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“Il Ministro della Cultura e della Società Civile della Libia in visita per avviare una collaborazione con il Centro Sperimentale di Cinematografia”
Centro Sperimentale di Cinematografia
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Il presidente Stefano Rulli, il Direttore Generale Marcello Foti insieme al Conservatore della Cineteca Nazionale  Emiliano Morreale, e alla preside della Snc Caterina d'Amico hanno accolto il Ministro della Cultura e della Società Civile della Libia, dr Al Habib Al Amin, accompagnato da una delegazione composta dal direttore dell'ufficio delle relazioni internazionali del Ministero della Cultura della Libia dr Fathi Nasib Ballo, dal direttore della sezione ricerche archeologiche del Dipartimento delle Antichità della Libia, il direttore del dipartimento  Cinema e Teatro del Ministero della Cultura dr Abdallah Zarug Werfaly,  il Prof. Ali MohamedSalem El-Asheahb docente dell'Università di Tripoli e direttore teatrale, dal direttore teatrale Abdul Hamid Elamalti e dal Dott. Rubens Piovano direttore dell'Istituto Italiano di Cultura di Tripoli.

L'incontro pone le basi per  avviare un' importante collaborazione tra il Centro Sperimentale di Cinematografia  e il Ministero della Cultura della Libia: un paese che sta ritrovando la sua storia comune con l'Italia, un paese che vuole ricostruire se stesso nel nome della cultura e dell'arte.

"I nostri giovani devono crescere senza le armi ma come uomini di cultura - ha dichiarato il Ministro Al Habib Al Amin - la Libia ha un patrimonio immenso di film in cattive condizioni, vogliamo conservarli perché rappresentano la nostra storia, la nostra memoria ma anche la storia e la memoria dell'Italia. Il cinema e le immagini  dovranno essere  fonte di istruzione e di conoscenza per le giovani generazioni.  Sono documentari, film didattici, storici, capolavori italiani girati in Libia dagli anni venti agli anni cinquanta.  I libici hanno sempre amato il cinema, molte sale erano di proprietà italiana ed erano affollatissime fin quando il regime ha voluto rappresentare un'altra realtà, una realtà non vera. Oggi ci muoveremo seppur lentamente verso la costruzione di uno Stato democratico  e come dice il nostro inno "non torneremo alle catene" i giovani hanno grandi aspettative, attraverso il cinema vogliono crescere e noi vogliamo formare i nostri talenti, abbiamo il dovere di realizzare i loro sogni. Il prossimo anno Tripoli sarà la capitale della cultura araba  e vorremmo organizzare iniziative anche con la collaborazione del Csc. Abbiamo un Ente per il cinema e il teatro e contiamo di riorganizzarlo anche con voi.  Siamo riusciti ad avere film dalla Russia e dalla Francia ora vorremmo anche che una grossa parte la faccia l'Italia. Vorremmo una collaborazione fattiva, con spirito nobile e lontano dalla politica".

Alle dichiarazioni del Ministro ha fatto seguito l'intervento del direttore dell'Istituto Italiano di cultura di Tripoli Rubens Piovano: "Il grande compito di ricostruzione del paese non è solo economico ma soprattutto culturale - sostiene Piovano -l'impegno che si chiede all'Italia è anche quello di aiutare la Libia a ricostruire la sua storia, la memoria storica comune ai due paesi. E' necessario un supporto italiano per costruire l'industria culturale, cinema e teatro sono due terreni importantissimi. Sarà fondamentale formare in Italia le figure necessarie,  in particolar modo per il restauro e la digitalizzazione del tesoro cinematografico non ancora catalogato  che,  sappiamo,  riserverà sorprese per la storia del nostro cinema".    

Il presidente Rulli ha accolto l'invito venuto dal Ministro della Cultura libico garantendo la disponibilità e la collaborazione non soltanto della Scuola e della Cineteca nazionale ma anche delle diverse sedi in Italia nella loro specificità.    La Preside Caterina d'Amico ha sottolineato che la Scuola, che si impegna  quotidianamente alla crescita delle nuove generazioni,  sarà pronta a collaborare a proposte e progetti formativi,  come anche il conservatore  Emiliano Morreale  ha dato la disponibilità della Cineteca Nazionale per avviare progetti di digitalizzazione del patrimonio libico-italiano, a fornire copie di film, a formare archivisti e restauratori. A condividere forme di diffusione della cinematografia dei due paesi.

Da queste premesse il prossimo appuntamento potrebbe essere in Sicilia, nella sede del Csc di  Palermo,  per  dar vita ad un gruppo di lavoro ristretto, composto da rappresentanti  del Csc e  delegati della Libia,  per discutere e avviare  i primi progetti  di collaborazione.

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