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Tre libri per 30 giorni. L’offerta editoriale CSC luglio 2020
Centro Sperimentale di Cinematografia
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01 Luglio 2020

IL GRANDE LIBRO DI ERCOLE. IL CINEMA MITOLOGICO IN ITALIA
autore: Stefano Della Casa e Marco Giusti (a cura di)
anno di edizione: 2013         
pagine: 431
distribuzione: Centro Sperimentale di Cinematografia – Edizioni Sabinae
ISBN: 9788898623051             
prezzo ordinario di vendita: € 30,00 

prezzo scontato (66%) : € 10,00

Il cinema peplum o mitologico nasce in Italia nel 1957 per estinguersi nel 1965. Il fenomeno esplode con il film Le fatiche di Ercole (1958) di Pietro Francisci, attraverso la straordinaria alchimia di personaggi e di situazioni che lo sceneggiatore per antonomasia del genere, Ennio De Concini, riesce a creare giocando con il mito. Il direttore della fotografia Mario Bava arricchisce il lavoro con effetti speciali semplici e ingegnosi, mentre lo scenografo Flavio Mogherini inventa una vera e propria estetica del genere mitologico. A coronamento di tutto c’è l’eroe protagonista Steve Reeves, campione americano di culturismo che sarà il prototipo (con varianti) per determinare le caratteristiche fisiche e la formazione atletica del protagonista maschile del genere. Il volume si compone di una filmografia completa e dettagliata di cast e credits, sinossi e recensione, un dizionario biografico degli attori maggiori e minori del genere e una nutrita bibliografia. Il ricco apparato iconografico e i saggi storici dei due autori arricchiscono il libro più completo mai scritto sul cinema mitologico italiano.

note sugli autori

Stefano Della Casa è tra i massimi esperti di cinema italiano, dopo aver curato la sezione "Spazio Italia" sin dalla sua fondazione, ha ricoperto la carica di direttore del Torino Film Festival dal 1999 al 2002. Dal 1994 conduce Hollywood Party, programma radiofonico di Radio3 e dal 2004 al 2006 il contenitore notturno La 25° ora – Il cinema espanso su LA7. Dal 2008 è direttore artistico del Roma Fiction Fest. Collabora con il quotidiano La Stampa e con numerose riviste di cinema. Da alcuni anni presiede la Film Commission Piemonte. Tra le sue pubblicazioni: Mario Monicelli (1986); Mario Mattoli (1990); Riccardo Freda (1999); Dario Argento, il brivido della critica cinematografica (2000); Officina torinese. Una passeggiata in cento anni di cinema (2000); Capitani coraggiosi. Produttori italiani 1945-1975 (2003); La buca di Maspero in Scrittori in curva (2009); Hollywood sul Tevere (2010); Il professor matusa e i suoi hippies (2011); Cinema italiano dal 1939 al 1980 (2012); Pop film art (2012); Splendor. Storia (inconsueta) del cinema italiano (2013). 

Marco Giusti
è critico cinematografico, studioso di cinema, autore televisivo e regista. Ha realizzato diversi programmi televisivi, tra cui Blob, Blobcartoon, Fuori orario, La situazione comica, Carosello, Scirocco, Orgoglio coatto, Fenomeni, Matinée, Soirée, Cocktail d'amore, Stracult e Base Luna. Nel 1996 ha curato la mostra su Carosello per la Triennale di Milano, nel 2004 la retrospettiva Italian kings of the B's - Storia segreta del cinema italiano per la Mostra del cinema di Venezia e nel 2007, la rassegna sul western all'italiana e nel 2010 la retrospettiva La situazione comica. Tra i numerosi libri, si ricordano: Il grande libro di Carosello (1994), Dizionario dei film italiani stracult (1999), Totò si nasce e io, modestamente, lo nacqui (2000), Dizionario del western all'italiana (2007), 007 all’italiana (2010), Vedo... l'ammazzo e torno (2013). Collabora da più di vent'anni con «Il Manifesto» e «L'Espresso».

TITANUS. CRONACA FAMILIARE DEL CINEMA ITALIANO
autore : Sergio M. Germani, Simone Starace, Roberto Turigliatto (a cura di)
anno di edizione: 2014
pagine : 439
collana: Quaderni della Cineteca Nazionale (nuova serie)
distribuzione : Centro Sperimentale di Cinematografia, Edizioni Sabinae
prezzo ordinario di vendita: € 25,00                

prezzo scontato (50%) : € 12,50

Pubblicato in occasione del 67. Festival del film Locarno, 6-16 agosto 2014, il volume ripercorre le vicende della storica casa di produzione italiana Titanus dalle origini fino a oggi. Fondata a Napoli nel 1904 da Gustavo Lombardo, la Titanus fin dal suo esordio, abbraccia diverse forme narrative e spettacolari che permettono di oltrepassare l’opposizione tra cinema popolare e cinema d’autore. La volontà di lanciare o di avvalersi di personalità affermate va di pari passo con il tentativo di fare film con registi, sceneggiatori e attori ignoti. La diversità nella produzione e l’aver saputo coniugare spettacolo e cultura, hanno permesso alla Titanus di valorizzare autori significativi e promuovere quei generi che hanno reso straordinaria la storia del cinema italiano. Il libro realizzato in edizione bilingue è accompagnato da una ricca e articolata cronologia.

note sugli autori
Sergio M. Germani è critico cinematografico italiano. Autore di volumi su Mario Camerini (1980), Augusto Genina (1989), il cinema dei balcani con La meticcia di fuoco (2000), Andrzej Munk (2001), Carl Th. Dreyer (2002), Stavros Tornes (Torino Film Festival, 2003). Ha collaborato con le riviste «Filmcritica», «Il Manifesto», «Primorski dnevnik», «Il Piccolo», e ha fondato la rivista «La cosa vista». E’ direttore del Festival internazionale del cinema e delle arti I mille occhi di Trieste. 

Simone Starace studioso di cinema e collaboratore della Cineteca Nazionale. Ha pubblicato saggi quali Le cinque giornate, Vittorio Cottafavi editore, Per un’analisi stilometrica del cinema di Lattuada, Guardie svizzere. La censura italiana e le donne di Lattuada, Da “realista” a “falsario”. Appunti stilometrici sul cinema di Lizzani, L’horror italiano risorge dalla false leggende. Ha curato in collaborazione il catalogo del festival I mille occhi (2010) e il volume Ai poeti non si spara. Vittorio Cottafavi fra cinema e televisione (2010). 

Roberto Turigliatto è un critico cinematografico italiano. Laureato in Lettere all'Università di Torino, nel 1974 è tra i fondatori del cineclub torinese Movie Club ideato dal cinefilo Baldo Vallero. A partire dal 1982 inizia la collaborazione con il Festival Internazionale Cinema Giovani di Torino (poi Torino Film Festival), per il quale cura numerose retrospettive dedicate alla Nouvelle vague, al cinema polacco degli anni '50 e '60 e di omaggi a Philippe Garrel, Paulo Rocha, Jerzy Skolimowski, Robert Kramer, Jean-Daniel Pollet, John Carpenter, Manoel de Oliveira, Jean-Marie Straub e Danièle Huillet, Julio Bressane. Dal 2009 è tra i selezionatori del Festival di Locarno.

LO SCANDALO PASOLINI
autore: Fernaldo Di Giammatteo
anno di edizione: 1976
collana: Studi monografici di Bianco e Nero
prezzo ordinario di vendita: €  9,30

prezzo scontato (50%) : € 4,50

Questo volume costituisce un tentativo di raccogliere le idee sul significato che la "presenza" di Pasolini ha avuto nella cultura italiana degli anni cinquanta e settanta. Un capitolo è dedicato a “Salò”, opera postuma e "fuori legge", condannata a morte violenta: qui ripercorsa per giustificare l'importanza di un cinema spudoratamente “eretico”. Un altro traccia, sulla scorta delle opere, le coordinate di una singolare ideologia religiosa. Un terzo esamina e rivaluta il controverso contributo di Pasolini agli studi di semiologia cinematografica, indispensabile non solo per afferrare il senso di un'ideologia ma anche per valutare la posizione e i limiti di una pratica scientifica generale. L'ultimo propone, attraverso la minuziosa analisi dei testi, una coerente chiave di lettura di alcuni racconti pasoliniani (e dell'intera opera letteraria). I quattro capitoli sono preceduti da un'antologia ragionata degli “interventi” pubblici di Pasolini, scelti fra le occasioni in cui la “presenza” dell’autore si manifestò più scandalosa, immediata e indifesa.

note sull'autore
Fernaldo Di Giammatteo (1922-2005) è stato un giornalista, critico e storico del cinema. Aveva cominciato la carriera giornalistica, nell'immediato dopoguerra, alla «Gazzetta del Popolo», per poi passare a «La Stampa». Alla metà degli anni '50 si era trasferito a Roma, dove fondò e diresse il Filmlexicon degli autori e delle opere. Fu tra i primi a portare il cinema in televisione, medium allora ai primordi in Italia, curando tra l'altro i programmi "Ritratto d'attore" e"Cinelandia". Fu vicepresidente del Centro Sperimentale di Cinematografia dal 1968 al 1974 (presidenza di Roberto Rossellini) - periodo durante il quale diresse la serie monografica della rivista «Bianco e Nero» - e per due volte membro della commissione di selezione della Mostra del Cinema di Venezia, durante la gestione di Luigi Chiarini. Nel 1974 fondò la collana di monografie "Il Castoro cinema", dirigendola fino al 2000. Negli anni '80 fu direttore della Mediateca Regionale Toscana. Tra le sue opere si ricordano La terza età del cinema (1985), il Nuovo Dizionario universale del cinema (4 volumi, 1994-96), Lo sguardo inquieto (1994, una storia del cinema italiano dal 1940 al '50), Milestones. I trenta film che hanno segnato la storia del cinema (1998), Che cos'è il cinema (2003).

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