Home > Il Centro Sperimentale di Cinematografia si unisce al dolore per la scomparsa di Monica Vitti
Il Centro Sperimentale di Cinematografia si unisce al dolore per la scomparsa di Monica Vitti
Centro Sperimentale di Cinematografia
Share SHARE
02 Febbraio 2022

La scomparsa di Monica Vitti, annunciata dal marito Roberto Russo che in questi lunghi anni l’ha amorevolmente assistita, arriva come una notizia tristemente attesa. Tutti sanno, e sapevano, che la grande attrice era affetta da anni da una forma di Alzheimer che l’aveva costretta a isolarsi completamente dal mondo. Nonostante questa prematura e forzata assenza dalle scene, Monica Vitti rimane forse l’attrice italiana più amata, nel nostro paese e in tutto il mondo. All’estero la ricordano soprattutto per il lavoro accanto a Michelangelo Antonioni e per i film internazionali interpretati con registi quali Miklos Jancso, Joseph Losey, Luis Buñuel e André Cayatte, fra gli altri. In Italia è soprattutto la grande commediante, capace di giocarsela alla pari con i cosiddetti “colonnelli” (Sordi Gassman Manfredi Tognazzi) della commedia all’italiana. E già da queste poche righe traspare il ritratto di un’interprete eclettica, capace di alternare dramma e comicità con uguale talento.

Maria Luisa Ceciarelli era nata a Roma il 3 novembre 1931 (pochi mesi fa aveva compiuto 90 anni). Fu Sergio Tofano, suo insegnante all’Accademia, a consigliarle di cambiare il nome e a trovarle lo pseudonimo con cui è diventata famosa. Entrò nel cinema come doppiatrice: rimangono riconoscibili, e memorabili, suoi piccoli ruoli in “I soliti ignoti” (doppia Rossana Rory) e in “Accattone” (doppia Paola Guidi). Proprio al leggìo della sala doppiaggio, mentre presta la voce a Dorian Gray per “Il grido”, conobbe Michelangelo Antonioni. Fu l’inizio di una grande avventura sentimentale e artistica, con quattro film fondamentali: “L’avventura”, “La notte”, “L’eclisse” e “Deserto rosso”, al quale si aggiungerà anni dopo “Il mistero di Oberwald” nonché un altro piccolo cameo da doppiatrice in “Zabriskie Point”. Mentre gli anni ’60 volgevano alla loro turbolenta conclusione, “La ragazza con la pistola” segnò una svolta: Mario Monicelli fu il primo a fare di lei la protagonista di una commedia. Seguirono film celeberrimi: “Amore mio aiutami”, “Teresa la ladra”, “Dramma della gelosia”, “Ninì Tirabusciò”, “Polvere di stelle” (recentemente restaurato dalla Cineteca Nazionale), “La Tosca”. Film nei quali Monica Vitti rivela un talento comico debordante, senza mai perdere la grazia e l’eleganza che la contraddistinguevano. Monica Vitti sta accanto ad Anna Magnani, a Franca Valeri e a Mariangela Melato nel ristretto gruppo delle più grandi attrici italiane; e al tempo stesso, forse unica, affianca Sophia Loren, Gina Lollobrigida, Claudia Cardinale e Silvana Mangano nel firmamento delle dive.

Nel 1988 Monica Vitti è venuta al Centro Sperimentale (come detto, era stata allieva dell’Accademia d’Arte Drammatica Silvio D’Amico, “l’altra” grande scuola di recitazione) per un lungo e festoso incontro con gli studenti, che potete vedere sul canale Youtube della Cineteca Nazionale.

Monica Vitti non lavorava da quasi trent’anni e non avrebbe mai più lavorato: ciò nondimeno, la sua scomparsa lascia un incredibile vuoto.
La presidente del Centro Sperimentale di Cinematografia Marta Donzelli, il direttore generale Monica Cipriani, il preside della Scuola Nazionale di Cinema Adriano De Santis, il conservatore della Cineteca Nazionale Alberto Anile e tutti i lavoratori, i docenti e gli studenti del CSC esprimono le proprie condoglianze e si stringono a Roberto Russo e alla sua famiglia in questo momento così doloroso.

Iscriviti alla nostra Newsletter