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Augusto Tretti
05 Settembre 2011 - 05 Settembre 2011

Retrospettiva “Orizzonti 1960-1978”. Festival di Venezia 2011
Proiezione il 5 settembre, alle 14.00, in sala Perla, con replica il 10, alle 17.15 in sala Volpi.
 

La più dissacrante rappresentazione del potere ad opera del regista più inclassificabile del cinema italiano: Il potere di Augusto Tretti, film-evento presentato a Orizzonti 1960-1978 è una rappresentazione didattica e grottesca della tirannia attraverso i secoli, dall’età della pietra a oggi; rivisita l’antica Roma, gli stermini perpetrati a danno dei pellerossa, il fascismo e gli anni che prelusero alla dittatura mussoliniana. Non c’è una trama e non è il caso di dolersene. Sono i ricchi e i potenti a tener banco e a menar randellate sulla povera gente e su suoi difensori e, a simboleggiare il loro perenne imperio. Tretti ha chiamato l’allegoria di tre belve che incarnano il potere militare, commerciale e agrario» (Mino Argentieri). «Il potere è un’opera di poesia, che dell’assunto politico fa la base per la realizzazione di una straordinaria “commedia dell’arte” cinematografica, la prima, forse, commedia dell’arte che possa ricordarsi nella storia del cinema italiano» (Giannalberto Bendazzi). Come disse Federico Fellini, di cui Tretti fu assistente per Il bidone: «Tretti è il matto di cui ha bisogno il cinema italiano». La sua opera prima, La legge della tromba, realizzata nel 1960 n totale autonomia creativa, gli valse la stima del mondo cinematografico romano, da Antonioni a Flaiano, da Zurlini a Vancini, e soprattutto di Goffredo Lombardo, che gli diede carta bianca per realizzare Il potere, invitandolo però a fuggire da Roma, ma il film sarà travolto dai problemi della Titanus e vedrà la luce solo a distanza di molti anni, nel 1971. I produttori, per ottenere un successo commerciale, fanno virare la pellicola sovvertendo il bianco e nero concepito dal regista, ma il film è privo in sé di qualsiasi “commerciabilità”. «Il potere
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