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Bruno Pupparo: 5 anni dopo
27 Novembre 2014 - 27 Novembre 2014
«Cinque anni fa Bruno Pupparo ci lasciava. La sua uscita di scena fu inattesa, incomprensibile, sconvolgente, per chiunque avesse avuto il privilegio di conoscerlo. Sembrava inconcepibile che quell’uomo grande, piantato, quel corpulento bambino coi capelli bianchi, gentile e sensibile – ma anche focoso e capace di risentite rigidità -, fosse scomparso così, nel nulla, da un momento all’altro. Venivano negate le regole della fisica, e quelle dei sentimenti in primo luogo, perché l’irruzione fulminea di quel vuoto rubò a tutti la possibilità di un saluto, di una carezza, di un gesto. C’è una breve lirica di Vivan Lamarque che, trasposta al maschile, dice: «L’ultima volta che lo vide non sapeva che era l’ultima volta che lo vedeva. Perché? Perché queste cose non si sanno mai. Allora non fu gentile quell’ultima volta? Sì, ma non a sufficienza per l’eternità». Ecco, è da questo debito con Bruno che nasce l’omaggio di stasera» (Sergio Bassetti).
 
ore 17.00 Vesna va veloce di Carlo Mazzacurati (1996, 92′)
«L’idea che volevo cercare di raccontare era come avrebbe visto l’Italia una persona che non ne conosce la cartina geografica. […] E ho voluto anche, all’inizio, tenere dentro un po’ di Est, per dire “veniamo da laggiù”» (Mazzacurati). «Quinto lungometraggio di Carlo Mazzacurati, e il terzo dedicato a un viaggio e a incontri tra est e ovest […], è però il primo a essere tutto al femminile. Tutto visto attraverso gli occhi azzurri di Vesna, e perciò misterioso e attraente anche quando a noi potrebbe sembrare squallido; tutto sospeso, accorato, malinconicamente crepuscolare» (Martini).
 
ore 19.00 Il posto dell’anima di Riccardo Milani (2002, 107′)
«Il cinema italiano torna in fabbrica, da sempre raramente frequentata. In Abruzzo uno stabilimento della multinazionale nordamericana Carair, produttrice di pneumatici, ha deciso di chiudere. Gli operai non si arrendono e si organizzano. […] Scritto con Domenico Starnone, è il 3° lungometraggio del romano R. Milani: non sempre misurato nell’enfasi […], ma anche scrupoloso nel descrivere una realtà complessa, racconta con stoica amarezza e schiettezza pudica la classe operaia e le sue contraddizioni in bilico tra passato e futuro, tra impegno civile e sentimenti privati, tra il Nord e il Sud del mondo. Il merito è anche della direzione degli attori» (Morandini).
 
ore 21.00 Incontro con Sergio Bassetti
 
a seguire Bianco e nero di Cristina Comencini (2008, 104′)
Carlo ed Elisa vivono a Roma, formano una splendida coppia, hanno una bambina che adorano e con gli anni si sono costruiti un equilibrio invidiabile. Un giorno, però, quando Carlo conosce Nadine, una donna di colore bella ed elegante sposata con Bertrand, un collega di Elena, la loro vita di coppia subisce un cambiamento che non li farà più tornare indietro… « Da persona seria la Comencini non pretende di dare risposte, si limita a imbastire le contraddizioni del cuore e della società con divertimento e finezza senza perdere di vista le implicazioni amare. In un cast indovinato, con belle partecipazioni di Anna Bonaiuto e Franco Branciaroli, spicca l’interpretazione interiorizzata di Fabio Volo» (Levantesi).
Ingresso gratuito
Date di programmazione