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Piero Portaluppi, l’Amatore
07 Febbraio 2018 - 07 Febbraio 2018
Il film l’Amatore è un viaggio dentro le pieghe intime di uno degli architetti di fama del ventennio fascista, Piero Portaluppi, attraverso la riscoperta della sua opera nel presente e del suo diario filmico, un archivio inedito in 16mm girato e montato dall’architetto. Uomo di fascino e di potere, Portaluppi attraversa questa epoca grandiosa e tragica con distacco e ironia, danzando sulle cose e creando bellezza. La Storia intanto cammina implacabile accanto alle vicende dell’uomo.
 
ore 20.30 l’Amatore di Maria Mauti (2016, 90′)
Prodotto da Piero Maranghi e distribuito da Nexo, l’Amatore, docu-film firmato da Maria Mauti, con la collaborazione tecnica della Cineteca Italiana, testo narrante di Antonio Scurati e voce di Giulia Lazzarini, è stato presentato con successo nel 2016 al 69° Festival del Cinema di Locarno, nel 2017 al IFFR Internacional Film Festival Rotterdam e al BAFICI – Buenos Aires Festival Internacional De Cine Indipendiente. La pellicola, una sorta di inedito “diario di bordo” – o, meglio, “diario di vita” -, prende dunque corpo grazie a un archivio in 16mm girato e montato dallo stesso Portaluppi: più di cento bobine rimaste “in silenzio” per ben trent’anni all’interno di un’antica cassapanca davanti alla quale chissà quante volte la famiglia dell’architetto era passata e ripassata ogni giorno. Fino a quando il pronipote omonimo dell’architetto decide di aprirla. E avviene la scoperta. La Fondazione Piero Portaluppi, nata nello stesso anno con il desiderio di preservare l’opera dell’architetto, ha voluto insieme a Piero Maranghi che questo materiale venisse valorizzato diventando parte di un film. Mauti si appassiona alle immagini e al sottinteso in esse contenuto – «una vitalità vibrante, desiderio di invenzione e costruzione, l’ironia, la seduzione, il senso della morte…» – e le restituisce in un documentario che all’unicità dei filmati originali alterna riprese odierne della famiglia e delle architetture di Portaluppi, che gettano uno sguardo a colori sul momento contemporaneo, vero e proprio specchio del tempo trascorso, ma mai realmente passato. «Di lui – ha sottolineato la regista – ci interessa mostrare il lato personale, guardare dentro l’uomo rispettandone il mistero. E poi Portaluppi porta con sé l’eccellenza e la fragilità di una classe sociale che raramente è oggetto di racconto: l’alta borghesia. È l’emblema di una città, Milano, che qui si mostra fuori dagli schemi che tutti conoscono».
 
Date di programmazione