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Cinema Trevi: “Una mirada al cinema cubano”
24 Aprile 2009 - 30 Aprile 2009
Dal 24 al 30 aprile presso la sala Trevi  si svolge la rassegna Una mirada al cinema cubano, iniziativa realizzata dall’Icaic (Instituto Cubano de Arte e Industria Cinematográficos) con il contributo e il patrocinio della Direzione Generale per il Cinema – Ministero per i Beni e le Attività Culturali, in collaborazione con Centro Sperimentale di Cinematografia – Cineteca Nazionale, Arci e Ucca (Unione Circoli Cinematografici Arci).
 
Si tratta di uno sforzo della Direzione Generale per il Cinema – Ministero per i Beni e le Attività Culturali italiani e dell’Istituto Cubano delle Arti e dell’Industria Cinematografica. In prossimità del cinema Trevi, alla fine degli anni ’50, due giovani cubani, studenti di cinema,  lanciarono due monete esprimendo il desiderio e la volontà di realizzare film in una piccola isola caraibica, con poche risorse. Questi due giovani erano Julio García Espinosa e Tomás Gutiérrez Alea. Quest’ultimo già scomparso, vedrà rappresentata in rassegna la sua opera con la proiezione dello straordinario Memorie del Sottosviluppo (Memorias del Subdesarrollo). Si potrà visionare poi il film Suite Habana di Fernando Pérez, senza dubbio riconosciuto come una delle migliori opere del suo genere a Cuba e in tutta l’America Latina. In programma, ancora, Viva Cuba di Juan Carlos Cremata, Roble de olor di Rigoberto López, El Benny di Jorge Luis Sánchez. Il cinema documentaristico sarà rappresentato con i classici di Santiago Álvarez e con una rappresentanza della costellazione dei nuovi autori che portano sulle scene, con sguardo critico, la società cubana attuale. Infine il film che ha debuttato nel recente 30º Festival del Nuovo Cinema Latinoamericano dell’Avana: Los Dioses Rotos di Ernesto Daranas. In questa pellicola, che trae spunto da una leggenda popolare, il regista esplora a fondo il fenomeno della marginalità nell’attuale Cuba. Si potrebbe includere Los Dioses Rotos in una ideale trilogia con Fresa y Chocolate di Gutiérrez Alea e Suite Habana di Fernando Pérez.
Proiezioni a ingresso gratuito – Film vietati ai minori di anni 18

 

 
venerdì 24
ore 17.00
La edad de la Peseta (2006)
Regia: Pavel Giroud; soggetto e sceneggiatura: Arturo Infante; fotografia: Luis Najmías Jr.; musica: Ulises Hernández; montaggio: Lester Hamlet; interpreti: Mercedes Sampietro, Iván Carreira, Susana Tejera, Carla Paneca, José A. Egido, Payo Linares; origine: Cuba/Spagna/Venezuela; produzione: ICAIC – Instituto Cubano del Arte e Industrias Cinematográficos, Mediapro, Alter Producciones; durata: 92′
Nell’Avana del 1958 Alicia, dopo un’ultima delusione amorosa, fa ritorno col figlio di dieci anni Samuel a casa della madre Violeta. Il bambino cerca di adattarsi, ma pian piano passa dalle prime inquietudini della sua età di passaggio a una ribellione che segnerà per sempre la sua vita.
 
ore 19.00
Tres Veces Dos (2004)
I episodio: Flash
Regia: Pavel Giroud; soggetto e sceneggiatura: P. Giroud; fotografia: Luis Nasjmias Jr.; musica: P. Giroud; montaggio: Lester Hamlet; interpreti: Georbis Martìnez, Verónica López, Susana Tejera; origine: Cuba; produzione:ICAIC – Instituto Cubano del Arte e Industrias Cinematográficos; durata: 27′
Un giovane fotografo, mentre prepara una esposizione che darà una svolta definitiva alla sua carriera, scopre nelle sue immagini delle strane apparizioni…
 
II episodio: Lila
Regia: Lester Hamlet; soggetto e sceneggiatura: Alejandro Brugués, L. Hamlet; fotografia: Luis Nasjmias Jr.; musica: Edesio Alejandro; montaggio: David Rodríguez, L. Hamlet; interpreti: Marta del Río, Olivia Manrufo, Caleb Casas; origine: Cuba; produzione:ICAIC – Instituto Cubano del Arte e Industrias Cinematográficos; durata: 30′
Alla notizia dell’imminente ritorno del suo amore di gioventù, Lila è catturata dai ricordi…
 
III episodio: Luz Roja
Regia: Esteban Insausti; soggetto e sceneggiatura: E. Insausti, Xenia Rívery; fotografia: Alejandro Pérez; musica: X Alfonso; montaggio: Angélica Salvador; interpreti: Zulema Clares, Alexis Días de Villegas, Elvira Cervera; origine: Cuba; produzione:ICAIC – Instituto Cubano del Arte e Industrias Cinematográficos; durata: 27′
Due persone sole suppliscono con la sensualità di ricorrenti sogni erotici all’assenza d’amore nelle loro vite, finché il caso li unisce nel breve intervallo di tempo di un semaforo rosso…
 
a seguire
DeMoler (2004)
Regia: Alejandro Ramírez Anderson; soggetto e sceneggiatura: A. Ramírez Anderson; fotografia: Ángel González; musica: Michael Gil; montaggio: Orlando Pérez; origine: Cuba; produzione: Producciones CANEK, Facultad de los Medios de Comunicación Audiovisuales de Cine y Televisión dell’ISA – Instituto Superior de Artes; durata: 12′
Un documentario che racconta i sentimenti provati dai lavoratori dello zucchero di canna cubana nel vedere lo smantellamento della propria azienda.
 
ore 21.00
Incontro moderato da Greta Barbolini (Presidente nazionale dell’UCCA) con Juan Carlos Cremata Malberti (regista), Ernesto Daranas (regista), Gaetano Blandini (Direttore Generale per il Cinema del Ministero per i Beni e le Attività Culturali), Omar González (Presidente dell’ICAIC), Susana Molina Suárez (Vice Presidente e responsabile delle Relazioni Internazionali dell’ICAIC), Miguel Mejides (scrittore cubano e dirigente ICAIC)
 
a seguire
Viva Cuba (2005)
Regia: Juan Carlos Cremata Malberti, Iraida Malberti Cabrera; soggetto e sceneggiatura: J. C. Cremata Malberti, Manuel Rodríguez; fotografia: Alejandro Pérez Gómez; musica: Slim Pezin, Amaury Ramírez Malberti; montaggio: Sylvie Landra, Angélica Salvador; interpreti: Jorgito Miló Ávila, Sara Cabrera Mena, Luis Alberto García, Pavel García Valdés, Luisa María Jiménez Rodríquez, Lieter Ledesma Alberto; origine: Francia/Cuba; produzione: Quad Productions, DDC Films LLC, TVC Casa Productora, ICRT – Instituto Cubano de Radio y Televisión, La Colmenita, El Ingenio; durata: 80′
La storia di Malú e Jorgito, due bambini cubani che si promettono amicizia eterna nonostante le differenze inconciliabili che separano le loro famiglie. Dopo la morte della nonna di Malú e la decisione di sua madre di andarsene via dall’isola, i due bambini fuggono insieme nella speranza di salvare il loro legame. Primo Premio al Festival del Cinema per l’Infanzia e la Gioventù di Chemintz 2005.
 
sabato 25
ore 17.00
¡Vampiros en La Habana! (1985)
Regia: Juan Padrón; soggetto e sceneggiatura: Ernesto Padrón, J. Padrón; fotografia: Julio Simoneau, Adalberto Hernández; musica: Rembert Egües, Arturo Sandoval; montaggio: Rosa María Carreras; origine: Cuba/Spagna; produzione: ICAIC – Instituto Cubano del Arte e Industrias Cinematográficos, RTVE – Radio Televisión Española; durata: 72′
Un film d’animazione che propone una strampalata parodia dei gangster movie: a L’Avana, nel 1933, due gruppi di vampiri-mafiosi di diverse nazionalità tentano di rubare una formula magica che consentirebbe loro di resistere alla luce del sole.
 
ore 18.30
Barrio Cuba (2005)
Regia: Humberto Solás; soggetto e sceneggiatura: H. Solás, Elia Solás, Sergio Benvenuto; fotografia: Carlos Rafael Solís; musica: Esteban Puebla; montaggio: Nino Martínez Sosa; interpreti: Jorge Perugorría, Isabel Santos, Mario Limonta, Adela Legrá, Luisa María Jiménez, Rafael Lahera; origine: Cuba/Spagna; produzione: ICAIC – Instituto Cubano del Arte e Industrias Cinematográficos, Fine Productions; durata: 105′
Magalis, Ignacio, Vivian, Miguelito e Santo vivono a Barrio Cuba: eroi anonimi che vanno in cerca del proprio pezzo di felicità a L’ Avana e che si ribellano a un destino precario e si impegnano quotidianamente per trovare una via d’uscita dalla loro condizione. La realtà li colpisce aspramente, ma loro non perdono mai la speranza in un domani migliore… Barrio Cuba è una storia di gente che lotta, uomini e donne, giovani e vecchi, le cui vite si incrociano tessendo un mosaico di emozioni e sentimenti, a volte contradditori, ma sempre genuini. L’Avana, una città bella e dura come poche, è lo scenario in cui queste persone alimentano i loro sogni tutti i giorni.
I paradossi della vita vengono rappresentati attraverso le vicissitudini di vari protagonisti: il desiderio di Vivian di concepire un figlio e la tragedia di Santo che perde tragicamente la sua donna; il vecchio Ignazio, invece, fa un’ultima scommessa d’amore, mentre Willy, dal canto suo, vorrebbe che il padre accettasse la sua omosessualità; intanto in un quartiere vicino una famiglia si divide perché alcuni abbandonano l’isola e partono verso un futuro insicuro…Premio Colón de Plata del pubblico e menzione speciale al regista Humberto Solás al Festival de Huelva, (Spagna, 2005). Premio speciale della Giuria al XXVII Festival Internacional del Nuevo Cine Latinoamericano (Cuba, 2005).
 
ore 20.30
Lucía (1968)
Regia: Humberto Solás; soggetto e sceneggiatura: Julio García Espinosa, Nelson Rodríguez, H. Solás; fotografia: Jorge Herrero; musica: Leo Brouwer; montaggio: Nelson Rodríguez; interpreti: Raquel Revuelta, Eslinda Nuñez, Adele Legrá, Ramón Brito, Adolfo Llaurado, Idalia Anreus; origine: Cuba; produzione: ICAIC – Instituto Cubano del Arte e Industrias Cinematográficos; durata: 159′
La condizione femminile è il perno di questo affresco di storia cubana in forma di trittico: 1895 (colonialismo), 1933 (dittatura di Machado), 1959 (rivoluzione). Ciascuna delle tre storie ha un proprio tono e stile: acceso melodramma la prima, dramma psicologico con risvolti ironici e catarsi finale la seconda, commedia allegra e colorita la terza, contraddistinta dalla veloce parlata campesina. È forse il migliore, comunque il più acclamato, film cubano degli anni Sessanta. Secondo film di Humberto Solás (1941-2008), evita lo schematismo dell’ortodossia ideologica e la retorica della propaganda, non senza risvolti di ironia critica su alcuni aspetti del nuovo regime. Notevole anche per la varietà del registro stilistico che passa dal barocchismo al cinema hollywoodiano classico e alla commedia neorealistica del terzo episodio. Primo premio al Festival di Mosca del 1969.
 
domenica 26
ore 17.00
Aventuras de Juan Quin Quin (1967)
Regia: Julio Garcia-Espinosa; soggetto: ispirato al romanzo Juan Quin Quin en Pueblo Mocho di Samuel Feijóo; sceneggiatura: Julio García Espinosa; fotografia: Jorge Haydú; musica: Leo Brouwer, Luis Gómez, Manuel Castillo; montaggio: Carlos Menéndez; interpreti: Julito Martínez, Erdwin Fernández, Adelaida Raymat, Enrique Satisteban, Agustín Campos, Manuel Pereiro; origine: Cuba; produzione: ICAIC Instituto Cubano del Arte e Industrias Cinematográficos; durata: 110′
Juan Quin Quin è un contadino sveglio, che non arretra di fronte a nulla nella sua lotta per la vita. Insieme all’amico Jachero e a Teresa, la donna che ama, vive una serie d’avventure eroicomiche, in una sorta di parodia dei western hollywoodiani.
 
ore 19.00
Memorias del subdesarrollo (1968)
Regia: Tomás Gutierréz Alea; soggetto: Edmundo Desnoes, dal suo omonimo romanzo; sceneggiatura: E. Desnoes, Tomas Gutierrez Alea; fotografia: Ramón F. Suárez; musica: Leo Brouwer; montaggio: Nelson Rodríguez; interpreti: Sergio Corrieri, Daisy Granados, Eslinda Nunez, Omar Valdes, René De La Cruz, Yolanda Farr; origine: Cuba; produzione: Cuban State Film, ICAIC – Instituto Cubano del Arte e Industrias Cinematográficos; durata: 104′
Sergio, un aspirante scrittore, decide di rimanere a Cuba nonostante le moglie e i suoi amici siano fuggiti a Miami: intanto, inizia a riflettere sui cambiamenti avvenuti nell’isola negli anni dopo la Rivoluzione di Castro fino alla “crisi dei missili”, sul modo di vivere in una nazione ancora segnata dal sottosviluppo e sulle sue relazioni amorose con due donne, Elena e Hanna.
 
ore 21.00
Incontro moderato da Greta Barbolini (Presidente nazionale dell’UCCA) con Juan Carlos Cremata Malberti (regista), Ernesto Daranas (regista), Omar González (Presidente dell’ICAIC), Susana Molina Suárez (Vice Presidente e responsabile delle Relazioni Internazionali dell’ICAIC), Miguel Mejides (scrittore cubano e dirigente ICAIC)
 
a seguire
Los dioses rotos (2008)
Regia: Ernesto Daranas; soggetto e sceneggiatura: E. Daranas; fotografia: Rigoberto Senarega; musica: Magda Rosa Galván, Juan Antonio Leyva; montaggio: Pedro Suárez; interpreti: Silvia Aguila, Carlos Ever Fonseca, Annia Bu Maure, Mario Limonta, Héctor Noas, Isabel Santos; origine: Cuba; produzione: Altavista; durata: 95′
Laura, una professoressa universitaria, sta svolgendo una ricerca sul famoso “protettore” cubano Albero Yarini y Ponce de León, assassinato dai rivali francesi che controllavano l’affare della prostituzione nell’Avana dei primi anni del Novecento. Interessata a dimostrare l’attualità del leggendario personaggio, si addentra in un mondo pericoloso a lei estraneo, entrando in contatto con le figure più diverse e trovandosi al centro di una serie di situazioni che s’intrecciano sempre di più con la vita e la morte di Yarini. Premio del Pubblico al XXX Festival del Nuovo Cinema Latinoamericano dell’Avana, 2008. Premi della Critica Cinematografica e della Critica Culturale cubane al XXX Festival del Nuovo Cinema Latinoamericano dell’Avana, 2008. Premio del Cine en Construcción al Festival del Cinema di Gibara, 2008. Selezionato dall’Asociación Cubana de la Prensa Cinematográfica come miglior film cubano del 2008.
 
lunedì 27
chiuso
 
martedì 28
ore 17.00
Hello Hemingway (1990)
Regia: Fernando Pérez; soggetto e sceneggiatura: Maydo Royero; fotografia: Julio Valdés; musica: Edesio Alejandro; montaggio: Jorge Abello; interpreti: Laura de la Uz, Raúl Paz, Marta del Rio, Herminia Sánchez, José Antonio Rodríguez, Enrique Molina; origine: Cuba; produzione: ICAIC – Instituto Cubano del Arte e Industrias Cinematográficos, Metro; durata: 90′
Larita, vicina di casa di Ernest Hemingway nell’Avana nel 1956, è una giovane ragazza che cerca di terminare gli studi per potersi iscrivere all’università. Capitatole tra le mani Il vecchio e il mare, leggendolo immagina dentro di sé un parallelo fra la storia del pescatore Santiago e la sua vita. Il film è segnato dallo spirito dell’opera di Hemingway, nel suo significato più universale: l’uomo nella lotta per realizzare i propri sogni può essere distrutto, ma non vinto.
 
ore 19.00
La vida es silbar (1998)
Regia: Fernando Pérez; soggetto e sceneggiatura: Humberto Jiménez, Eduardo Del Llano, F. Pérez; fotografia: Raúl Pérez Ureta; musica: Edesio Alejandro; montaggio: Julia Yip; interpreti: Luis Alberto García, Coralia Veloz, Claudia Rojas, Isabel Santos, Bebe Pérez; origine: Cuba/Spagna; produzione: ICAIC – Instituto Cubano del Arte e Industrias Cinematográficos, Wanda Films; durata: 101′
Tre storie, tre personaggi, uno scopo comune: la ricerca della felicità ne L’Avana di oggi. È Bebé, una ragazza di 18 anni che non capisce perché gli altri non siano felici come lo è lei, a raccontarci le storie di Mariana, una giovane ballerina che pur di avere successo fa un voto assurdo, di Julia, un’assistente sociale di mezz’età con un grave problema irrisolto, e di Elpidio Valdés, un giovane mulatto che vive alla giornata, pescando e facendo musica. Questi tre personaggi alla fine si incontrano, come se avessero un appuntamento, alle 4,44 del 4 dicembre in Piazza della Rivoluzione. Sarà Bebé a svelarci il segreto della felicità nell’Avana del 2020. Premio Speciale della Giuria al Sundance Film Festival 1999. Premio del XXIX Forum Internazionale del Cinema/Premio CICAE al Festival di Berlino 1999.
 
ore 21.00
Clandestinos (1987)
Regia: Fernando Pérez; soggetto e sceneggiatura: Jesús Díaz; fotografia: Adriano Moreno; musica: Edesio Alejandro; montaggio: Jorge Abello; interpreti: Luis Alberto García, Isabel Santos, Susana Pérez, René Losada, Amado del Pino, Jorge Luis Sánchez; origine: Cuba; produzione: ICAIC – Instituto Cubano del Arte e Industrias Cinematográficos; durata: 87′
Alla fine degli anni Cinquanta, una giovane coppia cubana lotta insieme ad amici e compagni nel movimento clandestino contro il regime di Batista. Uno dei più grandi successi commerciali del cinema cubano, è un tesissimo incrocio tra film d’azione e thriller politico, primo lungometraggio di Fernando Pérez.
 
mercoledì 29
ore 17.00
El mensajero de los dioses (1989)
Regia: Rigoberto López; soggetto e sceneggiatura: R. López; fotografia: José M. Riera, Julio Simoneau; montaggio: Félix de la Nuez; origine: Cuba; produzione:ICAIC –Instituto Cubano del Arte e Industrias Cinematográficos; durata: 25′
Uno dei primi registi a svelare i segreti della Santeria, il rituale religioso dei cubani neri, fu proprio Rigoberto López con questo suo cortometraggio, che andò all’essenza dell’identità afrocubana, e presentò il valore socioculturale del suono del tamburo alle divinità yoruba Yemayá e Changó. Il tamburo è considerato come il messaggero degli dei nelle religioni di derivazione africana di Cuba.
 
a seguire
El viaje más largo (1987)
Regia: Rigoberto López; soggetto e sceneggiatura: R. López; fotografia: José M. Riera; montaggio: Félix de la Nuez; origine: Cuba; produzione: ICAIC -Instituto Cubano del Arte e Industrias Cinematográficos; durata: 25′
Una storia dell’emigrazione cinese a Cuba, dove questa presenza nella vita dell’isola è vista come un elemento integrante della dimensione “meticcia” che caratterizza la nazione.
 
ore 18.00
Roble de Olor (2002)
Regia: Rigoberto López; soggetto: R. López, Leonardo Padura; sceneggiatura: Eugenio Hernández, R. López; fotografia: Livio Delgado; musica: Sergio Vitier; montaggio: Nelson Rodríguez, Lina Baniela; interpreti: Jorge Perugorría, Lía Chapman, Abel Rodríguez, Rubén Breña, Eman Xor Oña, Raúl Martín, Pablo Guevara; origine: Cuba/Spagna/Francia; produzione: ICAIC – Instituto Cubano del Arte e Industria Cinematográficos, Igeldo Komunikazioa, Les Films du Village, Vía Digital, Programa Ibermedia, Fond Sur; durata: 140′
All’inizio del XIX secolo Cuba è una colonia spagnola, dove la forza lavoro arrivata dall’Africa è stata venduta come bestiame ai proprietari terrieri spagnoli e creoli. Ma nei Caraibi sono anche sbarcate le idee emancipatrici del secolo dei Lumi e delle rivoluzioni francese e americana. In questo film si narra la storia d’amore tra una nera haitiana e un bianco tedesco, i quali riescono ad aprire il Caffè “Angerona”, il più importante di Cuba all’epoca, portandolo avanti con una particolare filosofia sulla schiavitù e sul lavoro comunitario. Gran Premio Dikalo – Festival Panafricano di Cannes 2006.
 
ore 20.45
El Benny (2006)
Regia: Jorge Luis Sánchez; soggetto e sceneggiatura: J. L. Sánchez, Abrahán Rodríguez; fotografia: José Manuel Riera; musica: Juan Manuel Ceruto, Juan Formell, Eduardo Ramos, Yotuel Romero, Chucho Valdés; montaggio: Manuel Iglesias; interpreti: Renny Arozarena, Enrique Molina, Mario Guerra, Carlos Ever Fonseca, Limara Meneses, Isabel Santos; origine: Cuba; produzione: ICAIC – Instituto Cubano del Arte e Industrias Cinematográficos, Coral Capital Entertainment; durata: 130′
La vita di uno dei più importanti musicisti cubani del XX secolo: Bartolomé Maximiliano Moré Benitez detto “Benny Moré, el barbaro del ritmo”. Accanto alla ricostruzione degli eventi della sua vita privata e alla composizione della sua musica, vengono mostrati i momenti dolorosi che portarono alla fine della Repubblica cubana…
 
giovedì 30
ore 17.00
Antologia Santiago Alvarez
Santiago Álvarez (1919-1998) «ha saputo realizzare, con finalità politiche e padagogiche, una sintesi creativa di certe lezioni “grafico-visive” che hanno il loro teorico e prototipo in Dziga Vertov e di quelle del documento militante e terzomondista. Nella sua opera i materiali politici subiscono un acuto trattamento di reinvenzione e di messa in forma, dentro un discorso commisto di classismo militante e di servizio funzionariale. Così nei circa mille numeri del Noticiero ICAIC, da lui diretto fin dall’inizio, e nei documentari, Álvarez è stato ora un cronista a un tempo lucido e partecipe dello scontro dei paesi dipendenti con l’imperialismo, ora un violento e incisivo polemista anti-yankee, ora un cantore abile e ufficiale della dirigenza e delle sue scelte. Assai variati per temi e approccio, ne sono i principali segni di riscontro Ciclón (Ciclone, 1963), che monta con grande sensibilità devastazioni e reazioni collettive di fronte alla calamità; Now (Ora, 1965), fotomontaggio di scene di violenza razziale negli USA, ritmate dalla canzone di Lena Horne; Cerro Pelado (Vetta Brulla, 1966); Hanoi, martes 13 (Hanoi, martedì 13, 1967), lungometraggio che si fa resoconto concreto, interno all’esistenza di ogni giorno di un popolo contadino in lotta; L.B.J. (id., 1968), feroce e scintillante esempio di satira a proposito del presidente L. B. Johnson.
A essi seguono nel decennio successivo gli allineati rapporti peruviani nel ’70, cileni nel ’72, africani nel ’73, angolani nel ’76, sul conflitto Vietnam-Cambogia nel ’78. Più normali, fatti con più ampi mezzi, a colori e di ampia durata, essi segnano un po’ una svolta che non ci pare un’evoluzione rispetto alla carica innovatrice degli anni ’60, e che Álvarez teorizzò come cinema “urgente”, fatto a caldo, calato negli eventi. In realtà, appaiono sempre più celebrativi, di Fidel soprattutto, dei suoi viaggi politici e del suo carisma; ed è intorno a lui che ruotano gli stessi Mi hermano Fidel (Mio fratello Fidel, 1977), su un superstite dello sbarco di Martì nel 1895, e La guerra necessaria (id., 1980), sulla lotta armata centro-americana».
(da Goffredo Fofi; Morando Morandini, Gianni Volpi, Storia del Cinema, vol. III, Garzanti, Milano, 1990).
 
ore 21.00
Suite Habana (2003)
Regia: Fernando Pérez; soggetto e sceneggiatura: F. Pérez; fotografia: Raúl Pérez Ureta; musica: Edesio Alejandro, Ernesto Cisneros; montaggio: Pedro Oscar Pérez, Julia Yip; origine: Cuba/Spagna; produzione: ICAIC – Instituto Cubano del Arte e Industrias Cinematográficos, Wanda Visión S.A.; durata: 80′
Pérez vuole con questo film raccontare un giorno qualsiasi di alcuni abitanti dell’Avana, scelti a caso, per mostrare come vivono queste persone, e arrivare a provocare volutamente una riflessione sul senso della vita, sul valore delle piccole cose. Tra i vari personaggi: una donna anziana che vende sacchetti di noccioline per arrotondare la sua pensione, un padre che si fa in quattro per curare il figlio down e un dipendente ospedaliero che di notte recita in un cabaret come travestito. Ogni personaggio rappresenta la curiosa diversità che anima la città, perché non c’è una sola Avana: ci sono molte “Avane” invisibili che vivono una accanto all’altra. L’Avana, oggi, è un punto di riferimento per molti, un mistero per altri e un sogno pieno di contraddizioni e contrasti per coloro che la amano o la criticano. Ma L’Avana non è solo uno spazio, una musica, una luce: L’Avana è la sua gente.
 
 
 
 
 
 

 

 

Date di programmazione