613 Bianco e nero
Nel 2017 un acceso dibattito sulla commedia italiana, nato sulle pagine di «Corriere della Sera», «FilmTv» e «CineCritica», mise a confronto posizioni critiche diverse sullo stato del genere contemporaneo. Paolo Mereghetti denunciava la scarsa qualità e la mancanza di regia e idee forti in molta commedia recente, mentre altri interventi – tra cui quello dell’autore del pezzo, Alberto Pezzotta, Rocco Moccagatta e Gianni Canova – invitavano a superare la nostalgia per il passato, a leggere i cambiamenti produttivi e culturali e a considerare la complessità del rapporto tra pubblico, critica e mercato. Il confronto evidenziava anche lo scollamento tra successo popolare e giudizio critico, oltre alla difficoltà della commedia italiana di rinnovarsi tra tradizione, televisione e nuovi modelli narrativi. A nove anni di distanza, il numero di «Bianco e Nero» dedicato alla commedia italiana (2000–2025) riprende quel dibattito per interrogarsi sull’evoluzione del genere oggi: tra crisi del modello classico, trasformazioni industriali e digitali, perdita di centralità nei festival e nella critica, ma anche persistenze e nuove forme (dalle piattaforme al cinema regionale, fino a nuovi autori e interpreti). L’obiettivo è osservare la commedia italiana contemporanea senza nostalgie, come un campo ancora in trasformazione e non ancora storicizzato.
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