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Scuola serale di cinema italiano
09 Maggio 2013 - 09 Maggio 2013
Inizia la Scuola serale di cinema italiano. Un appuntamento quindicinale (per ora) con l’insegnamento di storia del cinema del Centro Sperimentale di Cinematografia. Gli allievi del Centro possono vedere, al Cinema Trevi, importanti film del nostro cinema, che rientrano a pieno titolo nel piano didattico del corso. L’iniziativa è naturalmente aperta anche al pubblico, che può trovarsi così nuovamente proiettato a scuola. A scuola di cinema, questa volta.
Gli stessi allievi, prima o dopo la proiezione, presenteranno o commenteranno il film proposto: un esercizio di critica storica in pubblico, che adesso fa parte integrante dell’insegnamento di storia del cinema del CSC.
 
ore 21.00
La ragazza con la valigia (1960)
Regia: Valerio Zurlini; soggetto e sceneggiatura: Leo Benvenuti, Piero De Bernardi, Enrico Medioli, Giuseppe Patroni Griffi, V. Zurlini; fotografia: Tino Santoni; musica: Mario Nascimbene; scenografia: Flavio Mogherini; costumi: Gaia Romanini; montaggio: Mario Serandrei; interpreti: Claudia Cardinale, Jacques Perrin, Romolo Valli, Corrado Pani, Renato Baldini, Gian Maria Volonté; origine: Italia/Francia; produzione: Titanus, S.G.C.; durata: 121′
Amore impossibile tra Aida, una ballerina dal passato burrascoso, e Lorenzo, uno studente timido, serio, di buona famiglia. «La ragazza con la valigia è nato da un incontro. Un giorno, a Milano […] ho incontrato una strana persona, oggi divenuta piuttosto celebre, con cui dovevo girare un filmetto pubblicitario per una marca di automobili. Per due giorni siamo stati insieme per girare il film, e la ragazza, che all’epoca faceva l’indossatrice, mi ha raccontato molte cose della sua vita: si trattava davvero del personaggio di Aida. Quando ho scritto la sceneggiatura, non ho fatto altro che ricordarmi di quello che mi aveva raccontato, di tutte quelle cose tanto tenere, commoventi, buffe talvolta, e così mi sono ritrovato già con un personaggio che viveva di vita autonoma. È bastato accompagnarla con un ragazzo ricordandomi un po’ dei miei sedici anni, poi facendo astrazione da me e guardando il personaggio maschile dal di fuori, per avere quella strana coppia che comincia subito a funzionare perfettamente e continua a funzionare fino alla fine del film. Erano due personaggi stranamente assortiti, appartenenti a mondi differenti, due solitari che esprimono nel loro incontro la volontà di aiutarsi reciprocamente» (Zurlini).
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