Home > “Cinema Trevi: cambio di programma per l’incontro con il regista ungherese János Százs. L’incontro si terrà sabato 27 settembre e non più il 30. ore 20.30”
“Cinema Trevi: cambio di programma per l’incontro con il regista ungherese János Százs. L’incontro si terrà sabato 27 settembre e non più il 30. ore 20.30”
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Presso il cinema Trevi alle 20.30 di sabato 27 settembre, incontro con il regista ungherese János Szász.  Prima e dopo l'incontro con il regista sono in programma i suoi Woyzeck (1994), alle 19.00, e  Witman fiùk (I fratelli Witman, 1997), alle 21.00. Nato a Budapest nel 1958, Szász è uno dei maggiori registi di cinema e teatro ungheresi della generazione che si è affermata dopo il crollo del regime comunista. Membro dell'European Film Academy, ha studiato drammaturgia e regia all'Accademia di Teatro e Cinema, dove attualmente insegna, e ha lavorato per quattro anni presso il Teatro Nazionale di Budapest. Tra i suoi lavori teatrali più importanti, le sue regie di Un tram chiamato desiderio di T. Williams, Madre coraggio di B. Brecht, I fantasmi di Ibsen e Zio Vania di Chechov. Nel 1990, dopo aver diretto alcuni cortometraggi, esordisce al lungometraggio con Szédülés (noto anche col titolo Don't Disturb) che venne presentato l'anno successivo al festival di Toronto. Comincia con questo film la collaborazione col direttore della fotografia Tibor Máthé, che prosegue fino ad oggi. Col suo successivo Woyzeck (1994) Szász comincerà a mettersi in luce tra i registi della sua generazione. Il film, una versione in bianco e nero del dramma di G. Büchner, raccoglie numerosi riconoscimenti in molti festival (Bogotà, Bergamo, Salonicco e Soči, migliore film di un giovane regista agli European Film Awards). Nel 1997 esce il suo Witman fiúk ("I fratelli Witman"), una coproduzione tra Ungheria, Francia e Polonia. Tratto da una novella di Geza Csáth, il film raccoglie numerosi riconoscimenti in vari festival di tutto il mondo, sia per la regia (festival di Mosca) che per la fotografia (settimana del cinema ungherese a Budapest, European Film Award, Silver Hugo al Festival Internazionale di Chicago). Nel 2000 dirige A Holocaust szemei (noto anche come Eyes of the Holocaust), un documentario sull'Olocausto prodotto Steven Spielberg per la Shoah Foundation. L'ultimo suo lungometraggio, Opium: Egy elmebe nö naplója (noto anche col titolo Opium: Diary of a Madwoman) risale al 2007 ed è tratto dal diario di Geza Csáth. Con questo film, ambientato in un manicomio di provincia dei primi del '900, János Szász dimostra di essere un importante autore del cinema europeo, attento ai valori estetici della fotografia (ancora una volta risulta fondamentale la complicità del direttore della fotografia Tibor Máthé), ma anche fedele ad alcuni temi e ad alcune atmosfere del cinema centro-europeo.

ore 19.00
Woyzeck (1994)

Regia: János Szász; soggetto: dal dramma omonimo di Georg Büchner; sceneggiatura: J. Szász; fotografia: Tibor Máthé; musica: Henry Purcell; montaggio: Anna Kornis; interpreti: Lajos Kovács, Diana Vacaru, Alekszer Porohovscsikov, Péter Haumann; origine: Ungheria; produzione: Magic Media; durata: 93’
János Szász riesuma il dramma di Georg Büchner ambientandolo nell’Ungheria di oggi eppure mantenendone le caratteristiche di cupa astrazione: il disturbato protagonista è guardiano dello scambio n. 425 e abita l’annessa baracca, l’inquieta Maria subisce il richiamo dei sensi durante una festa di dropout, il Tamburmaggiore fa il poliziotto; ma ogni elemento del paesaggio sembra sprofondato in una dimensione atemporale, sospeso nelle nebbie esistenziali di un avvolgente bianco e nero.
«Riflessione eterna ed attuale Woyzeck s’interroga su temi senza tempo oppure profondamente legati ad un hic et nunc, costituendo un repertorio, ambiguo ed illuminante quanto sanno esserlo le opere d’arte sulla paura, lo smarrimento, la perdita del centro, homo hungaricus del dopo ’89»  (Paolo Vecchi).

ore 21.00
Witman fiùk (I fratelli Witman, 1997)

Regia: János Szász; soggetto: dal racconto di Géza Csáth; sceneggiatura: J.Szász, András Szeredás; fotografia: Tibor Máthé; musica: Miklosné Miklos; montaggio: Anna Kornis; interpreti: Maia Morgenstern, Alpár Fogarasi, Szabolcs Gergely, Lajos Kovács; origine: Polonia/Francia/Ungheria; produzione: 47ème Parallèle, Budapest Filmstúdió, MTM Kommunikáció, Ma film; Music Television, Studio Filmowe Zebra; durata: 99’
In questo dramma incalzante di alienazione e solitudine, i fratelli Witman, trascurati dalla madre, sono spaventati dalla vita. Cercano un calore umano e il senso della loro vita, ma lo cercano nel posto sbagliato – incluso il locale bordello. Potrebbero sembrare innocenti, almeno al primo sguardo, ma in realtà sono destinati a una morte ignobile. Ambientato in un piccolo villaggio appena prima dello scoppio della prima guerra mondiale, questo racconto di gioventù ribelle è diretto in modo perfetto da Jánosz Szász, con la squisita fotografia, giustamente premiata, di Tibor Máthé. I fratelli witman è un film shoccante e provocatorio, ma che fa pensare.
«La raffinatissima fotografia di Tibor Máthé tende così a dipingere con partecipata distanza un ambiente di provincia, con i suoi scorci nevosi, le bettole grevi di fumo, i campanili a cipolla e i cimiteri ben curati. Anche le esistenze piccolo borghesi che in esso si dipanano vengono inquadrate in una sorta di geometria pittoricamente fascinosa anche laddove si evidenzia il vuoto dei sentimenti, o la loro perversione nella ricerca delle atrocità più gratuite. E se la strada della cittadina viene ad un certo momento attraversata da un gruppo di soldati in marcia, Szász avverte la necessità di dare una prospettiva storica più concreta all’orrore che traspare sotto al superficie di apparenze ordinate, datando i “giochi proibiti” dei ragazzi Wittman al marzo 1914, la vigilia di una tragedia di ben altra portata, ben altrimenti raccapricciante». (Paolo Vecchi)

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