Il numero è stato presentato al Pesaro Film Festival il 20 giugno alla presenza del Direttore Giulio Sangiorgio, Steve Della Casa e Rocco Moccagatta.
E’ disponibile nelle migliori librerie e online il nuovo numero di «Bianco e Nero», la storica rivista cinematografica edita dal Centro Sperimentale di Cinematografia con Minimum fax.
Il numero 613 è dedicato alla commedia italiana (2000-2025) e a curarlo, insieme al Direttore della rivista Giulio Sangiorgio ,è stato Rocco Moccagatta (critico e studioso di cinema, televisione e new media, docente presso l’Università Iulm di Milano). Hanno contribuito le seguenti firme:Rocco Moccagatta, Christian Uva, Andrea Minuz, Pedro Armocida, Mariuccia Ciotta & Roberto Silvestri, Steve Della Casa, Gabriele Gimmelli, Alessio Accardo&Gabriele Acerbo, Gianni Canova, Luca Vendruscolo e Andrea Bellavita, Fiaba Di Martino, Damiano Garofalo, Andrea Pergolari, Marco Giusti, Caterina Taricano, Mimmo Gianneri e Maria Assunta Pimpinelli.
Tra le personalità intervistate: Enrico Vanzina, Neri Parenti, Maurizio Nichetti, Paolo Virzì, Fausto Brizzi, Gennaro Nunziante, Riccardo Milani, Paola Cortellesi, Giacomo Ciarrapico & Luca Vendruscolo, Pilar Fogliati, Sydney Sibilia, Marco Belardi, Federica Lucisano, Lillo (Pasquale Petrolo), Claudio Di Mauro, Paolo Buonvino e Daniele Vicari.
La presentazione della rivista è avvenuta sabato 20 giugno nell’ambito della 62ª edizione del Pesaro Film Fest (dalle 11.00 all’ex chiesa della Maddalena) alla presenza di Giulio Sangiorgio, Steve Della Casa e Rocco Moccagatta.
Il Direttore Giulio Sangiorgio ha scritto: «Nel 2017 un acceso dibattito sulla commedia italiana, nato sulle pagine di «Corriere della Sera», «FilmTv» e «CineCritica», mise a confronto posizioni critiche diverse sullo stato del genere contemporaneo. Paolo Mereghetti denunciava la scarsa qualità e la mancanza di regia e idee forti in molta commedia recente, mentre altri interventi – tra cui quello dell’autore del pezzo, Alberto Pezzotta, Rocco Moccagatta e Gianni Canova – invitavano a superare la nostalgia per il passato, a leggere i cambiamenti produttivi e culturali e a considerare la complessità del rapporto tra pubblico, critica e mercato. Il confronto evidenziava anche lo scollamento tra successo popolare e giudizio critico, oltre alla difficoltà della commedia italiana di rinnovarsi tra tradizione, televisione e nuovi modelli narrativi. A nove anni di distanza, il numero di «Bianco e Nero» dedicato alla commedia italiana (2000–2025) riprende quel dibattito per interrogarsi sull’evoluzione del genere oggi: tra crisi del modello classico, trasformazioni industriali e digitali, perdita di centralità nei festival e nella critica, ma anche persistenze e nuove forme (dalle piattaforme al cinema regionale, fino a nuovi autori e interpreti). L’obiettivo è osservare la commedia italiana contemporanea senza nostalgie, come un campo ancora in trasformazione e non ancora storicizzato».
Ha aggiunto il curatore numero Rocco Moccagatta: «L’intento è quello di provare a ricostruire gli ultimi venticinque anni di commedie e film comici italiani dal 2000 a oggi non limitandosi soltanto a ripercorrerli attraverso attori, registi e sceneggiatori, a individuarvi sottogeneri e filoni, a misurarne gli incroci con la società e con la cronaca, ma spingendosi anche, in parallelo – e non in subordine –, a esplorarne la dimensione produttiva. Quest’approccio, che tiene conto di un’attenzione sempre maggiore e più approfondita alla figura del produttore condivisa con gli studi più recenti, in una prospettiva rivolta a smarcarsi dalle storie del cinema tradizionali, consente, qui più che mai, e spesso con esiti stimolanti e persino imprevisti, di illuminare anche i come e i perché dei tanti film presi in considerazione».
Ha dichiarato Gennaro Nunziante, intervistato da Gianni Canova: «Tanta commedia dei nostri anni non sa più mordere. Ma è quasi inevitabile. Chi sono i suoi committenti? Le televisioni. E la tv oggi non vuole graffi. Non vuole rischi. Non vuole che si stani il sociale. Vuole intrattenimento. Vuole gag. Buona parte della nostra commedia contemporanea è fatta di storie e personaggi buoni per la tv più che per la sala cinematografica e il suo pubblico. È una commedia telecompatibile. Una commedia che ha perso la voglia e la volontà di incidere sul corpo sociale. La commedia non risolve un dubbio, ne crea due. Il cinema d’autore vuole dare risposte, la commedia preferisce fare domande. La grande commedia è quella che è in grado di rivelare. E uso il termine nel senso di velare due volte. Ri-velare. Aggiungere dubbio a dubbio».
Osserva Pilar Fogliati, intervistata da Fiaba Di Martino: «Un buon metro di misura per testare la salute della nostra commedia è l’investimento che si fa sulle idee nuove... Penso a tanti giovani autori comici, bravi davvero, che faticano a farsi produrre. A volte leggo dei testi e penso che tutti avrebbero voglia di vedere una cosa del genere. Un’altra criticità è che si fa ancora distinzione tra la commedia pura e quella che non lo è... Poi vedi ‘Fleabag’, la serie ideata da Phoebe Waller-Bridge (2016-2019), che è ritenuta una serie comedy ma è terribile, oppure ‘Triangle of Sadness’ di Ruben Östlund (2022), che ti fa ridere ma è un film apocalittico. Ormai va accettato che tutto sia spurio, mischiato».
Ha commentato la Presidente della Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia Gabriella Buontempo: «La nuova serie di Bianco e Nero, storica rivista del Centro Sperimentale di Cinematografia, ora diretta da Giulio Sangiorgio, analizza in ogni numero temi e problemi del cinema italiano di oggi ed è uno strumento importante non solo per gli appassionati, ma anche per chi fa il cinema e per chi lo studia».
«Bianco e Nero» è la rivista quadrimestrale del Centro Sperimentale di Cinematografia diretta da Giulio Sangiorgio. Coordinamento editoriale, editing e redazione Alessandra Costa; progetto grafico e impaginazione Romana Nuzzo. Edita dal Centro Sperimentale di Cinematografia e da Minimum fax. L’illustrazione in copertina è di Virginia Mori.

Condividi