Si intitola Orizzonti 1961-1978 la retrospettiva della 68. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia 2011 diretta da Marco Mueller e organizzata dalla Biennale di Venezia presieduta da Paolo Baratta (31 agosto – 10 settembre 2011). La retrospettiva – curata da Enrico Magrelli, Domenico Monetti e Luca Pallanch – è realizzata dalla Biennale in coproduzione con il Centro Sperimentale di Cinematografia – Cineteca Nazionale, ente deputato alla promozione e preservazione del patrimonio cinematografico italiano, con il sostegno del Ministero per i Beni e le Attività Culturali. La Cineteca Nazionale rinnova pertanto anche quest’anno la collaborazione con la Biennale per la riscoperta del cinema italiano dimenticato, in ideale collegamento con le retrospettive presentate con successo a Venezia in questi anni da Italian Kings of the B’s – Storia segreta del cinema italiano (2004) fino a La situazione comica (2010).
Ma l’eccentrico è trasversale e va oltre il consueto cinema “sperimentale” – spesso arroccato in difesa di una storia dell’arte (e del cinema) da considerare intatta – per costituirsi in autentiche zone franche di creatività sommersa. Augusto Tretti è sicuramente tra i cineasti più singolari del cinema italiano (e non solo) grazie a due lungometraggi “inclassificabili” e dalle lunghe traversie produttive e distributive (La legge della tromba e Il potere, che viene riproposto in questa occasione). Utilizzando in modo originale il metodo brechtiano, Tretti è riuscito a scardinare rituali e luoghi comuni del cinema (recitazione impostata e strutture formali del cinema di consumo – come la bella fotografia, il lusso e lo sfarzo) per arrivare alla più sorprendente messa in scena estetica e contenutistica.
– ATTACCO (Zen-Shin) (1970, 11′) LSD (1968-1970) di Romano Scavolini
