«Questo volume nasce in occasione di un convegno su Damiano Damiani (Damiano Damiani: tra politica dell'autore e autorialità politica, 7 giugno 2013, Teatro Palladium - Roma) curato dal sottoscritto nell'ambito della VIII edizione del Roma Tre Film Festival, evento ideato e diretto da Vito Zagarrio. Erano trascorsi appena tre mesi dalla scomparsa del cineasta friulano (7 marzo 2013) eppure si avvertiva già intensamente l'urgenza di affrontarne il profilo artistico e culturale attraverso una serie di apporti di diversa provenienza che potessero tentarne quantomeno un abbozzo della polimorfa fisionomia. Già, perché Damiani, a parte il meritevole omaggio dedicatogli in Friuli nel 2004 […], non ha goduto di particolare attenzione da parte della critica né tantomeno in ambito accademico. Il "problema" di Damiani è sempre stato quello, infatti, di rappresentare il perfetto artefice di una produzione filmica sfuggente a qualsiasi inquadramento categoriale, verso l'alto come verso il basso, e quindi tendenzialmente collocata, per comodità, nel vago orizzonte di un cinema cosiddetto "medio". […] Ecco allora che parlare di politica di un autore, come recita il sottotitolo del volume, significa compiere un'operazione di ricognizione delle marche distintive di un particolare modo di intendere e di fare il cinema sempre funzionale, nondimeno, all'accordo dissonante, ma produttivo, tra arte e artigianato» (dalla Nota introduttiva di Christian Uva, curatore del volume Damiano Damiani. Politica di un autore, Bulzoni, 2014).

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