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“Corsica.doc”
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Da settembre 2007, il festival internazionale del film documentario di Ajaccio, CORSICA.DOC, accoglie un cinema attento tanto ai grandi problemi della nostra società quanto ai destini individuali. Un cinema di creazione indipendente le cui origini sono quelle del cinema. Un «cinema del reale» che interroga il mondo contemporaneo attraverso lo sguardo personale dei cineasti.
 
 
L'Institut français Palermo, in collaborazione con Corsica.Doc, Centro Sperimentale di Cinematografia - sede Sicilia, e con il sostegno della Collectivité Territoriale de Corse, propone una carta bianca a Corsica.doc : 3 giorni di proiezioni e di incontri (14/15/16 marzo 2012) con i registi Stefano Savona, Luc Moullet, Arnaud Dommerc e la direttrice artistica della manifestazione, Annick Peigné-Giuly.
La rassegna avrà luogo presso i locali del Centro Sperimentale di Cinematografia, sito ai Cantieri Culturali alla Zisa, via Paolo Gili, 4.
Tutte le proiezioni sono ad ingresso libero.
Sottotitoli a cura di Sudtitles.
 
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Si parte il 14 marzo alle ore 18.30 con LA CLÔTURE (Algeria, 2004, 23') di Tariq Teguia, filosofo e plasticien di formazione, fotografo, insegnante di storia dell'arte e cineasta.
LA CLÔTURE pone lo sguardo sulla collera di una società, quella di Algeri, che impotente cerca di reagire al torpore che l'avvolge. Il grido di alcuni giovani algerini diviene, dunque, l'unica via d'uscita da una realtà sociale che ha assunto la forma di un labirinto.
Seguirà la proiezione di AVOIR VINGT ANS EN CORSE AUJOURD'HUI (2010), quattro cortometraggi documentari realizzati dagli stagisti degli Ateliers Varan: Aux anges di Julie Perreard, On n'est pas des princesses di Denia Chebli, (H)ombres di Michelle Hauteville, Chjama è rispondi di Maria Francesca Valentini
Gli Ateliers Varan formano da decenni cineasti apprendisti nel cosiddetto cinema "diretto". Una scuola del cinema fondata sull'esperienza di cineasti come Jean Rouch, che ha rivoluzionato il documentario negli anni Sessanta per la sua libertà di scrittura.
Gli stagisti, durante sette settimane, hanno posto il loro sguardo sulla realtà giovanile in Corsica e "avere vent'anni in Corsica oggi " diviene fonte di dibattito e dialogo che riunisce diversi punti di vista riguardanti la gioventù della Corsica.
Alle 21,15 sempre del 14 marzo sarà protagonista della serata TAHRIR (2011) di Stefano Savona, vincitore di diversi premi tra cui il Premio Speciale della giuria in occasione del festival internazionale del film di Locarno.
TAHRIR é un viaggio tra le strade del Cairo, dove tre ragazzi saranno protagonisti di una rivolta in cui saranno i volti, le mani e le grida di coloro che hanno vissuto quei giorni a comunicare e testimoniare fatti di cronaca registrati giorno per giorno.
Per dialogare con Stefano Savona sarà presente la direttrice artistica di Corsica.Doc Annick Peigné-Giuly, presidente dal 2007 dell'Associazione Documentaire sur Grand Ecran nonché collaboratrice pluriennale con il quotidiano Libération.
 
Il Festival seguirà giorno 15 marzo.
Dalle ore 15.00 alle ore 18.00 gli appassionati di cinema avranno l'opportunità di partecipare ad una masterclass in cui sarà ospite e protagonista uno dei più noti registi del cinema francese, Luc Moullet.
 
Nato il 14 ottobre 1937 a Parigi, Luc Moullet debutta all'età di 18 anni in qualità di critico cinematografico per la rivista Les Cahiers du Cinéma e così come avvenne per altri cineasti della Nouvelle Vague, tra i quali ricordiamo Jean-Luc Godard, François Truffaut, Claude Chabrol, Jacques Rivette ed Eric Rohmer, anche Luc Moullet passerà successivamente alla realizzazione di lunghi e cortometraggi. Citiamo Brigitte et Brigitte (1965), unico film burlesque della Nouvelle Vague, Une aventure de Billy the Kid (1970), western francese con Jean-Pierre Léaud. In seguito realizza un film molto personale, Anatomie d'un rapport (1975). Luc Moullet si definisce innanzitutto un umorista. Sempre a cavallo tra la fiction e il documentario, firma un'inchiesta visionaria sull'industria alimentare (Genèse d'un repas, 1978), un'autobiografia distaccata (Ma première brasse, 1981) e un ritratto strampalato del mondo del lavoro (La comédie du travail, 1987). Dal 1984 realizza dei cortometraggi ironici sul mondo d'oggi. Nel 2007, gira Le prestige de la mort et Jean-Luc selon Luc (basato sul lavoro di Jean-Luc Godard).
 
Appuntamento alle 18,30 con SALAAM ISFAHAN (2009) di Sanaza Azari.
Vincitore del Gand Prix Du Public nel 2010 in occasione del Festival Internazionale del Cinema di Nyon, il film traccia il ritratto di una società, l'Iran, prima, durante e dopo le elezioni di giugno 2009 che vedranno la riconduzione di Mahmoud Ahmadinejad al potere, breve periodo di sogni in cui si affaccia la speranza di un cambiamento.
Dietro il pretesto di fare delle foto ad alcuni passanti la regista permette alla gente di rivelarsi tra una foto e l'altra, instaurando con loro un dialogo che, in vista delle vicine elezioni politiche, assume uno sfondo politico.
SALAAM ISFAHAN é stato presentato da numerosi festival e, ciò che é più raro per un primo film, é stato premiato, in Francia, in Svizzera, in Belgio, in Canada, nel Regno Unito, in Italia, a Taiwan, in Colombia...
Alle 21,15 seguirà LA TERRE DE LA FOLIE (2009) di Luc Moullet, un folle documentario sulla follia, presentato nella sezione Quinzaine des réalisateurs al Festival del cinema di Cannes 2009. Questo documentario, annunciato come uno studio sui problemi mentali nella regione delle Alpi del Sud di cui l'autore è originario, sfugge completamente alla serietà che la premessa suggerirebbe, grazie soprattutto alla narrazione del regista.
Accolto a Cannes con grandi applausi e risate dalla critica e dal pubblico in sala, il film, decisamente divertente, nonostante l'impianto documentaristico, riesce a stupire il pubblico dal primo all'ultimo minuto.
 
Saranno presenti il regista Luc Moullet e Annick Peigné-Giuly. 
 
Venerdì 16 marzo alle 18.30 il Festival si concluderà con la proiezione di LE COCHON (2010, 56') di Arnaud Dommerc, ospite dell' evento.
Produttore di numerosi film, assistente-regista (con Jean-Marie Straub e Danièle Huillet, Robert Guédiguian o i fratelli Larrieu), Arnaud Dommerc è il regista di Solo tu (1997) e Nous n'irons pas à Buti (2008). Ha appena terminato L'innocence radicale des fleurs, un'installazione video su Genova ed il Mediterraneo.
LE COCHON segue da vicino e meticolosamente alcuni uomini che macellano un maiale, dimostrando come talvolta l'apparente violenza di tale azione celi la necessità di una società, di un gruppo a proiettarsi in un insieme.
Chiude il festival, alle ore 21,15, THIS IS NOT A FILM (2011, 75') di Jafar Panahi e Mojtaba Mirtahmasb.
Leone d'oro a Venezia nel 2000 per Il cerchio e Camera d'Or a Cannes per Il palloncino bianco nel 1995, Panahi è uno dei maggiori protagonisti del cinema iraniano contemporaneo. Il suo nome risuonava anche nelle cronache, in seguito all'arresto nel 2010 per aver partecipato alle manifestazioni anti-regime a Teheran.
Nel maggio 2011, Panahi dal carcere riesce a far arrivare a Cannes questo straordinario documento della sua condizione attuale, caricandolo su una penna USB nascosta in una torta spedita per via aerea. La pellicola viene proiettata alla Croisette. Juliette Binoche, alla chiusura del festival, scoppia in lacrime e ne chiede la liberazione.
This is not a film, appunto, non è un film. È un documento storico. Ma è anche il cinema allo stato puro, una toccante riflessione sulla censura e su quanto la settima arte e la narrazione possano rappresentare un baluardo alla libertà d'espressione che non può e non deve essere in nessun modo limitato o ostacolato.
 
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La Corsica è una delle regioni più produttive in materia di documentari ma lo spazio più specifico, più personale, più libero, del documentario detto "di creazione" rimane da incoraggiare e sostenere, visto che i programmi della maggior parte delle televisioni devono obbedire oggi ad implacabili imperativi di audience e rendita economica.
 
Uno dei credo principali del Corsica.Doc é dunque dare prova che un cinema documentaristico che fugge da tali imperativi esiste.
 
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