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Le intervista realizzate in occasione degli 80 anni del CSC. Si comincia con Citto Maselli
Centro Sperimentale di Cinematografia
30 Marzo 2020

Nel 2015, in occasione dell'ottantesimo compleanno del Centro Sperimentale di Cinematografia, Alfredo Baldi e Stefano Landini hanno realizzato una serie di interviste con ex allievi, docenti e diplomati illustri. Baldi, al CSC, ha passato una vita, con varie mansioni; e gli ha dedicato due libri fondamentali, La scuola italiana del cinema (storia del CSC uscita nel 2018) e 70 anni della Cineteca Nazionale (2019), entrambi pubblicati da CSC e Rubbettino. Stefano Landini è diplomato in regia al CSC ed è il film-maker dell'istituzione. Insieme hanno realizzato una serie di interviste riunite sotto il titolo Buon compleanno CSC, con personaggi del calibro di Giuliano Montaldo, Carlo Verdone, Citto Maselli, Umberto Lenzi, Giancarlo Giannini, Renato Berta, Fernando Birri, Melania Mazzucco, Folco Quilici, Nicola Giuliano e tanti altri. Generazioni e mestieri diversi, tutti accomunati dalla frequentazione del Centro: come allievi, come docenti, a volte entrambe le cose. Le interviste sono state coordinate, oltre che da Baldi, da Caterina d'Amico (allora preside della Scuola Nazionale di Cinema) e da Stefano Rulli (allora Presidente del CSC).

Le troupe, scelte da Stefano Landini su autorizzazione e consiglio di Caterina d'Amico, Beppe Lanci (docente di riferimento di Fotografia) e Stefano Campus (docente di riferimento di Suono), variavano continuamente essendo ex allievi appena diplomati indicati dai docenti menzionati. A tutti va, oggi come allora, il ringraziamento del Centro.

Per vari motivi, quasi tutte queste interviste sono rimaste inedite fino a oggi. E ora, in questi giorni difficili, abbiamo deciso di renderle pubbliche. Centellinandole un po'… e con l'auspicio di farne tante altre, appena l'emergenza sarà passata. In fondo, fra diplomati e docenti, al CSC è veramente passato quasi tutto il cinema italiano che conta.

Partiamo, qui, con Francesco Maselli, detto Citto. Uno degli ultimi grandi del nostro cinema classico, entrato al CSC - come lui stesso ricorda - a 18 anni. Ma si sa, Citto è stato un enfant prodige! L'inizio dell'intervista, in cui parla di Antonioni ricordando il suo lavoro con Marcel Carné, e poi passa a rievocare il grande cinema francese dell'epoca (Renoir, Duvivier, il mito di Jean Gabin), dà letteralmente i brividi.

Guarda l'intervista a Citto Maselli  buona visione.

Proseguiamo con Carlo Verdone, che ha cominciato a frequentare il CSC da bambino, seguendo suo padre Mario, il grande storico e docente del cinema che lì lavorava. Poi è entrato come studente all'epoca in cui Presidente era Roberto Rossellini, e si è diplomato in Regia. E adesso è membro del CDA. Questi sono i suoi ricordi. Alcuni toccanti, alcuni buffi. La scena in cui uno studente extra-parlamentare e contestatore fa un gigantesco peto davanti a Rossellini, e Carlo e gli altri "si dissociano", potrebbe venire da un suo film. Invece è realtà, perché la realtà supera sempre la fantasia.

Gaurda l'intervista a Carlo Verdone, buona visione!

Proseguiamo con la messa online delle interviste a ex allievi e docenti del Centro Sperimentale di Cinematografia, realizzate da Stefano Landini e Alfredo Baldi tra il 2015 e il 2016. L’uomo che parla nel filmato aveva 90 anni, forse più: Fernando Birri era nato a Santa Fe, in Argentina, il 13 marzo 1925 ed è morto a Roma, alla bella età di 92 anni, il 27 dicembre 2017. Questa che potete vedere è probabilmente una delle sue ultime interviste. Forse l’ultima. Chiunque abbia conosciuto Birri non può che essere commosso nel vederlo in questa registrazione. Era un uomo entusiasta e simpaticissimo, legato alla sua terra d’origine (alla quale ha dedicato film come “Los inundados” e “La pampa gringa”, “Che, Buenos Aires” e “Mi hijo el Che” (quest’ultimo, un toccante ritratto di Ernesto Rafael Guevara, il padre del Che) ma altrettanto innamorato dell’Italia che l’aveva accolto giovanissimo, nel dopoguerra. L’intervista si apre proprio con il racconto dell’arrivo a Roma, unica città dove il giovane Fernando pensava di poter realizzare il proprio sogno di un cinema libero e “non industriale”, fortemente influenzato dalle sue prime esperienze di teatro sperimentale. Fate caso a come gli si spalancano gli occhi quando nomina “Roma città aperta”.

Guarda l'intervista a Fernando Birri, buona visione!

Proseguiamo alternando memoria e presente, grande cinema del passato e grande (speriamo) del futuro. Dopo Citto Maselli, Carlo Verdone e Fernando Birri oggi tocca a Daniele Luchetti. L'ntervista (realizzata da Alfredo Baldi e Stefano Landini)  è del 2016, ma è di strettissima attualità: perché Daniele è tuttora il docente di riferimento del corso di Regia al CSC, e perché le sue considerazioni non hanno perso un grammo di freschezza e di pertinenza.
Insomma, se con Maselli e con Birri guardavamo al grande passato del CSC, e se con Verdone si parlava anche dei tempi in cui visitava il CSC da bambino accompagnando suo padre Mario, qui si parla dell'oggi.
Intervista utilissima per chi studia cinema oggi... e per chi vuole provare a studiarlo domani!

Guarda l'intervista a Daniele Luchetti, buona visione!

Proseguiamo con un'intervista che piacerà moltissimo ai cinefili e ai fans del cinema di genere, perché Umberto Lenzi - diplomato al CSC negli anni '50 - è una vera e propria leggenda per chiunque ami i thriller, i film di pirati, i "poliziotteschi" e soprattutto l'irripetibile avventura del Monnezza interpretato da Tomas Milian. A volte queste interviste sono lezioni di cinema. Questa è una grande lezione di vita. E andate a recuperare i bellissimi romanzi gialli di Lenzi, scritti nei suoi ultimi anni di vita e tutti ambientati (con grande precisione filologica) nel mondo del cinema italiano a cavallo fra anni '30 e '40: "Terrore ad Harlem", "Morte al Cinevillaggio", "Scalera di sangue" e tanti altri. Perché Lenzi è stato un grande regista, ma avrebbe potuto essere un grande storico.

Guarda l'intervista a Umberto Lenzi, buona visione!

Dopo il grande passato (Maselli, Birri, Lenzi) un luminoso presente e un futuro ancora tutto da immaginare: Nicola Giuliano, che come Carlo Verdone ha avuto almeno tre vite al CSC. Prima allievo del corso di Produzione; poi docente, e per qualche anno membro del CDA (nell'intervista, che è di qualche anno fa, racconta di esserlo in quel momento: ora non lo è più, ma continua a insegnare). Ringraziamo Nicola per le sue belle parole. E anche per il ricordo di un giovanissimo Paolo Sorrentino. Se guardate bene, sullo scaffale dietro di lui c'è la statuetta dell'Oscar vinto per "La grande bellezza", con tre David che gli fanno da paggi.

Guarda l'intervista a Nicola Giuliano, buona visione!

Al CSC non studiano solo futuri cineasti. A volte arrivano artisti che poi trovano la propria strada in altri mondi, in altre arti. Volete qualche esempio: Gabriel Garcia Marquez, Domenico Modugno, Raffaella Carrà. Tutti diplomati al CSC. Ecco due interviste a due grandi scrittrici italiane che sono passate per la scuola di cinema di via Tuscolana. La prima è Susanna Tamaro, intervista breve ma strepitosa. La scrittrice di "Va' dove ti porta il cuore" tenta di entrare al CSC perché ha visto per caso in tv "Andrej Rublev" di Andrej Tarkovskij. Poi il suo talento di narratrice di storie viene apprezzato, in sede di commissione, da un altro regista niente male: l'ungherese Miklos Jancso! Sono gli anni '70 e a giudicare dal racconto della Tamaro il CSC vive tempi di autogestione e di ideologia galoppante. Da questa intervista si potrebbe trarre un film comico. Grazie a Susanna Tamaro per avercela concessa!

Guarda l'intervista a Susanna Tamaro, buona visione!

Dopo Susanna Tamaro tocca a Melania Mazzucco, un'altra bravissima scrittrice che è passata per la scuola di via Tuscolana.
Si parla di Furio Scarpelli (e di una litigata su Federico Tozzi), di Ennio De Concini... e anche di Francesco Bruni e di Gianfranco Pannone.

Guarda l'intervista a Melania Mazzucco, buona visione!

Segue un docente del CSC, e che docente! Maurizio Nichetti, direttore artistico della sede Lombardia di Milano, dedicata al cinema pubblicitario e d'impresa. L'intervista è del 2015, quando la sede era al secondo anno di attività. Infatti parla dell'Expo di Milano come "imminente". E' un'intervista incredibilmente istruttiva, perché spiega benissimo il funzionamento di una sede dove si insegna UN MESTIERE, e si impara a lavorare con una committenza. E si scopre, tra l'altro, che in Lombardia ci sono 11 siti Unesco! L'avreste mai immaginato? In realtà Maurizio dice "10", ma nel 2017 si sono aggiunte le Mura Veneziane di Bergamo Alta e ora sono 11. Non si finisce mai di imparare!

Guarda l'intervista a Maurizio Nichetti, buona visione!

Un fiore all'occhiello della Scuola Nazionale di Cinema è Francesca Amitrano, diplomata in Fotografia. Il ruolo di direttore della fotografia è storicamente uno dei più maschili (e secondo qualcuno, maschilista) della storia del cinema. Sono pochissime, ancora, le direttrici (o autrici, direbbe Storaro) della fotografia. Ricordiamo l'americana Rachel Morrison, che nel 2018 è stata la prima donna candidata all'Oscar in questa categoria (per il film "Mudbound"); la francese Agnès Godard, collaboratrice storica di Claire Denis e vincitrice di un César; la russa Margarita Pilichina, che negli anni '60 ha fotografato il capolavoro di Marlen Khtusiev "Ho vent'anni". E poche altre. Francesca, in italia, sta facendo una splendida carriera. Napoletana, diplomata al CSC nel 2007, lavora regolarmente con Guido Lombardi e con i Manetti Bros. In questa intervista, realizzata a Bologna nel 2015, racconta di aver iniziato a lavorare sul set di "L'ispettore Coliandro". Ma poi ha fatto anche "Ammore e malavita". E con Lombardi ha fatto sia "Take Five" sia la sua splendida opera prima, "Là-bas".

Guarda l'intevista a Francesca Amitrano, buona visione!

Beppe Lanci è un diplomato del CSC (primissimi anni '60: appena uscito dalla scuola lavorò a "I pugni in tasca" di Marco Bellocchio, dove erano quasi tutti neo-diplomati) ed è attualmente il docente di riferimento del corso di Fotografia. E fra questi due mestieri, ha fatto un po' di film... Bellocchio, Moretti, Taviani, Luchetti, Benigni, Magni e tanti altri. E ha curato quasi tutti i grandi restauri effettuati negli ultimi anni dalla Cineteca Nazionale.

Guarda l'intervista a Beppe Lanci, buona visione!

Roberto Perpignani è uno dei più grandi montatori del cinema italiano e internazionale. Ha cominciato con Orson Welles, ha montato film di Bertolucci, dei Taviani, di tanti altri. E per molti anni è stato insegnante di riferimento del corso di Montaggio. Qui lo vediamo intervistato il 17 giugno 2015. Se siete convinti che il montaggio sia il cuore pulsante di qualsiasi film, ciò che rende il cinema un'arte unica - ecco, qui ve lo spiega lui.

Guarda l'intervista a Roberto Perpignani, buona visione!



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