Qualche tempo prima di morire, gli fu chiesto: «C'è un film al quale lei è rimasto particolarmente affezionato?». Rispose con queste parole, con le quali vogliamo ricordarlo: «Sì, ma non è un film che ho fatto io. Quello che mi ha più colpito in assoluto - e che ho fatto vedere tantissime volte anche ai miei collaboratori quando lavoravo a una mia pellicola - è Francesco, giullare di Dio, di Rossellini. Un film semplicissimo, elementare, e anche un po' sgangherato, se vogliamo, come erano a volte le cose di Rossellini. Però lui sapeva farle sempre bene, quelle cose, mischiando attori presi dalla strada e grandi professionisti, come Fabrizi. E lì raccontava semplicemente la storia di questi poverelli che seguivano Francesco, la lezione di Dio, la preghiera, e incontravano altri poverelli. Niente di più. Eppure in quel film c'è una tenerezza e un'umiltà che mi hanno sempre colpito» («30Giorni», dicembre 2008).

Condividi