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Pop film Art. Visual culture, moda e design nel cinema italiano anni ’60 e ’70

Autore: Stefano Della Casa e Dario E. Viganò (a cura di)

Anno: 2012

Pagine: 238

Editore: Centro Sperimentale di Cinematografia; Cinecittà Luce; Sabinae

ISBN: 9788896105948

€ 28,00

Descrizione

Il volume curato da Stefano Della Casa e Dario E. Viganò – con la collaborazione di Pierpaolo De Sanctis – intende esplorare l’ampio bacino di forme con cui la Pop Art ha contaminato l’industria cinematografica italiana a cavallo tra anni Sessanta e Settanta.
Da quando la scuola di New York sbarca alla Biennale di Venezia del 1964, con il Gran Premio per la pittura assegnato a Robert Rauschenberg, il Pop si trasforma progressivamente da corrente d’avanguardia a nuova estetica di massa protagonista del tempo libero. Il cinema, naturalmente, non può non assorbire la “nuova figurazione”: spesso si limita a registrarla in modo trasparente, quasi inconsapevole, come smalto o patina di modernità da applicare nei film (quasi tutte le produzioni della Fair Film di Mario Cecchi Gori nella seconda metà degli anni ’60, come Il profeta di Dino Risi o Adulterio all’italiana di Pasquale Festa Campanile). Nei casi più interessanti, invece, alcuni tra gli autori più attenti la assumono in forme ludiche e parossistiche (Diabolik di Mario Bava, La decima vittima di Elio Petri, Lo scatenato di Franco Indovina, Sissignore di Ugo Tognazzi), o ne ripropongono l’interrogativo di natura estetica (Il deserto rosso, Blow-Up e Zabriskie Point di Michelangelo Antonioni; Dillinger è morto di Marco Ferreri).
Il libro contiene saggi tematici per inquadrare il fenomeno, affidati ad esperti del settore (Vittorio Sgarbi sul panorama artistico; Stefano Della Casa sul cinema popolare; Dario E. Viganò sui manifesti e la grafica del periodo; Gianni Canova sul design; Pierpaolo De Sanctis sull’influenza del Pop nel cinema italiano; Bruno Di Marino sui trailer e i titoli di testa; Luca Barra sui caroselli televisivi; Domenico Monetti sul fumetto; Luca Pallanch raccoglie le testimonianze degli artisti e dei designer), interviste ad alcuni protagonisti dell’epoca (i registi Roberto Faenza, Tinto Brass, Giulio Questi, Corrado Farina, Piero Schivazappa, Franco Brocani; il produttore Ettore Rosboch; lo scenografo Pier Luigi Pizzi; il creatore di trailer e di titoli di testa Miro Grisanti) e un’ampia filmografia ragionata composta da oltre 100 schede critiche dei film considerati più pop.
Per visualizzare al meglio l’impatto della Pop Art nell’immaginario collettivo scolpito dal cinema, il volume è corredato da un ricco apparato iconografico suddiviso in 8 gallerie tematiche (moda, design, geometrie, opere d’arte, titoli di testa, grafica, fumetto, pubblicità), costruite da foto di scena e fotogrammi dei film analizzati.

Note Autore:

Dario Edoardo Viganò (Rio de Janeiro, 27 giugno 1962) professore ordinario di “Comunicazione” presso la Pontificia Università Lateranense. Insegna “Linguaggi e mercati dell’audiovisivo” e “Teorie e tecniche del cinema” presso il Dipartimento di Scienze Politiche della LUISS “Guido Carli”, dove è membro del Comitato Direttivo del Centre for Media and Communication Studies “Massimo Baldini”. Presidente della Fondazione Ente dello Spettacolo e Direttore della «Rivista del Cinematografo». Tra i suoi libri: La maschera del potere. Carisma e leadership nel cinema (Roma 2012); Cari Maestri. Da Susanne Bier a Gianni Amelio i registi si interrogano sull’importanza dell’educazione (Assisi 2011); Chiesa e pubblicità. Storia e analisi degli spot 8x1000 (Soveria Mannellli 2011); autore della voce Il cinema: ricezione, riflessione, rifiuto, in A. Melloni (cura di), Cristiani d’Italia. Chiese, società, stato, 1861-2011, Enciclopedia Italiana Treccani (Roma 2011); Dizionario della comunicazione (Roma 2009); Attraverso lo schermo. Cinema e cultura cattolica in Italia, 3 voll., (Roma 2006, con R. Eugeni).

Stefano Della Casa è presidente Film Commission Torino Piemonte. Considerato tra i massimi esperti di cinema italiano, dopo aver curato la sezione "Spazio Italia" sin dalla sua fondazione, ha inoltre ricoperto la carica di direttore del Torino Film Festival dal 1999 al 2002. Dal 1994 conduce Hollywood Party, programma radiofonico di Radio3 e dal 2004 al 2006 il contenitore notturno La 25° ora – Il cinema espanso su LA7. Dal 2008 è direttore artistico del Roma Fiction Fest. Collabora con il quotidiano La Stampa e con numerose riviste di cinema. Da alcuni anni presiede la Film Commission Piemonte. Tra le sue pubblicazioni: Mario Monicelli (1986); Mario Mattoli (1990); Riccardo Freda (1999); Dario Argento, il brivido della critica cinematografica (2000); Officina torinese. Una passeggiata in cento anni di cinema (2000); Capitani coraggiosi. Produttori italiani 1945-1975 (2003); La buca di Maspero in Scrittori in curva (2009).

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