La storia della Cines rappresenta uno dei capitoli fondativi dell’industria cinematografica italiana. Costituita ufficialmente a Roma il 1° aprile 1906 a partire dalla precedente “Alberini & Santoni”, la società si affermò rapidamente come una delle principali realtà produttive del cinema muto a livello internazionale.
Dotata di infrastrutture tecnologicamente avanzate, tra cui il teatro di posa di via Appia Nuova (poi via Vejo), la Cines si distinse per la capacità di integrare l’intera filiera produttiva: già nel 1911 era in grado di produrre autonomamente pellicola vergine e materiali affini nei propri stabilimenti di Padova e Vigodarzere.
Dopo le stagioni dei grandi kolossal storici e il passaggio al sonoro — segnato nel 1930 dalla realizzazione di La canzone dell’amore di Gennaro Righelli, primo film sonoro italiano — la società attraversò diverse fasi di trasformazione.
La documentazione si concentra in particolare sulla cosiddetta “Quarta Cines”, ricostituita nell’estate del 1949, quando la casa di produzione si affermò come promotrice di un cinema di elevata qualità, collaborando con registi come Alessandro Blasetti, Pietro Germi, Mario Camerini e Luigi Zampa.
Questa stagione, conclusasi nel 1958, trova nelle rassegne stampa del fondo una traccia documentaria di eccezionale valore, utile a ricostruire le strategie produttive e distributive della società e le dinamiche culturali del Paese nel secondo dopoguerra.
Il fondo si compone di 46 volumi contenenti rassegne stampa prodotte tra il 1949 e il 1957, negli anni in cui la Cines operò sotto una nuova gestione a prevalente partecipazione statale. Il materiale documenta complessivamente 18 film tra produzioni italiane e coproduzioni internazionali, costituendo una testimonianza di straordinario rilievo per lo studio della rinascita dell’industria cinematografica italiana nel secondo dopoguerra.
L’insieme documentario restituisce una visione articolata del ciclo di vita dei film: dagli articoli relativi alla fase di lavorazione alla distribuzione, fino alla ricezione critica, sia nazionale sia internazionale. Di particolare interesse risultano alcune tipologie documentarie di pregio.
Tra i titoli emergono: La città si difende (1951) di Pietro Germi, corredato da materiali rari relativi alla programmazione internazionale, in particolare nei circuiti di Londra e Tel Aviv, e Altri tempi - Zibaldone n. 1 (1952) di Alessandro Blasetti, documentato attraverso tre volumi.
Uno dei nuclei più rilevanti del fondo è costituito dai volumi che raccolgono serie iconografiche di notevole consistenza. Tra questi si segnalano l’album di Sinfonia d’amore (1954) di Glauco Pellegrini (292 fotografie in bianco e nero realizzate da Osvaldo Civirani), Cameriera bella presenza offresi… (1951) di Giorgio Pàstina (238 scatti della Notoriety) e La fiammata (1952) di Alessandro Blasetti (266 fotografie della Lumos Film).
I materiali offrono ulteriori elementi di approfondimento sui processi distributivi e promozionali: per Fanciulle di lusso (1952) di Bernard Vorhaus sono conservati quattro volumi di rassegna stampa (1952–1953), che ne documentano in modo dettagliato il successo e la circolazione.
Completano il fondo alcuni nuclei di documentazione istituzionale, tra cui volumi dedicati alla storia della Cines nel periodo 1950–1954 e materiali relativi alla situazione del cinema italiano nel 1956, che consentono di contestualizzare l’attività produttiva all’interno di un quadro più ampio.
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