Ogni mese proponiamo un'offerta su tre titoli del nostro catalogo editoriale.
Gian Maria Volontè
Fa parte di «Bianco e nero: rivista quadrimestrale del Centro sperimentale di cinematografia», a. 85, n. 610, set.-dic. 2024
anno: 2024
pagine: 191
editore: Centro Sperimentale di Cinematografia; Edizioni Sabinae
ISBN: 9791280023834
prezzo ordinario di vendita: € 22,00
prezzo scontato (20%): € 17,60
Questo numero di «Bianco e Nero» conclude un percorso iniziato più di un anno fa, dedicato a due attrici e due attori: Anna Magnani, Sophia Loren, Carmelo Bene e Gian Maria Volonté. Un poker che ha un filo rosso: si tratta di attrici e attori che sono molto di più che semplici attrici e semplici attori. E come tali li abbiamo letti e celebrati. In Anna Magnani abbiamo individuato una figura fondamentale per l’emancipazione delle donne italiane, per il loro passaggio – nell’immediato dopoguerra – dal fascismo e dal patriarcato alla modernità e all’autodeterminazione. La filmografia di Sophia Loren ci ha permesso di analizzare un fenomeno divistico e mediatico senza eguali nella storia del cinema mondiale. Carmelo Bene è un artista totale, e la sua popolarità nell’epoca della rete e dei social testimonia la sua contemporaneità. Gian Maria Volonté, con le sue scelte artistiche e politiche, si è fatto autore di se stesso e della propria filmografia: i suoi film raccontano la storia d’Italia.
Volonté è morto trent’anni fa, il 6 dicembre 1994. L’idea del numero è nata in parallelo al documentario Volonté – L’uomo dai mille volti, diretto da Francesco Zippel e presentato alla Mostra di Venezia del 2024. Con Zippel, che stava lavorando su Volonté proprio in vista dell’anniversario, abbiamo condiviso parte delle interviste che compaiono nel volume. Altre sono state realizzare appositamente per il numero, assieme ai saggi che analizzano tutta la carriera dell’attore e a due toccanti ricordi, che mescolano critica e rapporto personale, di Felice Laudadio e di Fabio Ferzetti.
Mi sono molto divertito. Scritti sul cinema (1936-2003)
autore: Pietro Ingrao; a cura di Sergio Toffetti
anno: 2006
pagine: 175
editore: Centro Sperimentale di Cinematografia
ISBN: 9788895219042
prezzo ordinario di vendita: € 15,00
prezzo scontato (20%): € 12,00
Il libro raccoglie numerosi scritti di Pietro Ingrao sul cinema. Allievo del CSC nel ’35 presso il corso di regia, Ingrao, come molti intellettuali della sua generazione, considera il cinema non soltanto una forma d’arte in sintonia con l’evoluzione della modernità, ma anche uno strumento capace di leggere nelle pieghe del reale, ed un linguaggio adatto a raccontare, portandola sullo schermo, “un’umanità che soffre e spera”, come scrivono all’epoca sulla rivista «Cinema» gli amici Giuseppe De Santis e Mario Alicata. Il cinema, dirà in un’intervista a «Filmcritica» del 1999, “è un linguaggio, un vocabolario, e cioè un’angolazione dell’esperienza… l’apparente oggettività dell’occhio cinematografico è del tutto ingannevole”. Ma il cinema, per Ingrao, non è solo esperienza intellettuale, bensì anche emozione, come quella che traspare dalle parole scritte in morte della tabaccaia di Amarcord sul «Manifesto» o nei numerosi articoli su Chaplin, tra i suoi personaggi cinematografici prediletti.
Note autori: Pietro Ingrao (1915-2015) ha partecipato attivamente alla vita politica italiana, ricoprendo ininterrottamente la carica di deputato per il PCI tra il 1948 e il 1994. Direttore del quotidiano «L'Unità» dal 1947 al 1957, è stato Presidente della Camera dei deputati dal 1976 al 1979. Oltre a numerosi libri di saggistica politica, ha pubblicato anche libri di poesie. La sua opera più importante è, stando al giudizio della maggior parte dei critici, Appuntamenti di fine secolo, pubblicata nel 1995 grazie alla collaborazione con Rossana Rossanda.
Sergio Toffetti è studioso, organizzatore, curatore e docente. È stato Direttore della sede Piemonte del Centro Sperimentale di Cinematografia e Conservatore della Cineteca Nazionale, oltre che Presidente del Museo Nazionale del Cinema di Torino. La sua attività si è concentrata sulla valorizzazione del cinema europeo e sulla cura di retrospettive, rassegne e pubblicazioni scientifiche. Ha curato numerosi cataloghi e volumi, tra cui La mia notte con Maud (1988), Jean-Luc Godard (1990), Jacques Rivette: la règle du jeu (1991), Alexander Kluge (1994), Il caso e la necessità. Il cinema di Robert Bresson (1998), Il buono, il brutto, il cattivo (2000), Mi sono molto divertito. Scritti sul cinema di Pietro Ingrao (2006), Angelo Frontoni: Mediterraneo (2007), Da La presa di Roma a Il piccolo garibaldino (2007) e Incontro ai fantasmi. Il cinema espressionista (2008).
Hollywood sul Tevere. Anatomia di un fenomeno
autore: Stefano Della Casa e Dario E. Viganò (a cura di)
anno: 2010
pagine: 175
editore: Centro Sperimentale di Cinematografia; Mondadori Electa
ISBN: 9788837076764
prezzo ordinario di vendita: € 35,00
prezzo scontato (20%): € 28,00
Il volume racconta l’era mitica della “Hollywood sul Tevere”, gli anni d’oro di Cinecittà, quando Roma era la vera capitale del cinema e quando i divi americani sbarcavano dalle passerelle dell’aeroporto di Ciampino e passeggiavano per via Veneto pronti a farsi immortalare dai “paparazzi”. Erano gli anni della “Dolce vita”, dei gossip consumati ai tavolini dei bar, delle sedute collettive di sceneggiatura e dei litigi epocali nelle camere d’albergo. Anni che strapparono a Ennio Flaiano il caustico aforisma: “Coraggio. Il meglio è passato”. Anni da tabloid che in questo libro i curatori Dario E. Viganò e Steve Della Casa cercano di “fotografare”, orchestrando una panoramica a più voci. Da Elena Mosconi a Simone Venturini, da Guglielmo Pescatore a Orio Caldiron, da Raffaele De Berti a Alberto Crespi, da Marco Spagnoli a Luca Pallanch si fa luce sul sistema produttivo di Cinecittà, sulle sfarzose produzioni dei kolossal, sui nuovi registi arrivati da un “altro mondo”, sul fenomeno del divismo che affollava le pagine dei rotocalchi e sul sogno a stelle e strisce che conquistò tutti – da Dino De Laurentiis a Anna Magnani – fino a spingere alcuni a comprare un biglietto di sola andata per il futuro. Un libro fotografico realizzato grazie allo smisurato archivio del Centro Sperimentale di Cinematografia e di Cinecittà Luce, ma soprattutto l’irriverente e disincantata rilettura di un mito, arricchita dagli aneddoti e dai ricordi pieni di nostalgia dei protagonisti dell’epoca: dal direttore della fotografia Giuseppe Rotunno al cartellonista Silvano “Nano” Campeggi, fino agli attori Elsa Martinelli, Lando Buzzanca e Franco Interlenghi e al regista Giovanni Fago. Un mondo in bianco e nero che non c’è più, ma che ancora oggi è capace di accendere la miccia della fantasia.
Note autori: Dario Edoardo Viganò dopo gli studi in Filosofia e Teologia a Milano viene ordinato sacerdote nel 1987 dal card. Carlo Maria Martini, arcivescovo della diocesi di Milano. Durante il dottorato in Storia del cinema lavora presso l’Ufficio per le Comunicazioni Sociali della diocesi ambrosiana, occupandosi di cinema e delle sale della comunità, fino all’approdo alla Conferenza Episcopale Italiana nel 1998. Tra le sue pubblicazioni si segnalano: Essere, parola, immagine: percorsi del cinema biblico (in collaborazione con Daniella Iannotta, 2000); Attraverso lo schermo: cinema e cultura cattolica in Italia (in collaborazione con Ruggero Eugeni, 2006); L’adesso del domani: rifigurazioni della speranza nel cinema moderno e contemporaneo (in collaborazione con Giovanni Scarafile, 2007); Dizionario della comunicazione (2009).
Stefano Della Casa (noto come Steve), tra i più autorevoli studiosi del cinema italiano, è il Conservatore della Cineteca Nazionale. È stato Direttore del Torino Film Festival e del Roma Fiction Fest, nonché Presidente della Torino Piemonte Film Commission. È autore e conduttore radiofonico (Hollywood Party su Rai Radio3) e televisivo. Ha scritto numerosi saggi sul cinema e realizzato retrospettive in Italia e all’estero (Centre Pompidou, Festival di San Sebastián, Festival di Rotterdam). Per il Centro Sperimentale di Cinematografia pubblica diversi volumi, tra cui Il grande libro di Ercole, Capitani coraggiosi, Hollywood sul Tevere, Pop Film Art, La Romana Film, Gotico italiano, e collabora alla rivista «Bianco e Nero».

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