Nel caso di Ermanno Olmi, il tempo si è veramente fermato, quasi cristallizzato, consentendo al regista di percepire e, soprattutto, di restituire attraverso la macchina da presa la magia racchiusa nella vita, con la sensibilità di un poeta che, nel vortice della Storia, riesce a guardare dentro se stesso e dentro gli altri uomini alla ricerca di valori immortali. Che nella sua opera riaffiorano completamente, offrendoci una dimensione del tempo finalmente placata, rispetto ai caotici ritmi della quotidianità: un cinema che nasce da riflessioni profonde e si interroga sul “mestiere di vivere”, in tutte le sue forme, riuscendo a evocare un sentimento nostalgico verso tradizioni ormai perdute, ma, dall’altra, proponendo una via d’uscita attraverso un approccio antico alla vita e al rapporto con gli altri.
