«Il suo cognome d'arte evoca lusso, magnificenza, e rispecchia una carriera cinematografica ricca di soddisfazioni che ha compiuto mantenendo, col suo fascino languido e tenebroso, un divismo mai ostentato. George Hilton, al secolo Jorge Hill Acosta Y Lara, uruguayano di Montevideo, ha interpretato numerosi film in due terre che lo hanno adottato artisticamente: l'Argentina, in cui ha vissuto le prime esperienze da "attor giovane" recitando pure in radio, a teatro e nei fotoromanzi, e l'Italia, paese in cui è arrivato per un segno del destino e dove ha costruito gran parte della sua filmografia. Da protagonista, o affiancando attori del calibro di Van Heflin, Enrico Maria Salerno, Klaus Kinski, Ernest Borgnine, ha spaziato da un genere all'altro seducendo sullo schermo (e non solo) attrici dalla bellezza mozzafiato quali Edwige Fenech e Carroll Baker. A scorrere il suo lungo elenco di pellicole manca forse il "film dei film", quello che in altri casi lega indissolubilmente il proprio nome a un personaggio, un titolo o un regista. Questo però ha consentito ad Hilton di passare con disinvoltura dallo spaghetti-western (Le colt cantarono e fu… tempo di massacro, Il tempo degli avvoltoi,Vado… l'ammazzo e torno, Ognuno per sé) al bellico (La battaglia del deserto), dal thriller (Il dolce corpo di Deborah, Lo strano vizio della signora Wardh, Tutti i colori del buio, Mio caro assassino) al poliziesco (Torino violenta), con qualche incursione nella commedia (Ricchi, ricchissimi… praticamente in mutande, Fuochi d'artificio)» (Fabio Micolano).

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