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Torna in libreria “Il cinema di Fellini” nella riedizione (CSC-Edizioni Sabinae) curata da Roy Menarini
Centro Sperimentale di Cinematografia
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03 Novembre 2026

È disponibile nelle principali librerie e online il volume “Il cinema di Fellini” di Brunello Rondi - uno dei testi fondamentali e pionieristici dedicati all'universo stilistico e poetico di Fellini - in una nuova ed elegante edizione curata dal docente e critico cinematografico Roy Menarini.

Scritto da uno dei più stretti e storici collaboratori del regista riminese — sceneggiatore di capolavori come La dolce vita e 8½ —, il saggio critico e al tempo stesso intimo sul metodo di lavoro, mostra le ossessioni, le visioni e il linguaggio figurativo di Fellini.

La riedizione, frutto della sinergia tra il Centro Sperimentale di Cinematografia, su iniziativa di Pupi Avati, ed Edizioni Sabinae, arricchisce e contestualizza il testo originale di Rondi, morto nel 1989, con la critica, curata da Roy Menarini, che ne mostra l'attualità, rendendolo uno strumento indispensabile sia per gli studiosi e gli studenti di cinema, sia per i semplici appassionati della grande stagione del cinema italiano.

Scrittore, drammaturgo, regista, saggista, tra coloro che più straordinariamente hanno esercitato la funzione di intellettuale in diversi contesti culturali e artistici in Italia, Brunello Rondi (1924-1989) possiede molti primati: ha scritto il primo studio monografico italiano su Béla Bartók, la prima storia esegetica, in due volumi, sulla musica contemporanea, il primo studio, in due volumi, sul cinema italiano neorealista, con eccezionale consenso critico in Italia e in Europa. Autore teatrale con Sulle strade, L’assedio e Il viaggio, Rondi è stato poeta, filosofo, musicologo e anche regista cinematografico orgoglioso e inclassificabile: dopo Una vita violenta, tratto dal romanzo di Pier Paolo Pasolini e diretto con Paolo Heusch, ha firmato titoli unici nel nostro panorama come Il demonio, Ingrid sulla strada, I prosseneti e altri otto lungometraggi legati a svariati generi e a personali interpretazioni del cinema d’autore più provocatorio, tra anni 'Sessanta '60 e '70.

Sceneggiatore e collaboratore artistico di Federico Fellini, a partire da La strada (1954) e per molti anni, Rondi è la persona che è stata artisticamente più vicina al regista in tutto il suo maggior ciclo creativo. La collaborazione di Rondi con Fellini costituisce, anzi, uno dei casi più tipici e insoliti del cinema italiano e si configura sulla base di una profonda corrispondenza di sentimento stilistico. Questo libro, uscito per la prima volta nel 1965, è il frutto di una esperienza tanto intima e incessante quanto spassionata e oggettiva. Ma l’analisi dei singoli film – probabilmente la più diffusa, originale e serrata che sia stata fatta sul maestro riminese – è soprattutto un viaggio, un pegno, un saggio stimolante di un modo particolare di intendere la critica cinematografica.

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