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“Una effettiva e seria valutazione di elementi e dati economici certi sul Centro Sperimentale di Cinematografia, un’Istituzione nazionale di riconosciuta eccellenza, apprezzata in tutto il mondo.”
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Il Direttore Generale


Lo scorso 30/3/2012 a pagina 7 de "il Riformista" è stato pubblicato un articolo, a firma di Michele Anselmi, dal titolo: "al CSC si cambia? Dopo Alberoni è ora di risparmiare" ( leggi > l'articolo )
Mi spiace che la citata testata giornalistica non sia più in edicola e che non possa, quindi, ospitare la mia doverosa replica.
Di qui la decisione di inviare agli organi di informazione e agli operatori del cinema e della cultura il presente documento, con l'unico intento di precisare e puntualizzare ogni aspetto utile ad avere esatta contezza dell'attuale gestione del CSC, affinché le considerazioni sul funzionamento dell'Istituzione che dirigo conseguano ad una effettiva e seria valutazione di elementi e dati economici certi e oggettivamente riscontrabili e non siano, invece, il frutto di una strategia di disinformazione di comodo e strumentale.
A tale proposito, ritengo utile ed opportuno fare esclusivo riferimento a dati e fatti concreti della gestione finanziaria e amministrativa degli ultimi dieci anni, quelli della "gestione Alberoni".
Attualmente il CSC ha 132 dipendenti in forza presso la sede di Roma, 9 in meno di quanti ne contava dieci anni fa. Nello stesso periodo il numero dei dirigenti della medesima sede è rimasto invariato; otto erano nel 2002 e otto sono oggi.
Il finanziamento ministeriale per il 2002, sempre a valere sul FUS, era di 12,7 milioni di Euro e negli anni successivi è progressivamente diminuito, mantenendosi attorno agli 11,5 milioni di Euro; nel 2011 è stato di 11,3 milioni di Euro
Dato, quindi, sostanzialmente costante il contributo ministeriale (ma con un "potere d'acquisto" ridotto di almeno un 20% per gli effetti inflattivi) e con la riduzione del numero complessivo dei dipendenti, vediamo ora come si è incrementata l'attività del CSC in questi anni.
 
- In accordo con le Regioni Piemonte, Lombardia, Sicilia e Abruzzo sono state istituite quattro nuove sedi regionali per lo svolgimento dell'attività di formazione d'eccellenza nei settori dell'Animazione (a Chieri), della Cinematografia d'impresa e della Creazione e produzione fiction (a Milano), del Documentario storico artistico e della docu-fiction (a Palermo) e del Reportage storico d'attualità (a L'Aquila), nonché una quinta struttura a Ivrea, con l'istituzione dell'Archivio nazionale del cinema d'impresa, quale sede distaccata della Cineteca Nazionale, che in pochi anni ha raccolto circa 40.000 pellicole.
 Le suddette sedi regionali - allestite e messe a disposizione dalle regioni con investimenti di diverse decine di milioni di Euro - contano complessivamente 19 dipendenti (di cui 3 dirigenti, uno per sede ad esclusione di quella dell'Abruzzo), i cui stipendi, al pari degli oneri finanziari occorrenti per lo svolgimento delle attività didattiche e culturali sono totalmente a carico delle regioni e degli enti che sostengono le singole iniziative. La diffusa presenza di Sedi operative sul territorio - in regioni di grande rilevanza culturale e con spiccata vocazione produttiva nel settore cinematografico e dell'audiovisivo - ha contribuito a conferire una connotazione davvero nazionale al Centro Sperimentale di Cinematografia, qualificandolo come il più prestigiose ed accreditato centro di formazione in ambito cinematografico e proiettandolo in posizioni di assoluto rilievo anche nel contesto internazionale.
 
- il numero dei corsi ordinari triennali della Scuola Nazionale di Cinema e' passato dagli 8 del 2002 ai 15 attuali, con più di 30 classi; il numero complessivo degli allievi è passato dai 120 del 2002 agli oltre 300 attuali. Inoltre, sono costantemente attivi workshop e laboratori a pagamento, di durata variabile, in quasi tutte le sedi;
è stata creata un'agenzia per gli allievi della scuola, che li aiuti e li assista, anche sotto il profilo legale e contrattuale, nel cruciale e difficile momento dell'inserimento lavorativo. Ogni anno molte decine di allievi ed ex allievi vengono "provinati" dalle produzioni che si rivolgono alla Scuola e sono numerosi i contratti di lavoro conclusi;
Tutte le strutture della SNC si avvalgono oggi di modernissimi ed aggiornati apparati professionali, frutto di un'attenta politica di ammodernamento tecnologico, avviata a sostegno del progetto "il cinema si impara facendolo" e che con l'adozione del nuovo ordinamento didattico ha maggiormente orientato l'insegnamento sul piano pratico, con i laboratori e i set al centro delle attività didattiche;
- nel 2006 è stata creata una società di produzione (CSC Production s.r.l.), interamente controllata e partecipata dal CSC, che realizza e produce le esercitazioni e i film di diploma degli allievi ad elevato livello professionale. "Dieci inverni" di Valerio Mieli e "Mozzarella stories" di Edoardo De Angelis sono gli ultimi due film di diploma andati in sala nel 2010 e 2011, riscuotendo lusinghieri successi di pubblico e di critica e aggiudicandosi ambiti premi e riconoscimenti. Questi film sono stati realizzati senza alcun costo aggiuntivo per il CSC, ma, anzi, hanno prodotto anche l'utile derivante dalla produzione esecutiva e dalle spettanti quota di diritti. La predetta società - che unitamente alla Scuola realizza mediamente oltre 100 produzioni l'anno - è altresì impegnata - mediante la realizzazione di film, documentari e campagne pubblicitarie per conto terzi, che vedono ogni anno coinvolti decine di allievi e ex allievi - nell'autonomo reperimento di risorse finanziarie aggiuntive da destinare all'attività istituzionale;
-  la Cineteca Nazionale è finalmente stata dotata di una propria sala cinema a Roma (Il Trevi, 98 posti nella prestigiosa e centralissima location del Trevi Center). In precedenza, essendone sprovvista (forse l'unico caso al mondo per una Cineteca di Stato…), la programmazione filmica era assolutamente frammentata ed inadeguata. Oggi la Cineteca Nazionale programma presso il Trevi mediamente 700 proiezioni l'anno ed ospita regolarmente incontri e dibattiti ai quali partecipano cineasti, studiosi e pubblico pagante. Tutti i costi di allestimento della sala (circa 300.000 Euro) nonché quelli di locazione e di gestione, compresi gli oneri per i 3 dipendenti addetti (complessivamente circa ulteriori 300.000 Euro annui) non incidono in alcuna misura sul bilancio del CSC, essendo integralmente sostenuti dalla proprietà dell'immobile (Gruppo Cremonini) a seguito di apposita intesa in un privilegiato rapporto di convenzione.
 
La Cineteca Nazionale, unico archivio filmico statale, negli ultimi anni ha assunto un ruolo di grande rilievo nel contesto nazionale e internazionale. Oggi la Cineteca Nazionale è sempre più il punto di riferimento delle altre cineteche italiane pubbliche e private - svolgendo il delicato ruolo di coordinamento assegnatole dalla legge  e delle cineteche internazionali aderenti alla FIAF. Inoltre, non c'è in Italia rassegna o festival cinematografico che non chieda la collaborazione della Cineteca Nazionale per l'organizzazione e la definizione della programmazione filmica; è questa, più di ogni altra, la testimonianza evidente del prestigio e dell'importanza che la Cineteca Nazionale ha ormai acquisito nel panorama cinematografico italiano ed internazionale. Sempre nell'ambito delle attività della Cineteca Nazionale giova evidenziare il cospicuo accrescimento del patrimonio filmico e fotografico, nonché l'avanzato stato di realizzazione del progetto di salvaguardia delle pellicole in nitrato di cellulosa.
 
- Anche sul versante della produzione editoriale e dell'attività bibliotecaria il posizionamento acquisito dal CSC negli ultimi anni è di assoluto rilievo. Sta per completarsi la prestigiosa e monumentale opera omnia "Storia del cinema italiano"ed anche Bianco & Nero (la più antica e storica rivista italiana di cinema) si è significativamente modernizzata nei contenuti, tornando ad essere un valido punto di riferimento per studiosi e cinefili. La Biblioteca "Luigi Chiarini", l'unica in Italia specializzata in cinema e tra i maggiori archivi bibliografici al mondo, è incessantemente meta di studenti, ricercatori, docenti universitari e appassionati di cinema.
- Anche per quanto concerne la modernizzazione e l'innovazione dei processi produttivi, il CSC è senz'altro all'avanguardia; in questi anni è stata avviata la digitalizzazione dei materiali conservati, è stata introdotta una radicale informatizzazione di tutte le strutture operative e sono state ultimate le procedure di acquisizione dei dati e dell'organizzazione del lavoro. Di tali risultati è stato dato conto anche dai formali riconoscimenti acquisiti dal Ministero per la Pubblica Amministrazione e la Semplificazione.
 
Questi più che lusinghieri risultati sono stati raggiunti grazie, soprattutto, all'insostituibile apporto professionale di tutto il personale della Fondazione, dei docenti e dei collaboratori di cui si è avvalso il CSC in questi anni. Si obietta che le spese per il personale sarebbero troppo elevate. Ma il CSC non è un'azienda manifatturiera, che trasforma materie prime in prodotti finiti. E' un'Istituzione culturale nazionale in cui la "materia prima", intesa come fattore della produzione, è costituita dalla elevata professionalità, dalla qualificata competenza e dalla profonda conoscenza del sapere didattico e cinematografico del proprio personale, che il CSC mette quotidianamente a disposizione dei cittadini. L'incidenza del personale con profili meramente amministrativi o impiegatizi non supera il 15% del totale. A ciò aggiungasi che in questi anni sono state completamente azzerate le numerosissime consulenze e collaborazioni attive in precedenza, con l'affidamento delle relative competenze al personale dipendente.
Per tali considerazioni, la spesa complessiva per il personale risulta del tutto compatibile con i parametri medi riferibili ad aziende e istituzioni che operano nel settore della formazione e della cultura. Credo, anzi, che sia facilmente accertabile come il numero delle alte professionalità addette alle attività della Scuola Nazionale di Cinema e a quelle della Cineteca Nazionale sia enormemente più contenuto di quello delle analoghe strutture statali che operano in Francia, Germania, Inghilterra e in altri paesi.
Ed ancora, con riferimento all'articolo di Anselmi, alcune considerazioni conclusive.
 
Non so se le persone "al timone" del CSC siano troppe o troppo poche; sono però quelle numericamente previste dalla legge. Quello che so con certezza è che le diverse competenze e qualificazioni professionali possedute da tali persone concorrono, tutte e molto apprezzabilmente, a definire e a realizzare gli obiettivi strategici e istituzionali che la legge assegna al CSC. Mi preme invece evidenziare come il carico retributivo degli organi del CSC (Presidente, Consiglio di amministrazione, Direttore generale, Collegio dei revisori dei conti e Comitato scientifico) - in tutto 15 persone - sia complessivamente assommato, nel 2011, a circa 260.000 Euro, cifra assolutamente modesta in rapporto alle professionalità coinvolte, alle attività svolte e alle responsabilità connesse alle cariche rivestite.
 
Infine, e solo per necessaria precisazione, due questioni che mi chiamano personalmente in causa: il mio mandato quadriennale di Direttore generale e' stato rinnovato dal consiglio di amministrazione a giugno 2011 perché in imminente scadenza, nel rispetto di una prassi assolutamente tipica di qualsiasi rapporto di lavoro, che assegna alle parti un termine congruo per assumere le proprie decisioni in ordine all'eventuale prosecuzione del rapporto stesso.
-  Personalmente non mi occupo di appalti e ristrutturazioni; queste attività sono seguite dai dirigenti delle strutture preposte, che operano con assoluta trasparenza e nel pieno e puntuale rispetto delle normative e delle procedure pubblicistiche che regolano la materia ed in quanto tali sono applicabili al CSC quale "Organismo pubblico". Semmai mi sono personalmente adoperato per reperire altrove i circa otto milioni di euro che hanno consentito il completo restauro di un teatro di posa interno al complesso immobiliare della sede romana del CSC, che versava in totale stato di fatiscenza e abbandono da oltre venti anni. Oggi la Scuola ha finalmente la piena disponibilità di una struttura didattica all'avanguardia, di circa 4.500 mq, che costituisce una risorsa logistica moderna,  preziosa e di assoluta qualità tecnologica.
Alla luce di tutto quanto sopra esposto credo di poter affermare, in tutta serenità, che non ci sia bisogno di attendere il "dopo Alberoni" per iniziare a risparmiare. Al CSC risparmiare e razionalizzare tutte le risorse disponibili sono buone pratiche comuni e in uso da sempre; non a caso i bilanci dell'Istituzione chiudono sempre in attivo, con conseguenti costanti accrescimenti patrimoniali, come ben noto al Ministero vigilante e come pure evidenziato dalla Corte dei Conti nelle rituali e periodiche relazioni sulla gestione.
Condivido, infine, il punto di vista di Andrea Purgatori: nessuno deve considerarsi intoccabile, ci mancherebbe altro, e se deve aprirsi un dibattito e un confronto sul ruolo e sulla governance del CSC lo si apra coinvolgendo tutti i soggetti interessati, affinché ciascuno possa apportare il proprio contributo propositivo.
Rammento che il CSC è stato "privatizzato" nel 1998 (in precedenza era un Ente pubblico non economico) sul presupposto che la veste giuridica privata potesse consentire la possibilità di un migliore e più razionale svolgimento delle funzioni istituzionali, apportando al contesto operativo anche una diversa mentalità e cultura gestionale. Ecco, se questo era l'obiettivo del legislatore, non si può certo dire che non sia stato raggiunto. Spetterà ora a chi di dovere valutare il nostro operato, esprimere giudizi ed assumere le decisioni più sagge ed opportune per mantenere al patrimonio del nostro Paese la straordinaria esperienza didattica e formativa, nonché la ricchezza culturale di un'Istituzione di riconosciuta eccellenza, apprezzata in tutto il mondo.
 
 
Marcello Foti

 

 

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