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Tre libri per trenta giorni. L’offerta editoriale CSC ottobre 2021
Centro Sperimentale di Cinematografia
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01 Ottobre 2021

Ogni mese proponiamo un'offerta se tre titoli del nostro catalogo editoriale.

CARLO LIZZANI
BIANCO E NERO. RIVISTA QUADRIMESTRALE DEL CENTRO SPERIMENTALE DI CINEMATOGRAFIA
ANNO 81, N. 597, MAGGIO-AGOSTO 2020

autore: Giovanni Spagnoletti (a cura di)
anno: 2020

pagine: 199

editore: Centro Sperimentale di Cinematografia ; Edizioni Sabinae
ISBN: 9791280023070                                                                                                            
prezzo ordinario di vendita: € 18,00                                                               
prezzo scontato (50%): € 9,00

Il numero 597 di «Bianco e Nero» è interamente dedicato a Carlo Lizzani. Interventi di Felice Laudadio, Giovanni Spagnoletti, Vito Zagarrio, Giuliano Montaldo, Orio Caldiron, Marco Grossi, Giovanna Branca, Stefania Parigi, Cristiana Paternò, Maurizio Zinni, Alessandro Izzi, Emiliano Morreale, Ermanno Taviani, Alberto Crespi, Giorgio Gosetti, Roberto Chiesi, Luca Pallanch, Raffele Meale, Domenico Monetti, Roy Menarini, Antonio Valerio Spera, Carlo Lizzani, Enrico Menduni, Roberto Silvestri, Daria Pomponio, Marco Rossitti, Christian Uva, Alessandro Aniballi, Emanuela Martini, Simona Argentieri, Anton Giulio Mancino, Augusto Sainati, Laura Delli Colli, Edoardo Zaccagnini, Alberto Barbera, Paolo Mereghetti, Ivelise Perniola, Antonio Medici, Marco Bertozzi, Gianfranco Pannone. Testimonianze di: Flaminia Lizzani, Francesco Lizzani, Marcello Lizzani, Barbora Bobulova, Lino Capolicchio, Furio Colombo, Giuliana De Sio, Don Backy, Antonello Fassari, Massimo Ghini, Mino Giarda, Daniele Nannuzzi, Giovanna Ralli, Aldo Tortorella, Milena Vukotich, Francesca Del Sette.

note curatore: Giovanni Spagnoletti professore di Storia e Critica del Cinema all’Università «Tor Vergata» di Roma e direttore artistico della Mostra Internazionale del Nuovo Cinema di Pesaro. È il direttore della rivista trimestrale di studi cinematografici «Close-up» e del mensile su Internet «Close-up on Line». Autore e/o curatore di più di sessanta pubblicazioni ha collaborato e/o collabora a «Studi Germanici», «Bianco&Nero», «Cineforum», «Altro Cinema», «Movie», «Il Manifesto», «L’Unità», «Il Mattino», «Rinascita», «L’Espresso», a RAI 3 e ai quotidiani tedeschi «Süddeutsche Zeitung» e «Frankfurter Rundschau» (Francoforte).

HARLMEN. IL FILM PIÙ CENSURATO DI SEMPRE

autore: Luca Martera
anno di edizione: 2021
pagine: 345
editore: La nave di Teseo ; Centro Sperimentale di Cinematografia

collana: I fari ; 92
ISBN: 9788834605011
prezzo ordinario di vendita: € 22,00 
prezzo scontato (20%) : € 17,60

«Morte agli italiani!» è il grido di battaglia urlato a squarciagola dal capo dei tifosi abissini al Madison Square Garden ed è questa la battuta-chiave per comprendere il senso di ciò che fu Harlem, il film italiano più censurato di sempre. Uscito alla fine di aprile del 1943 – due mesi prima dello sbarco degli alleati in Sicilia e tre mesi prima della caduta del fascismo – il film di Carmine Gallone fu una delle più plateali opere di mistificazione del regime fascista, pensata e realizzata quasi 80 anni fa per illustrare alle masse il “razzismo di Stato” e sancire così la superiorità della stirpe ariana attraverso un incontro di boxe tra un italo-americano e un pugile nero, trent’anni prima di Rocky. Interpretato dai divi più famosi dell’epoca, dal “buono” Amedeo Nazzari al “cattivo” Osvaldo Valenti, dall’ “americanina” Vivi Gioi al “littorio” Massimo Girotti, e firmato da un incredibile (con la lente della distanza) plotone di giornalisti-intellettuali di prim’ordine, tra cui l’anti-americano Emilio Cecchi, il fascistone Paolo Monelli, l’ebreo Giacomo Debenedetti (che non poté comparire a causa delle leggi razziali), il direttore antisemita de «Il Littoriale» Pietro Petroselli e il futuro padre del neorealismo Sergio Amidei, Harlem fu l’ultimo kolossal in costume fortissimamente voluto da Luigi Freddi, fondatore di Cinecittà, gran sacerdote del culto censorio e figura sui generis di gerarca sopravvissuto miracolosamente al 25 luglio e al 25 aprile. Sequestrato nel 1944 dall’ebreo torinese Pilade Levi, capo della PWB Film Section della divisione degli alleati specializzata in comunicazione e propaganda, il film viene trasformato nel dopoguerra dalla neonata censura repubblicana in innocuo film sportivo, con tagli e modifiche ai dialoghi per quasi 40 minuti. La nuova versione, senza più alcun riferimento alla guerra d’Etiopia, non convinse comunque alcuni sedicenti partigiani di Reggio Emilia che nel 1947 bruciarono nella pubblica piazza le pizze del film. Questo libro, documentato e ampiamente illustrato, racconta per la prima volta la vicenda appassionante, drammatica e piena di sorprese del film più censurato della storia del cinema italiano.

note autore: Luca Martera è documentarista, specialista di archivi ed esperto in ricerche storico-investigative, giornalistiche e audiovisive tra Italia e Stati Uniti. Come autore televisivo, ha realizzato oltre un centinaio tra speciali, servizi e monografie per Rai, Mediaset e La7, firmando collaborazioni anche con Antonio Ricci, Giovanni Minoli, Pier Francesco Pingitore, Enrico Mentana, Roberto Faenza e Franco Maresco. Come saggista, ha scritto diversi articoli e approfondimenti su temi legati ai mass-media, tra cui Una mappa della comicità italiana (su «Link», 2017) e Lo spettacolo in tv (2000) con prefazione di Aldo Grasso. Per enti istituzionali e università, ha curato e presentato rassegne, conferenze e retrospettive, tra cui l’evento Sordi, l’anti-americano a Roma tenuto alla Camera dei Deputati nel 2017. Nel 2018 ha ricevuto la Honorable Mention per il documentario da lui scritto, diretto, prodotto e narrato In the Mood in Our Own Way dalla NIAF di Washington DC, nell’ambito del Russo Brothers Italian American Film Forum. Nel 2020 ha creato per finalità storico-didattiche l’Italian American Media Crossroads Archive (IAMCA), la più grande raccolta di video su come l’Italia ha raccontato gli Stati Uniti e viceversa.

LE FAN MAGAZINES STATUNITENSI DELLA BIBLIOTECA "LUIGI CHIARINI"

autore: Biblioteca Luigi Chiarini
anno: 2013
pagine: 143
editore: Centro Sperimentale di Cinematografia
collana: Quaderni della Biblioteca Luigi Chiarini         

prezzo ordinario di vendita: € 6,00                                       
prezzo scontato (50%): € 3,00                           

Il volume della collana “Quaderni della Biblioteca Luigi Chiarini” è dedicato al mondo delle riviste statunitensi note come Fan Magazines. Riviste troppo spesso sottostimate per il loro carattere divulgativo, considerate secondarie nell’orizzonte della produzione editoriale intorno al cinema, e oggi considerate preziose per le complesse interconnessioni con lo Star System e la produzione culturale dell’epoca. L’estesa collezione posseduta dalla Biblioteca rappresenta un caso unico in Italia e raro all’estero, è infatti costituita da oltre settecento fascicoli che coprono l’intero arco temporale di pubblicazione di questo genere di riviste, dagli anni ’10 agli anni ’60. Le Fan Magazines sono genericamente definibili come periodici legati al cinema e allo spettacolo, pensati per un pubblico di appassionati frequentatori delle sale cinematografiche, perlopiù di sesso femminile. La prima nata prima tra le riviste di questo tipo è The Motion Picture Story Magazine, uscita nel febbraio 1911, seguita subito dopo da Photoplay, fondata nell’agosto dello stesso anno. La novità, rispetto ai periodici già ben noti dalla fine dell’800, sta nell’ampia sezione dedicata ai film in uscita, le cui sinossi vengono presentate sotto forma di brevi racconti corredati da fotogrammi tratti dai film. Si tratta di una scelta editoriale completamente nuova, rivolta ai lettori non specialisti, gli appassionati di cinema. ate contemporaneamente al sistema hollywoodiano, le Fan Magazines si possono considerare conseguenza diretta e parte attiva della sua nascita. Hanno contribuito a registrare i costumi e la cultura del loro tempo e a influenzarne gli andamenti, focalizzando l’attenzione sulle star, sulle loro personalità pubbliche e sugli aspetti più comuni della cultura statunitense. Queste riviste hanno avuto un ruolo fondamentale nella costruzione di un sistema di promozione integrato: i lettori richiedevano dettagli sulle vite e i gusti delle star e le star erano create e studiate dalle case di produzione per ottenere sicuri successi al botteghino. Le Fan Magazines hanno avuto la capacità di creare un immaginario tanto potente da contribuire a tenere in piedi l’intera industria del desiderio. Grazie alle Fan Magazines lo Star System hollywoodiano si rafforza e raggiunge il suo momento d’oro, il cinema americano diventa fenomeno di massa, elemento sociale fondante, protagonista del panorama culturale del paese. Due interventi in apertura di volume, una panoramica sulla sezione Periodici e sui progetti della Biblioteca “Chiarini”, di Laura Pompei e Stefania Tuveri, e una guida alla ricerca delle riviste digitalizzate, di Debora Demontis, si offrono come strumenti per i consultatori della Biblioteca. Più specificamente alle Fan Magazines sono dedicati un corposo saggio di Alessandra Ofelia Catanea e una nutrita galleria delle copertine che ne mostra l’evoluzione nei vari decenni. Il libro è corredato dalla schedatura di una selezione di testate rappresentative e dalla ricostruzione sintetica della loro storia.

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