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Restauri e frammenti. Orson Welles incompiuto e ritrovato
20 Aprile 2016 - 20 Aprile 2016
«Il Cinema Trevi sarà teatro di un confronto sulle più attuali e urgenti istanze per chi si occupa di restauro cinematografico oggi, illustrato dalle preziose immagini del capolavoro perduto di Orson Welles The Merchant of Venice e dal “caso” che rappresenta. Sarà possibile calarsi concretamente nella riflessione che una simile sfida racchiude, vedendo prima la versione senza interventi di restauro e di ricostruzione, a cui seguirà la proiezione della versione restaurata a cura di Cinemazero e Filmmuseum – Wien, presentata da Luca Giuliani, curatore del restauro assieme a Stefan Droessler, direttore del Filmmuseum di Vienna. Al confronto parteciperanno anche Alessandro Aniballi e Federico Savina, moderati da Mario Musumeci. Da quello che a tutti gli effetti si può chiamare “il tesoro di Cinemazero” verrà mostrata anche una breve serie di out-takes di Portrait of Gina, concludendo l’appuntamento con una tavola rotonda coordinata da Flavio De Bernardinis con Alberto Anile, Mauro Bonanni, Gianfranco Giagni e Riccardo Costantini di Cinemazero. A seguire la proiezione del restauro della versione dell’Otello restaurata dalla Cineteca Nazionale. Un’occasione per toccare con mano i temi cruciali, emblematicamente riassunti dalle difficoltà affrontate dal restauro de Il mercante. Un materiale spurio e incompleto che solo l’applicazione di una rigorosa lente filologica e scientifica ha potuto ricostruire, riuscendo così a restituire al pubblico e agli studiosi un tassello importante per la filmografia di Orson Welles. Il regista e attore a più riprese nel corso della sua vita volle sottolineare la sua fascinazione per il personaggio di Shylock, dichiarando: “Il ruolo che davvero sogno di interpretare è l’ebreo di Shakespeare. Io sono cristiano (non che la cosa importi), ma ho sempre sentito una certa affinità verso Shylock e vorrei raccontare questo mio sentimento al pubblico”. Un attaccamento che lo portò a cercare di concludere questo film girandolo a distanza di anni, a volte decenni, su set di altri film, paradigmatico dunque anche del modo di fare cinema di Welles, che a centenario concluso i suoi più rigorosi studiosi possono rivedere, aggiornando l’immagine di questo genio inafferrabile» (Luca Giuliani).
Rassegna a cura di Luca Giuliani – Cinemazero
 
ore 17.00 The Merchant of Venice di Orson Welles (1969, 15′)
Si propongono i materiali ritrovati di The Merchant of Venice senza interventi di restauro e di ricostruzione.
ore 17.30 The Merchant of Venice di Orson Welles (1969, 35′)
Il mercante di Venezia, film incompiuto considerato universalmente perduto, torna a nuova vita grazie al ritrovamento nel 2015 di nuovi materiali da parte di Cinemazero. Buona parte del film era stata consegnata diversi anni or sono da Oja Kodar, attrice, musa ispiratrice e ultima compagna di Orson Welles, al Filmmuseum München. Unendo i materiali dell’archivio tedesco a quelli ritrovati da quello friulano, aggiungendovi alcune scene conservate dalla Cineteca di Bologna, dopo un accurato lavoro di ricerca (Cinémathèque Française, Paris Mercury Theatre Productions, New York Special Collections Library at the University of Michigan – Ann Arbor), si è potuti arrivare a realizzare una ricostruzione del film, puntando a una versione che fosse il più possibile simile a com’era stato pensato e realizzato nella sua ultima versione da Orson Welles all’epoca. Linea guida del lavoro è stato lo script originale del regista, recentemente ritrovato.
Il film, a colori, che doveva mettere in scena una riduzione della nota pièce omonima di Shakespeare, era stato finanziato originariamente dall’emittente americana CBS, all’interno di uno speciale dal titolo Orson’s Bag. Se alcune fonti riportano problemi fiscali, altre sostengono che i primi finanziamenti bastarono appena a coprire le riprese a Venezia. Sta di fatto che Welles si ritrovò con una troupe, un film da portare a termine e il suo grande sogno di interpretare Shylock. Così, decise di continuare e di prendere in mano la produzione. Via da Venezia, si continuò a girare in Croazia, in Veneto e a Roma, dove il film fu montato.
Versione restaurata a cura di Cinemazero e Filmmuseum – Monaco
ore 18.15 Incontro moderato da Mario Musumeci con Alessandro Aniballi, Luca Giuliani, Federico Savina
ore 20.00 Portrait of Gina (1958, 5′)
Ciak inediti dell’incontro tra Gina Lollobrigida e Orson Welles dal fondo Welles di Cinemazero. Una strana struttura quella di Portrait of Gina, dove a fronte di una durata complessiva di circa 30 minuti, bisogna attendere fino alla fine l’apparizione dell’attrice sullo schermo, per assistere ad un incontro con il regista di poco più di 4 minuti. Dal materiale in questione, ci accorgiamo però di quanto in realtà l’incontro sia durato un po’ di più e di quante cose ha deciso di tacere Welles, ponendo in secondo piano la figura della Lollobrigida, ma utilizzandone l’icona per descrivere un periodo preciso della società italiana, e, come d’uso, presentare la sua personalissima visione del mondo. I diversi ciak del rullo svelano più di quanto poi non faccia lo stesso documentario, fornendo un gustoso retroscena di questo felice incontro: la Lollobrigida – addirittura rabbiosa con il fisco italiano – appare anche materna, dolce, ingenua, mentre Welles – esprimendosi talvolta in perfetto italiano – scherza caustico, domandando a tamburo battente, pur di avere la risposta attesa. Operatore, dai ciak inquadrati, un tal Mario Bava…
Nel fondo Welles / Portrait of Gina di Cinemazero presso la Cineteca del Friuli sono presenti anche ciak mai visti di Rossano Brazzi, Vittorio De Sica, Anna Gruber.
a seguire Incontro moderato da Flavio De Bernardinis con Alberto Anile, Mauro Bonanni, Riccardo Costantini, Gianfranco Giagni
 
a seguire Otello di Orson Welles (1952, 98′)
Versione italiana del capolavoro di Welles. «Per colpa del perfido Jago, suo alfiere, il moro Otello, generale della Repubblica di Venezia, uccide per gelosia la moglie Desdemona e si dà la morte. […]. Incompreso quando uscì per la sua resa sanguigna e barbarica, espressionisticamente dilatata e frantumata, del dramma shakespeariano. Influenzato da Ejzenštejn. Vi compaiono Joseph Cotten come senatore e Joan Fontaine come paggio. 6° film di Welles, il 1° girato fuori dagli Stati Uniti (interni a Roma, esterni in Marocco e in Italia), tra innumerevoli traversie e interruzioni per mancanza di denaro, difficoltà superate con invenzioni geniali. (Per Desdemona furono chiamate Lea Padovani e Betsy Blair finché, insoddisfatto, Welles scelse la francese Cloutier.) Palma d’oro a Cannes ex aequo con Due soldi di speranza di R. Castellani» (Morandini).
Date di programmazione