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I ribelli del ’68. La nuova onda del cinema cecoslovacco
13 Aprile 2018 - 15 Aprile 2018
La distensione della situazione politica permise negli anni Sessanta a una nuova generazione di registi di emergere. La Nová Vlna (Nuova Onda) cecoslovacca era nata. Sebbene ispirata dalla Nouvelle Vogue francese, l’avanguardia cecoslovacca mantenne delle sue caratteristiche ben precise. Il processo di approvazione della produzione divenne meno burocratico e le regole economiche cambiarono parzialmente, ma l’industria cinematografica continuò a essere completamente sovvenzionata e controllata dallo stato socialista. La Nuova Onda non sarebbe potuta esistere senza il supporto dello stato. Pertanto, il movimento comprendeva non solo registi e sceneggiatori, ma anche i capi dei gruppi creativi degli studi cinematografici Barrandov. Il film poetico slovacco The Sun in a Net (Slnko v sieti, 1962), diretto da Štefan Uher, è considerato il primo film della Nová Vlna. Un anno dopo, Milos Forman lascia il segno con Black Peter (Černy Petr). Sebbene sia uno dei cineasti che più si siano distinti nel corso degli anni Sessanta, Forman in Cecoslovacchia ha girato solo altri due film, la tragicommedia Loves of a Blonde (Lásky jedné plavovlásky, 1965) e la satira Firemen’s Ball (Hoří, má panenko, 1967). Anche il collaboratore di Forman e autore dell’intimistico Intimate Lighting (Intimní osvětlení, 1966), Ivan Passer, scelse di lavorare all’estero. Stessa scelta fece il co-sceneggiatore di Forman Jaroslav Papoušek, che divenne un regista indipendente, ma il suo talento fu soppresso dalla normalizzazione degli anni Settanta. Mentre Forman, o la sua collega Věra Chytilová nei suoi primi film The Ceiling (Strop) e A Bag of Fleas (Pytel blech), sottolineavano la natura realistica, l’autenticità e il civilismo, la maggior parte dei cineasti della Nuova Onda tendevano verso l’astrattismo, il metaforico o il poetico. Questo loro modo di fare cinema fu influenzato, durante gli studi alla Famu, dagli echi della Nouvelle Vague e del Free Cinema.
La Nuova Onda spesso guardava in maniera critica al passato, come ad esempio Jaromil Jires in The Joke (Žert, 1968). Emerse anche un nuovo e più esauriente punto di vista riguardo all’occupazione nazista. I drammi sulla seconda guerra mondiale, The Shop on Main Street (Obchod na korze, 1965) di Ján Kadár e Elmar Klos e Closely Watched Trains (Ostře sledované vlaky, 1966) di Jiří Menzel, vinsero addirittura degli Oscar. I film della Nuova Onda erano ottimi prodotti per il mercato estero – furono di grande successo ai festival internazionali – ma per la loro peculiarità spesso non trovavano la stessa accoglienza fra il pubblico cecoslovacco. Il film di Forman Firemen’s Ball e Closely Watched Trains (Ostre sledované vlaky) di Menzel furono delle eccezioni, con più di un milione di spettatori. Il potenziale creativo dei cineasti cecoslovacchi fu portato all’attenzione del mondo attraverso il “primissimo film interattivo” Kino-Automat – Man and His House (Kinoautomat), presentato al World Expo 67 di Montreal.
Rassegna a cura di Centro Ceco di Milano e Národní Filmový Archiv
 
venerdì 13
ore 17.00 Il negozio al corso di Ján Kadár e Elmar Klos(Obchod na korze,1965, 125′)
In un paesino della Slovacchia occupata dai tedeschi, il falegname Anton “Tóno” Brtko riesce a tenersi alla larga dagli stravolgimenti che i nazisti stanno attuando nel villaggio finché gli viene offerto, per una buona paga, di diventare il custode del negozio della vecchia e malata signora Lautmann. Quando però, per uno sfortunato caso, la signora muore, Tóno, temendo di venire accusato dell’accaduto, inizia a perdere la testa.
 
ore 19.15 La festa e gli invitati diJan Němec(O slavnosti a hostech, 1966, 68′)
Dopo un picnic, un felice gruppo di amici entra in conflitto con Rudolf, un bulletto che li sottopone a uno scellerato gioco psicologico, nel quale egli veste il ruolo di interrogatore. Lo situazione termina quando un forestiero giunge, si scusa per il comportamento di Rudolf e invita tutti quanti a un elegante e formale banchetto all’aperto. Ma lo strano scherzo sembra continuare quando il gruppo di invitati si impegna nella ricerca di un ospite.
 
ore 20.30 Cronaca morava di Vojtěch Jasný (Všichni dobří rodáci, 1968, 115′)
Leggendario film del regista Vojtěch Jasný, ambientato in un pittoresco villaggio moravo tra il maggio 1945 e l’estate 1957, con un epilogo nel 1968. I suoi abitanti trascorrono qui i giorni più belli della loro vita e la sera si incontrano tutti all’osteria. Nel febbraio del 1948, con l’avvento del regime totalitario, i bei tempi finiscono e il villaggio si divide in due fazioni opposte. Si tratta di uno dei film più belli e più profondi della storia della cinematografia ceca. Per anni fu vietano della censura. Con Cronaca morava (in ceco Tutti i miei bravi compaesani) Vojtěch Jasný vinse il Prix per de la mise in scene al festival di Cannes del 1969. Nel film recitano i migliori attori cechi, in particolare Radoslav Brzobohatý, in una delle sue migliori interpretazioni. La prima stesura della sceneggiatura risale al 1956, ma la pellicola entrerà in produzione solo dieci anni dopo. Il regista dichiarerà di aver ricevuto il via libera alla realizzazione da Alexander Dubček in persona, che nel gennaio del 1968 prenderà il posto di Antonín Novotný alla guida del PCC, il Partito Comunista di Cecoslovacchia, dando vita alla breve, ma fondamentale esperienza della Primavera di Praga.
Traduzione dei sottotitoli italiani a cura di Lucia Casadei
 
sabato 14
ore 17.00 L’uomo che bruciava i cadaveri di Juraj Herz (Spalovač mrtvol, 1968, 96′)
Karel Kopfrkingl è l’addetto al forno del Crematorio di Praga. Tipico esempio di uomo perbene piccolo-borghese, Karel è fervente seguace delle teorie del Dalai Lama sulla reincarnazione e, col suo lavoro, è convinto di accelerare i tempi per la liberazione delle anime dai corpi dei defunti. Con l’arrivo dei nazisti in Cecoslovacchia, Karel aderisce al Partito e, denunciando ebrei e dissidenti veri o presunti, accresce la sua posizione sociale. Contemporaneamente, però, l’uomo inizia anche una rapida e delirante discesa personale in cui porterà con sé tutte le persone a lui più vicine.
 
ore 19.00 Lo scherzo di Jaromil Jireš (Žert, 1969, 80′)
Ludvík Jahn, che negli anni Cinquanta fu espulso dal partito comunista e incarcerato per una scherzosa cartolina inviata alla sua fidanzata, quindici anni dopo viene intervistato dalla bella Helena, moglie di uno degli uomini che lo avevano accusato. Tra i racconti dei suoi entusiasmi giovanili per il socialismo e della sua esperienza in prigione, Ludvík cerca di vendicarsi dei suoi nemici del passato seducendo la donna.
A cura del lettorato di lingua ceca Università di Napoli L’Orientale
 
ore 20.30 Gli amori di una bionda di Miloš Forman (Lásky jedné plavovlásky, 1965, 85′)
La commedia triste di Miloš Forman, sua prima affermazione internazionale, inaugura ufficialmente la nová vlna, la nouvelle vague praghese. Le disillusioni amorose di una giovane operaia, in fuga dal torpore della provincia, si stagliano nel ritratto di una generazione nuova e indecisa a tutto, ma risolutamente (e comicamente) fuori dal linguaggio e dalle retoriche ufficiali della “programmazione socialista”. Circola un’aria da dolci inganni che rischia di spegnersi nel grigiore di un contesto desolante, ma Forman ha già chiaro che è necessario non deflettere dall’ironia: «Una piccola nazione come la Cecoslovacchia, minacciata per tutto il corso della sua storia da potenti vicini, non ha altri mezzi di sopravvivenza che mantenere il sense of humour». Sceneggiatura di Jaroslav Papoušek, Ivan Passer, Václav Sasek e Miloš Forman.
Copia proveniente dalla Cineteca di Bologna
 
domenica 15
ore 17.00 Adelheid di František Vláčil (1969, 99′)
Adelheid è un film drammatico cecoslovacco del 1970 diretto da František Vláčil, basato su un romanzo omonimo del 1967 di Vladimír Körner. La storia parla della complicata relazione tra l’uomo ceco Viktor e la donna tedesca Adelheid e le relazioni tra cechi e tedeschi nella Cecoslovacchia del dopoguerra. Viktor ritorna in patria dopo aver trascorso gran parte della guerra ad Aberdeen, dove ha svolto un incarico presso la Raf. È stato nominato amministratore di un maniero, precedentemente occupato dalla famiglia tedesca di un nazista imprigionato dalle autorità cecoslovacche. Viktor incontra la figlia dell’uomo, Adelheid, che è costretta a lavorare come donna delle pulizie nella sua villa. Suo fratello è un ufficiale delle SS che è presumibilmente scomparso nel fronte orientale.
Traduzione dei sottotitoli italiani a cura di Lucia Casadei
 
ore 18.30 L’orecchio di Karel Kachyna (Ucho, 1970, 94′)
Ludvík, un ufficiale maggiore del regime comunista che governa Praga, e la sua alcolizzata moglie Anna sono una coppia spostata piena di rancori e di odio. Di ritorno da un ricevimento, in cui Ludvík ha scoperto che il suo superiore è appena stato arrestato nel corso di un’epurazione politica, i due si rendono conto che qualcuno è entrato in casa loro: la scomparsa di una chiava di scorta e il telefono muto li portano a pensare di essere tenuti sotto sorveglianza dal governo. Man mano che la notte procede, gli errori e i difetti del loro matrimonio vengono a galla.
 
ore 20.30 Allodole sul filodi Jiří Menzel (Skřivánci na niti, 1990, 90′)
Il film fu iniziato nel 1968 durante la Primavera di Praga. Nei primi anni Cinquanta, in un impianto siderurgico uomini di vari strati sociali della borghesia ceca e ragazze che hanno tentato di espatriare clandestinamente vengono “rieducati” attraverso un duro lavoro manuale in un deposito di rottami. I contatti tra i due gruppi sono vietati, ma la volontaria distrazione della giovane guardia incaricata di sorvegliarli permette che nasca un amore tra un giovane cuoco e una detenuta.
A cura del lettorato di lingua ceca Università di Napoli L’Orientale
 
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