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“Giovedì 23 febbraio, al cinema Trevi, omaggio a Roger Corman”
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«Le nouvelles vagues esplodevano nel mondo e perfino a Hollywood c'era del nuovo, ma meno sul fronte dei nuovi linguaggi che su quello del rinnovamento dei generi, e in entrambi i casi: off Hollywood. Corman vi fu il personaggio principale di una formidabile vitalità marginale, nel mentre che al centro si annaspava assediati dalla televisione e, appunto, dalle nouvelles vagues, e si tentavano mediazioni difficili quando non impossibili. Al centro dei margini, si può dire, c'era Corman, che fu, nei suoi trent'anni, il cervello di una mutazione generazionale, l'anima di un'"onda" di giovani - non solo registi, anche sceneggiatori, attori, scenografi, fotografi eccetera - disposti a lavorare a basso costo e a re-inventare il cinema, ma nello stesso tempo, grazie alla loro giovinezza, a guadagnarsi il pane divertendosi. […] Questo felice periodo è durato a lungo e ha prodotto, se non capolavori (ma qualcuno sì), nuovi registi ardimentosi, scaltri, pieni di idee e ambizioni. Troppo scaltri quasi tutti, che si sono serviti del lavoro con Corman per farsi conoscere e diventare, col tempo, i nuovi bonzi, i nuovi padroni, i nuovi monumentali e pallosi, prevedibili e presuntuosi padroni di Hollywood» (dalla prefazione di Goffredo Fofi al libro di Giulio Laroni Il cinema secondo Corman, Biblion International Monographs, 2016).

ore 20.45 Incontro moderato da Goffredo Fofi con Giulio Laroni, Aulo Chiesa, Davide Mancori
Nel corso dell'incontro sarà presentato il libro di Giulio Laroni Il cinema secondo Corman.
 
a seguire Carnival Rock di Roger Corman (1957, 75')
«Il suo locale rischia di chiudere per debiti, ma "Christy" Cristakos (David J. Stewart) pensa solo alla bella Natalie (Susan Cabot), giovane cantante innamorata di un altro. A poco servono i consigli di Benny (Miller), suo braccio destro e amico fidato: l'amore di Cristakos è cieco e totalizzante, e rischia di condurlo all'autodistruzione. Basato su un episodio della serie tv Climax, è uno strano e misconosciuto kammerspiel, ben diretto, fittamente dialogato, acquista forza mano a mano che procede. Caratterizzato da fluidi movimenti di macchina, ha al suo attivo un cast ispirato (a partire da David J. Stewart) e psicologie efficaci. Gli intermezzi musicali (tra cui uno dei Platters) rallentano il ritmo» (Laroni).
Versione originale
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