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Direttori Fotografia

Fondi archivistici e bibliografici – Biblioteca Luigi Chiarini

Il fondo, acquisito nel 2003, consta di materiali cartacei manoscritti e dattiloscritti, per un ammontare di 35 pezzi. Si tratta per lo più di appunti contenenti informazioni di tipo storico-antropologico per la preparazione di alcuni documentari da lui realizzati.

Enzo Serafin (1912-1995) – Direttore della fotografia dal 1942, dal 1943 al 1949 ha lavorato in Spagna. Considerato uno dei maggiori specialisti italiani, ha collaborato nel corso della sua lunga carriera con Michelangelo Antonioni per “I vinti” (1953), con Luigi Zampa per “La romana” (1954), con Roberto Rossellini per “Viaggio in Italia” (1954), con Alberto Lattuada per “La steppa” (1962). Negli anni ’50 e ’60 ha curato la fotografia anche di film statunitensi. Vincitore nel 1953 di un Nastro d’argento, è stato membro dell’Associazione Italiana Cineoperatori. Nell’ambito della Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia fu istituito il “Premio Serafin” per il miglior direttore della fotografia.

L’archivio cartaceo, donato al Centro Sperimentale nel duemilaventi, si articola nella serie “Brevetti”, dedicata alla sua attività di progettista unico o in collaborazione con Edmondo Orlandi, di macchine da presa, da proiezione e di sofisticati dispositivi per migliorarne le prestazioni. I diciotto brevetti, depositati dal 1923 al 1955, sono corredati dai progetti esecutivi, dalle relazioni e dai disegni originali, di cui ben tredici di macchine cinematografiche, quali tra le altre: la Reporter, l’Avia, la Novado, la Truka. Ogni invenzione è accompagnata da un numero di registro e dagli elementi di riconoscimento come l’inventario, la data della richiesta e le tavole di descrizione delle componenti meccaniche e del loro funzionamento. Segue un sub-fondo costituito da fascicoli di periodici italiani e stranieri, rari pressbook fotografici, monografie, uno spartito, un 78 giri e riproduzioni tratte da diverse pubblicazioni. Si tratta della documentazione raccolta e utilizzata dal nipote, prof. Gianfranco Donelli, per ricostruire il percorso professionale e la vita di Alfredo Donelli, nel libro edito da Editoriale Scientifica nel 2019, intitolato Alfredo Donelli, un pioniere del cinema italiano: friulano di nascita, romano d’adozione, caprese d’elezione, corredato dalle schede dei suoi 43 film e dai profili biografici di registi, attrici, attori, cineoperatori, scenografi, soggettisti con i quali ebbe rapporti professionali e di amicizia. Nell’Archivio fotografico sono conservate circa cinquecento tra stampe fotografiche, negativi e lastre, cartoline. In Cineteca sono depositati i materiali filmici.

Alfredo Donelli (1893- 1958) – Direttore di fotografia e aiuto regista, collaborò con diverse case cinematografiche del periodo del muto (Sicula film di Catania, Floreal Film, Do.Re.Mi., Medusa film e Monaldi Film). La sua filmografia comprende 43 film, dal 1915 al 1930, e annovera le collaborazioni con Lucio D’Ambra, il sodalizio con Alfredo De Antoni, fino a kolossal come: Ben Hur (1924), Quo vadis? (1925) e Gli ultimi giorni di Pompei (1926). Con l’avvento del sonoro Donelli decise di dedicarsi esclusivamente all’ideazione e costruzione di macchine per il cinema. Con l’avvento del sonoro Donelli  decise di dedicarsi esclusivamente all’ideazione e costruzione di macchine per il cinema. Tra il 1923 e il 1955 depositò i brevetti che vennero utilizzati per circa un decennio dalla Cinemeccanica e successivamente dalla stessa Meccanica Cinematografica Donelli per produrre le macchine cinematografiche costruite e vendute fino alla fine degli anni ’70. Durante la Biennale di Venezia del 1948, il suo genio venne riconosciuto con l’assegnazione del premio per la Tecnica cinematografica. Sono gli anni in cui disegna e progetta la prima macchina da presa 35 mm italiana, la Novado, una svolta che permetterà ai cineoperatori di impugnare la macchina senza essere costretti ad utilizzare il cavalletto.

Curt Courant e Alfredo Donelli sul set di "Quo vadis "1924
Curt Courant e Alfredo Donelli sul set di “Quo vadis “1924