Fondo Giulio Questi

Il fondo, donato dalla moglie Diana Donatella nel 2015, è costituito da 73 tra soggetti, trattamenti e sceneggiature; circa 50 lettere di lavoro; 8 testate di riviste; rassegna stampa e documentazione sui suoi film; articoli sulla sua attività editoriale e cinematografica; i suoi scritti, alcuni inediti anche di fine anni quaranta.

Giulio Questi (1924 - 2014) - Regista, sceneggiatore e attore cinematografico. E' stato partigiano nelle montagne bergamasche, dopo la laurea in Lettere si dedica all'attività di giornalista e critico de «La cittadella» di Bergamo, pubblica i suoi racconti su «Il Politecnico» diretto da Elio Vittorini. Passato al cinema si segnala come uno dei migliori documentaristi degli anni Cinquanta. A Roma diventa aiuto regista di Valerio Zurlini, Ettore Giannini e Francesco Rosi, attore nei film "La Dolce vita" (1960) di Federico Fellini e "Signore & Signori" (1966) di Pietro Germi. Dirige tre lungometraggi: "Se sei vivo spara" (1967), spaghetti-western epocale; "La morte ha fatto l'uovo"(1968), giallo sui generis e il gotico "Arcana" (1972). Dal 1979 lavora per la televisione, dirigendo fra gli altri "L'uomo della sabbia" (1975), "Vampirismus" (1982) e "Il segno del comando" (1989). Tra i suoi cortometraggi ricordiamo gli otto che spaziano dall'horror al fantasy: "Doctor Schizo" e "Mister Phrenic" (2002), "Lettera da Salamanca" e "Tatatatango" (2003), "Mysterium Noctis" (2004), "Repressione in città" e "Vacanze con Alice" (2005), "Visitors" (2006). Tra i suoi numerosi scritti citiamo i 15 racconti sul tema della Resistenza pubblicati in Uomini e Comandanti (Einaudi, 2014).

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Fondo Folco Quilici 

Il fondo è stato donato dal regista del 2009, successivamente integrato nel corso del 2011. E' composto da n. 346 tra: monografie, soggetti, trattamenti, sceneggiature, tesi, press book, dvd e cartelle di corrispondenza prodotta e ricevuta dal regista; rassegna stampa (articoli di quotidiani su e di Folco Quilici), brochure promozionali e inviti relativi a film e libri presentati durante conferenze e festival cinematografici.
Folco Quilici (n. 1930) - Documentarista cinematografico e televisivo e scrittore italiano. Ha frequentato il Corso di Regia del Centro Sperimentale di Cinematografia. Il suo primo lungometraggio è stato "Sesto continente" (Premio Speciale alla Mostra del Cinema di Venezia del 1954); il volume con lo stesso titolo vince il Premio Marzotto. Seguono negli anni a venire cortometraggi e film che hanno fatto storia, tra i quali: "L'ultimo paradiso" (1956), "Dagli Appennini alle Ande" (1959), "Ti-Koyo e il suo pescecane" (1961), "Oceano" (1971), "Fratello mare" (1974), "Il Dio sotto la pelle" (1974), "Cacciatori di navi" (1991). Ha alternato la documentaristica cinematografica con l'attività giornalistica, segnalandosi per le inchieste ed i servizi speciali riguardanti l'ambiente e la civiltà. Nel periodo che va dal 1966 al 1978 realizzò quattordici documentari, aventi come titolo "L'Italia vista dal cielo", affiancati da volumi illustrati, scritti e filmati con i maggiori nomi della letteratura italiana contemporanea. Dal 1971 al 1989 ha diretto e curato la rubrica Geo rete Rai 3. Ha pubblicato numerosi testi di narrativa tra i quali "Cielo verde" (1997). Nel 2002 ha ricevuto il premio NEOS dell'Associazione Giornalisti di Viaggio, per la sua attività di scrittore. Dal febbraio 2003 al giugno 2006 ha presieduto l'ICRAM (Istituto Centrale per la ricerca Scientifica e Tecnologica Applicata al Mare), ente pubblico di ricerca sul mare vigilato dal Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare.

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Fondo Rizzoli film 

Si tratta di materiale proveniente dalla Rizzoli film, di cui sono stati inventariati a tutt'oggi 878 pezzi tra monografie, riviste, sceneggiature, volumi di rassegna stampa e partiture musicali. Oltre a numerosi testi di argomento cinematografico, appartengono al fondo testi teatrali, racconti, romanzi e saggi, nonché numerosi testi di tecnica cinematografica. Interessanti i volumi che raccolgono la rassegna stampa di alcuni importanti film, tra i quali si segnalano in particolare "8 ½" di Federico Fellini e il film a episodi "Ro.Go.Pa.G", per la regia di Roberto Rossellini, Jean Luc Godard, Pier Paolo Pasolini e Ugo Gregoretti.
Rizzoli film è una casa di produzione cinematografica, fondata nel 1965 da Angelo Rizzoli.

 

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Fondo Gian Luigi Rondi 

Il fondo è costituito dalla corrispondenza, donata da Rondi nel 2014 e successivamente integrata, che copre un arco di tempo che va dal 1946 al 2016; la corrispondenza è ordinata alfabeticamente e cronologicamente per mittente e suddivisa in cinque cartelle contenenti 315 fascicoli, ognuno dei quali afferente a un mittente. Ogni cartella è accompagnata da un inventario di corredo, in cui viene indicato il mittente, l'oggetto, la data, il luogo, la tipologia, la lingua, il numero di carte, le note e gli eventuali allegati. Si tratta di circa 1180 tra lettere, biglietti, cartoline, telegrammi e altri documenti, interamente digitalizzati, che rivela attraverso le parole dei protagonisti aspetti inediti del cinema italiano dal dopoguerra ai giorni nostri.
Gian Luigi Rondi (1921-2016) - Giornalista, critico cinematografico e operatore culturale. Ha presieduto la Biennale di Venezia, ha diretto la Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica sempre a Venezia, ha fondato gli Incontri internazionali del cinema a Sorrento, il Festival delle nazioni a Taormina, il Festival dei cinque continenti a Ischia, è stato tra i fondatori di Spoleto cinema con Massimo Bogianckino, Suso Cecchi D'Amico, Federico Fellini, Loreto Luchetti, Gian Carlo Menotti, Luchino Visconti, Franco Zeffirelli. E' stato Segretario per le comunicazioni del Sovrano Militare Ordine di Malta, Commissario straordinario della SIAE, Presidente del Festival di Roma. Attualmente è Presidente dell'Accademia del cinema italiano Premi David di Donatello, Fondatore e Presidente dei Premi Vittorio De Sica per il cinema e le altre arti. Autore di numerose pubblicazioni sul cinema tra cui Cinema italiano oggi (1950), Neorealismo italiano (1951), Il cinema dei maestri (1981). Ha anche diretto molti documentari tra cui uno, "Van Gogh", premiato con il Leone di Bronzo alla Mostra di Venezia. Fra gli altri premi, il Saint Vincent per il giornalismo, la Medaglia dei Benemeriti della cultura e dell'arte, la Stella al merito del lavoro.

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Fondo Roberto Rossellini

Il fondo è costituito da materiali di diversa tipologia appartenuti a Roberto Rossellini, che risultano di estremo valore per l'approfondimento del suo pensiero teorico e della sua attività artistica. Si compone di sceneggiature di film realizzati e non (per un totale di 45 pezzi); dattiloscritti: testi inediti, appunti, prime bozze e varianti di saggi (per un totale di 1800 pagine circa); rubriche tematiche (9); documenti vari (tra cui diplomi e attestati); corrispondenza: telegrammi e lettere (350 pezzi circa); libri, riviste, press book (per un totale di 1200 pezzi circa). La corrispondenza, riguardante non solo Roberto Rossellini, ma anche altri componenti della famiglia (il figlio Renzo, la prima moglie Marcella De Marchis, la seconda moglie Ingrid Bergman) ordinata cronologicamente a partire dal 1946 fino al 1978. Fra i corrispondenti molte firme importanti come quelle di Jean Cocteau, Sergio Amidei, Marlene Dietrich, Frank Capra, Jean Renoir, Vittorio Gassman, Umberto II di Savoia, Amintore Fanfani.
Roberto Rossellini (1906-1977) - Regista, nonché Presidente del Centro Sperimentale di Cinematografia dal 1969 al 1974.


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Fondo Donato Salone 

Il fondo donato dal figlio - costituito da 432 cartelle - è stato interamente catalogato dopo un lungo e complesso lavoro di riordinamento. Ci si è avvalsi del supporto di esperti per il riconoscimento delle parti e delle partiture musicali e per la loro corretta attribuzione ai compositori e ai film per i quali erano state composte. La parte più cospicua del fondo è composta da partiture e parti orchestrali, brogliacci, spartiti. Alcune cartelle contengono invece la corrispondenza, i documenti della sua attività lavorativa e della società Diafonia, i programmi SIAE e le note di registrazione.
Donato Salone (1914-2008) - Musicista, copista musicale di fama internazionale, assistente e organizzatore della realizzazione delle registrazioni per conto degli editori e delle produzioni cinematografiche. Ha collaborato con Luis Enríquez Bacalov, Manuel De Sica, Ennio Morricone, Riz Ortolani, Piero Piccioni, Franco Piersanti, Nicola Piovani, Carlo Rustichelli, Carlo Savina, Armando Trovajoli.


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Fondo Carlo Savina

Consistente archivio multimediale composto da brogliacci, appunti, partiture, programmi musicali, registrazioni di musiche - su diversi supporti - delle colonne sonore e dei concerti del Maestro. Al consultatore verrà data la possibilità dell'ascolto immediato e diretto (audiocassette e cd) delle partiture disponibili, in modo che possa valutare la reale relazione tra la scrittura della partitura e la sua diretta realizzazione sonora, oltre allo studio dei brogliacci e delle note che indicano il percorso di discussione e ideazione con il regista per arrivare alla stesura della partitura. Con la possibilità di poter accedere anche alla visione diretta delle copie dei film depositati in Cineteca, allo studioso e critico musicale viene offerto un panorama completo dell'opera dell'artista.
Carlo Savina (1919-2002) - Compositore e direttore d'orchestra. Diplomato in composizione, violino, pianoforte, organo e direzione d'orchestra, per 14 anni ha lavorato come direttore d'orchestra alla RAI. Arriva alla popolarità con la musica leggera, a cui si dedica dal 1945, in un primo tempo come arrangiatore, poi, con un proprio complesso, come direttore d'orchestra e autore di canzoni di successo. Intensa anche l'attività cinematografica sia come autore di commenti musicali (realizza oltre 200 colonne sonore tra cui "Europa di notte", "Liolà" e "Simon Bolivar" di Alessandro Blasetti, "Una vita difficile" di Dino Risi, "Eva" di Joseph Losey, "Il futuro donna" di Marco Ferreri, "Pizza Connection" di Damiano Damiani) che come direttore di commenti composti da altri (ha diretto le musiche di "Ben Hur" in versione discografica, "Sodoma e Gomorra", "El Cid", "The Godfather" ("Il Padrino") ", "Romeo e Giulietta", "Tess". E' stato il direttore d'orchestra di Nino Rota, con cui ha collaborato a molti film di Fellini. Ha diretto musiche
per Miklós Rózsa, Stephen Sondheim, Bill Conti, Philippe Sarde, Dimitri Tiomkin, Stanley Myers. Ha inoltre lavorato con le più importanti orchestre, come la London Symphony Orchestra, l'Orchestra dell'Accademia di Santa Cecilia, le orchestre di Atene, Barcellona, Madrid, Parigi, Los Angeles e molte altre. Per anni ha fatto parte degli organi sociali della SIAE, di cui stato Consigliere d'Amministrazione fino al 1993.

 

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Fondo Gino Carlo Sensani 

Il fondo, donato da Gino Carlo Sensani, è costituito da numerosi volumi di documentazione iconografica, alcuni rari e preziosi, relativi al costume teatrale, alla moda attraverso i secoli, alla storia dell'arte, all'arredamento e alle arti decorative.
Gino Carlo Sensani (1888-1947) - Costumista tra i più ricercati dal teatro drammatico e lirico, collaborò con Camerini, Blasetti, Alessandrini, Poggioli, ma anche con cineasti francesi come Pierre Chenal e Christian-Jacque. E' stato docente di Costume al Centro Sperimentale di Cinematografia.

  

Il fondo consta di materiali cartacei manoscritti e dattiloscritti, per un ammontare di 35 pezzi. Si tratta per lo più di appunti contenenti informazioni di tipo storico-antropologico per la preparazione di alcuni documentari da lui realizzati.
Enzo Serafin (1912-1995) - Direttore della fotografia dal 1942, dal 1943 al 1949 ha lavorato in Spagna. Considerato uno dei maggiori specialisti italiani, ha collaborato nel corso della sua lunga carriera con Michelangelo Antonioni per "I vinti" (1953), con Luigi Zampa per "La romana" (1954), con Roberto Rossellini per "Viaggio in Italia" (1954), con Alberto Lattuada per "La steppa" (1962). Negli anni '50 e '60 ha curato la fotografia anche di film statunitensi. Vincitore nel 1953 di un Nastro d'argento, è stato membro dell'Associazione Italiana Cineoperatori. Nell'ambito della Mostra d'Arte Cinematografica di Venezia fu istituito il "Premio Serafin" per il miglior direttore della fotografia.

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Fondo Premio Solinas 

Costituito da 76 sceneggiature provenienti dall'archivio del Premio Solinas - premio istituito in onore del noto sceneggiatore italiano - che raccoglie le sceneggiature finaliste e premiate a partire dal 1986.
Il Premio Solinas è il più importante premio italiano per sceneggiature inedite. Fondato nel 1985 da Felice Laudadio a La Maddalena, è intitolato allo sceneggiatore Franco Solinas.

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Fondo Adriano Taloni

Consta di circa 300 cartelle, ordinate alfabeticamente e suddivise in due sezioni. La prima riguarda i cineasti (attori, registi, sceneggiatori, etc.), dei quali vengono fornite notizie sommarie, talvolta supportate dagli approfondimenti contenuti nei ritagli stampa allegati, contenenti interviste o descrizioni più dettagliate dei personaggi in questione. La seconda riguarda la programmazione delle sale cinematografiche romane a partire dal 1955 fino al 1967. Di ciascun film è riportata la recensione, con la specifica della sala in cui venne proiettato e le date esatte di programmazione.
Adriano Taloni (1926-2005) - Tecnico del suono e fonico di missaggio. Allievo del Centro Sperimentale di Cinematografia.


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Il fondo, donato da Piero Tosi, è costituito in prevalenza di preziosi volumi di documentazione iconografica, relativi al costume teatrale e cinematografico, alla moda attraverso i secoli, alla storia dell'arte, all'arredamento e all'arte grafica e fotografica. Un altro fondo di fotografie relative ai film a cui Tosi ha collaborato è depositato presso la Fototeca della Cineteca Nazionale.
Piero Tosi (n. 1927) - Costumista e scenografo. Nel corso della sua lunga carriera Tosi ha lavorato con numerosi registi italiani e stranieri: ricordiamo in particolare Visconti, Bolognini, Pasolini, Zeffirelli, Fellini, Cavani. E' docente di Costume al Centro Sperimentale di Cinematografia.

Il fondo donato nel 2014 dalla sorella Eugenia è costituito da lettere e cartoline ricevute da amici e personaggi di rilievo come Vittorio Gassman, Ermanno Olmi, Mario Serandrei, Goffredo Lombardo, Raffaele La Capria, Silvano Agosti e attestazioni di stima, come quella di Antonioni che lo definisce "il nostro Jacques Tati". Sono presenti tesi di laurea e tre cartelle dedicate ai film realizzati contenenti documenti amministrativi e contabili, corrispondenza, documentazione sui film, rassegna stampa, pressbook.

Augusto Tretti (Verona, 1924-2013), uno dei più originali registi italiani, fu autore in 25 anni di carriera di soli tre film, "La legge della tromba"(1961), "Il potere"(1972) e "Alcool"(1980) e del mediometraggio "Mediatori e carrozze"(1985) benché il suo talento fosse riconosciuto dalle figure più rilevanti della cultura italiana. Il corpus di documenti costituenti il fondo a lui intitolato testimonia le complesse peripezie produttive e distributive affrontate dal regista e le oggettive difficoltà di un cinema fatto "lontano da Roma" e dalle logiche di sistema. Di particolare interesse sono i progetti non realizzati come, la sceneggiatura "La lite", scritta con Tonino Guerra e il film a episodi "Duemila inquieto" (o "Avvenire inquieto"), in particolare l'episodio "La battaglia di Lissa", inizialmente pensato per un lungometraggio.

Fondo Giorgio Turi 

Il fondo, donato dal regista nel 2014-2015, è costituito da oltre 300 documenti: oltre 100 libri di cinema e fotografia, 28 testate a carattere fotografico, 13 cartelle di documentazione relativa ai suoi lavori, i progetti, la relativa rassegna stampa e la corrispondenza.
Giorgio Turi (1925-2015) - Regista di documentari e film sperimentali, direttore della fotografia. Laureato in chimica, si occupa ben presto di fotografia. Entra in contatto con l'ambiente del New American Cinema, è operatore del film "Goodbye  in the mirror" diretto da Storm De Hirsch (1964). E' ricercatore dell'Istituto di Pedagogia della Facoltà di Magistero dell'Università di Roma, si occupa della documentazione cinematografica per conto del CNR, è docente di Fotografia presso l'Istituto statale di arte di Roma, collabora ai programmi sperimentali della Rai. Autore di film sperimentali, alcuni in collaborazione con Roberto Capanna, fa parte della Cooperativa cinema indipendente. Ha realizzato numerosi documentari di carattere scientifico, antropologico, pedagogico.

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Fondo Alida Valli

L'archivio dell'attrice è stato donato dai figli al CSC tra novembre del 2015 e luglio del 2016. E' costituito da: epistolario, documenti attività lavorativa, sceneggiature cinematografiche e televisive originali, copioni teatrali, fotografie, pressbook, programmi di sala, fascicoli di periodici e ritagli stampa, materiale grafico personale e pubblicitario. Nello specifico raccoglie sette cartelle dell'attività lavorativa, contenenti proposte, contratti, piani di lavorazione; ventitrè cartelle di rassegna stampa e un centinaio di fascicoli di riviste (1937-2006); centosessantanove sceneggiature e copioni; dodici cartelle di lettere, biglietti e cartoline dei suoi ammiratori (1937-2006). La corrispondenza personale (1930-2006) comprende una cartella di lettere inviate e ventotto cartelle di lettere ricevute. Il fondo è interamente ordinato e consultabile, le fotografie sono depositate e consultabili presso la Fototeca.
Alida Valli (1921-2006) - attrice cinematografica, teatrale e televisiva
ed allieva del Corso di Recitazione del Centro sperimentale di cinematografia, amata e apprezzata dal pubblico, Alida Valli ha lavorato in note produzioni cinematografiche nazionali e internazionali che hanno fatto la storia del cinema, rivestendo ruoli totalmente differenti, da giovane sbarazzina delle commedie dei telefoni bianchi a personaggi tormentati o inquietanti, da madre edipica a donna anziana. E' stata l'interprete, nella sua lunga carriera iniziata nel 1936, di film memorabili come "Manon Lescaut " (1940) di Carmine Gallone, "Piccolo mondo antico" (1941) e "Eugenia Grandet"(1946) di Mario Soldati (con il primo ottiene il Premio nazionale della cinematografia come miglior attrice dell'anno, con il secondo il Nastro d'argento), "The Paradine Case" (1947) di Alfred Hitchcock, "The Third Man" (1949) di Carol Reed, "Senso" (1954) di Luchino Visconti (con cui le viene assegnato il premio Grolla d'oro come migliore attrice), "Il grido" (1957) di Michelangelo Antonioni, "Edipo re" (1967) di Pier Paolo Pasolini, "La strategia del ragno" (1970), "Novecento" (1976) e "Berlinguer ti voglio bene" (1977) di Bernardo Bertolucci, "Suspiria" (1977) di Dario Argento. Ha vinto, tra gli altri premi, un David come miglior attrice non protagonista per "La caduta degli angeli ribelli" (1981) di Marco Tullio Giordana, il David alla carriera nel 1991 e il Leone d'oro alla carriera nel 1997. Nel 1956 ha iniziato a recitare in teatro nella compagnia di Giancarlo Zagni, confermando il suo talento e successo. Attivissima anche in televisione fin dal 1959 come interprete di sceneggiati, commedie e telefilm.

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Fondo Alberto Verso

Il fondo è stato donato nel 2013 e si compone di 1819 bozzetti di costume e di scena, raccolti in 82 cartelle suddivisi per teatro, cinema e pubblicità, le quali rispettano l'ordinamento dato dal costumista e 31 album di documentazione fotografica suddivisi per anni. Per ciascun bozzetto è evidenziato il film o l'opera teatrale per i quali è stato creato.
Alberto Verso (1941-2007) - Costumista e scenografo affermato in ambiente teatrale, cinematografico e televisivo, sia in Italia, sia all'estero, frequentò a Reggio Calabria il Liceo Artistico e, trasferitosi a Roma tra il 1959 ed il 1960, si iscrisse alla facoltà di Architettura. Debuttò nel 1965 disegnando scenografie e costumi per l'opera "
La Mandragola", messa in scena dalla Compagnia di Peppino De Filippo; collaborò poi, come assistente, con Maurizio Monteverde in numerose realizzazioni di prosa, lirica e televisione e nel frattempo con altri grandi costumisti come Maria De Matteis in "Waterloo"(1970), Eugenio Guglielminetti in "Orfeo in paradiso"(1971), Ezio Frigerio nell'opera "Wozzeck"(1979) messa in scena da Liliana Cavani per il 42° Maggio Musicale Fiorentino. Grazie al sodalizio con il costumista Piero Tosi, partecipò a importanti produzioni come "Il portiere di notte"(1974), "Al di là del bene e del male"(1977), "La pelle"(1981) e "Oltre la porta"(1982) di Liliana Cavani, "L'innocente"(1976) di Luchino Visconti, "Per le antiche scale"(1975) e "La storia vera della signora delle camelie"(1981) di M. Bolognini e "Il malato immaginario"(1979) di Tonino Cervi. A teatro numerose sono le collaborazioni con il regista Walter Pagliaro, mentre in televisione si ricordano gli sceneggiati "La pietra di luna"(1972) e "I due prigionieri"(1985) di Anton Giulio Majano, "Il segreto del Sahara"(1988) e "I guardiani del cielo"(1999) di Alberto Negrin, "La romana"(1988) di Giuseppe Patroni Griffi, "Il grande Fausto"(1995) e "Il furto del tesoro"(2000) di Alberto Sironi. Per il cinema ha firmato i costumi di "Interno berlinese"(1985) e "Il gioco di Ripley"(2003) di Liliana Cavani, (per il quale ha firmato i costumi di Chiara Caselli), "Rebus"(2003) di Massimo Guglielmi, "Mio caro dottor Gräsler"(1990) di Roberto Faenza (in collaborazione con la costumista Milena Canonero), "L'avaro"(1990) di Tonino Cervi, "La tregua"(1997) di Francesco Rosi, "Vipera"(2001) di Sergio Citti.

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Fondo Vides cinematografica di Franco Cristaldi 

La rassegna stampa della compagnia di produzione Vides cinematografica di Franco Cristaldi si compone di n. 248 volumi, relativi agli anni 1950-1975. I volumi raccolgono le recensioni, le notizie e le curiosità pubblicate sulla stampa di sessantadue film, di Cristaldi e della compagnia stessa, nonché di undici attori scritturati dalla Vides, tra cui Rosanna Schiaffino, Tomas Milian, Giuliano Gemma, Stefania Sandrelli e Claudia Cardinale. 
Franco Cristaldi (1924-1992) - Produttore e sceneggiatore cinematografico. Nel 1946 fonda la Vides con sede a Torino. Nel 1953 produce il suo primo lungometraggio, "La pattuglia sperduta" di P. Nelli. A metà degli anni '50, trasferita la Vides a Roma, punta a un cinema d'autore e realizza film innovativi, come "Un eroe dei nostri tempi" e "I soliti ignoti" di Mario Monicelli, "Le notti bianche" di Luchino Visconti, "La sfida" e "I magliari" di Francesco Rosi, "L'uomo di paglia" di Pietro Germi, "Audace colpo dei soliti ignoti" di Nanni Loy. Negli anni '60 e '70 la Vides consolida le proprie strutture e continua a produrre film altrettanto memorabili: "I delfini" e "Gli indifferenti" di Francesco Maselli, "Kapò" di Gillo Pontecorvo, "L'assassino" di Elio Petri, "Divorzio all'italiana" e "Sedotta e abbandonata" di Pietro Germi, "Fantasmi a Roma" di Antonio Pietrangeli, "Un giorno da leoni" di Nanni Loy, "Giorno per giorno disperatamente" di Alfredo Giannetti, "Salvatore Giuliano" e "Il caso Mattei" di Francesco Rosi, "Arrivano i titani" di Duccio Tessari, "I compagni" di Mario Monicelli, "Mare matto" di Renato Castellani, "Omicron" di Ugo Gregoretti, "La ragazza di Bube" di Luigi Comencini, "Vaghe stelle dell'Orsa" di Luchino Visconti, "Viva Maria!" di Louis Malle, "La Cina è vicina" e "Nel nome del padre" di Marco Bellocchio, "Colpo di stato" di Luciano Salce, "Di che segno sei?" di Sergio Corbucci, "La tenda rossa"  di Michail K. Kalatozov, "Satyricon" e "Amarcord" di Federico Fellini. Nel 1990 vince il premio Oscar per il miglior film straniero con "Nuovo cinema Paradiso" di Giuseppe Tornatore.