Il rinnovamento del cinema italiano agli inizi degli anni Novanta trae ispirazione, in buona parte, dai fermenti della scena teatrale e artistica di Napoli, una delle poche metropoli uscite culturalmente vive dagli anni di piombo anni Settanta e dall’effimero benessere anni Ottanta, dal quale è stata toccata solo tangenzialmente. Il forte contatto con la realtà, nelle sue più recondite e contraddittorie sfaccettature, e la capacità di trascenderla ironicamente creano l’atmosfera ideale per un processo collettivo di dialogo e confronto, in cui le arti si supportano e si fondono in un impasto di sentimenti e passioni, che nascono anzitutto da una coscienza sociale, dalla speranza o illusione di poter cambiare il mondo. Con la forza espressiva della parola, con la quale gli artisti, in campi e modi diversi, raccontano a modo loro la realtà, facendola rivivere e nel contempo ricreandola magicamente. Realismo e invenzione.
