Incontro moderato da Steve Della Casa con Stewart Arnold, Federico Gorgoglione, Gerardo Fornari, Giulio Piano, Alessandro Rota

 

 08.02.2018

Al cinema Trevi per "La grande fabbrica della guerra". A seguire "La grande fabbrica della guerra" di Alessandro Rota (2016, 40').

Come utilizzare sapientemente il cinema e gli archivi a fini didattici per realizzare un film collettivo di notevole pregio artistico, lungo il filo della memoria che accomuna la Setttima arte e la Storia. È il caso de La grande fabbrica della guerra, frutto di un progetto elaborato all'interno dell'Istituto Industriale Statale Avogadro di Torino. Partendo da una ricerca inerente la storia dell'industria bellica italiana negli anni della prima guerra e la visione di film sul tema, gli studenti hanno sperimentato il linguaggio cinematografico fino a creare una vera e propria sceneggiatura, contenente elementi di finzione e di realtà grazie all'integrazione di materiali d'archivio. In seguito, gli studenti hanno lavorato su un vero e proprio set cinematografico sotto la guida di professionisti del settore, spartendosi ruoli tecnici ed artistici. Un progetto realizzato lungo due anni scolastici, ideato e coordinato da Alessandro Rota, regista ed ex studente dellʼIstituto Avogadro.
Il film è stato realizzato con il contributo del MIUR - Direzione Generale per lo Studente, lʼIntegrazione e la Partecipazione, con la collaborazione del Museo Nazionale del Cinema, del Museo Storico Nazionale di Artiglieria e dellʼArchivio Storico della Città di Torino. In particolare, il Museo Nazionale del Cinema ha fornito preziosissimi materiali dʼarchivio, con filmati originali della prima guerra mondiale e la pellicola restaurata di Maciste alpino. La ricerca dei materiali originali dellʼepoca del muto si è svolta anche presso collezioni private, in cui è stato possibile scoprire anche un rarissimo filmato di immagini aeree della città di Torino su pellicola 35mm.
 
ore 18.15 La grande guerra di Mario Monicelli (1959, 138')
«L'Italia si prepara alla prima grande guerra di questo secolo. Il milanese Giovanni Busacca vorrebbe evitare l'arruolamento e il piantone romano Oreste Jacovacci gli fa intendere che dietro compenso lo farà riformare. Non è così, e Giovanni cerca Oreste per dargli una lezione. Tuttavia, quando si ritrovano, i due diventano amici. […] Lettura (parzialmente) anticonformista del '15-'18,La grande guerra ha una struttura corale ingigantita dal Cinemascope, che nulla toglie ai meriti dei protagonisti, due soldati "nazionalpopolari", un padano e un trasteverino. Per la solida sceneggiatura, il raffinato décor dovuto al team Garbuglia-Donati, e la regia accurata, il film fa pensare alla migliore scuola hollywoodiana. Ma la guerra purtroppo ha poco di epico: è sporca, faticosa e con punte amare di vigliaccheria. Monicelli, pur cedendo talvolta al macchiettismo, si rivela narratore in grado di orientare la commedia verso temi politici di respiro universale. Leone d'oro a Venezia, ex-aequo con Il generale Della Rovere di Rossellini» (Caldiron-Girlanda-Pisarra).
 
ore 20.45 Incontro moderato da Steve Della Casa con Stewart Arnold, Federico Gorgoglione, Gerardo Fornari, Giulio Piano, Alessandro Rota
 
a seguire La grande fabbrica della guerra di Alessandro Rota (2016, 40')
Alcuni studenti dell'Istituto Avogadro di Torino scoprono nei sotterranei della scuola una strana macchina, che, riattivata dopo 100 anni, porta alcuni soldati della prima guerra mondiale ai giorni nostri. Ciascuno di loro potrà quindi raccontare ai ragazzi di oggi la realtà delle trincee e dellʼindustria bellica, tra entusiasmi patriottici, follia degli "scemi di guerra" e contestazione. Un fantastico viaggio nel tempo attraverso immaginazione, memoria e materiali dʼarchivio.