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#La cultura non si ferma: focus sull’Archivio di Luciano Salce donato alla Biblioteca Luigi Chiarini del Centro Sperimentale di Cinematografia
Centro Sperimentale di Cinematografia
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19 Giugno 2020

L’archivio del poliedrico attore, regista, sceneggiatore, conduttore radiofonico e televisivo, paroliere Luciano Salce, dichiarato di interesse storico particolarmente importante dalla Soprintendenza archivistica e bibliografica del Lazio nel 2017, è stato recentemente donato dal figlio Emanuele Timothy Salce alla Biblioteca Luigi Chiarini della Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia, per essere conservato e reso liberamente accessibile a studiosi, ricercatori e utenti curiosi.

Attraverso la Soprintendenza archivistica e bibliografica del Lazio che ha aderito alla campagna social #iorestoacasa promossa dal MiBACT, Emanuele Timothy Salce insieme alla Biblioteca Luigi Charini presenta un focus su alcuni documenti rappresentativi del celebre ed eclettico uomo di spettacolo Luciano Salce, mostrando con una galleria di immagini le varie tipologie e partizioni di questo importantissimo archivio di persona della storia italiana del Novecento, patrimonio culturale della nostra Regione in questo momento difficile momento in cui #la cultura non si ferma.

Luciano Salce (1922-1989) - attore, regista, sceneggiatore, conduttore radiofonico e televisivo, paroliere, figura centrale per ricostruire la storia della cultura italiana del Novecento, con uno sguardo lucido e la forza dissacrante dell’ironia ha raccontato i vizi del nostro Paese. Tra i film più celebri che ha diretto, ricordiamo: "Il federale” (1961), “La voglia matta” (1962), “Le ore dell’amore” (1963) “Basta guardarla” (1970), “L'anatra all'arancia” (1975), “Fantozzi” (1975), "Il secondo tragico Fantozzi" (1976). Fondamentali sono anche i suoi esordi nel mondo del teatro dapprima a fianco di attori come Vittorio Gassman, suo compagno nell’Accademia d’Arte Drammatica Silvio D’Amico, poi con la costituzione della compagnia del Teatro dei Gobbi (con Alberto Bonucci, Vittorio Caprioli e poi Franca Valeri), esempio di cabaret satirico, le partecipazioni al varietà Studio Uno, la conduzione dei programmi radiofonici: "I malalingua" e "Blackout". L’archivio è articolato in serie e sottoserie che coprono un arco cronologico che va dal 1935 al 1987. Di seguito segnaliamo le dodici serie dall’inventario del fondo archivistico indicative della sua prolifica produzione e dei suoi lavori: Scritti di Luciano Salce; Repertori dei soggetti, delle sceneggiature, dei film e delle storie; Soggetti e trattamenti di Salce; Soggetti e storie di altri autori; Copioni; Sceneggiature; Attività radiofonica; Attività televisiva; Corrispondenza; Recensioni e curricula; Documentazione fotografica; Documentazione a stampa.


Dichiarazione di Emanuele Salce

È sempre difficile, o addirittura impossibile, ricordare da un punto di vista naturalmente privato quello che poi è divenuto, nel tempo, un personaggio pubblico, senza cadere nell’aneddotica, nella retorica o nella memoria di parte.

Mio padre, Luciano Salce, è stato un uomo di spettacolo e di cultura del Novecento italiano che ha saputo restituire sotto diverse forme artistiche ciò che gli ha proposto una vita breve ma ricca di accadimenti importanti: per oltre quarant’anni ha scritto, diretto, interpretato opere teatrali e cinematografiche, radiofoniche e televisive, persino musicali. Un’attività che ha dato importanti esiti artistici e che, nello stesso tempo, l’ha posto a contatto con tutta le più grandi espressioni culturali del Novecento.

Come molti uomini d’arte del suo tempo, mio padre ha scritto molto, anche nel privato: lettere agli amici ed ai familiari, soggetti, sceneggiature, testi teatrali, racconti, canzoni, programmi radiofonici, idee e spesso anche su ricevute di tintoria o sul retro di pagine si sceneggiature cestinate. E molto ha conservato, anzi, quasi tutto, perfino disegni, bozze e bozzetti, scalette, messaggi, cartoline, oltre la gran quantità di scritti più o meno organici alla sua professione di umorista in servizio permanente.

Questo Fondo, raccolto ed indicizzato in oltre 40 faldoni grazie al paziente lavoro di Giovanna Robustelli, consta di documenti di ogni tipo (compreso un enorme archivio fotografico privato), rappresenta perciò non soltanto la testimonianza artistica di un grande uomo di spettacolo, ma anche un percorso importante nella Storia del Novecento italiano.

Ringrazio la Biblioteca Luigi Chiarini per avergli dato una “casa” e la Soprintendenza archivistica e bibiliografica del Lazio per averne riconosciuto l’interesse storico particolarmente importante.

Emanuele Salce

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