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Orizzonti 1960-1978: i gesti di Marcello Grottesi
09 Febbraio 2012 - 09 Febbraio 2012
 
Fra i tanti registi riscoperti in questi ultimi anni, Marcello Grottesi occupa un posto a sé. Il silenzio sull’attività cinematografica è (era…) quasi assoluto: di lui si trovano solamente rare tracce nei dizionari, i suoi film, Time e Il gesto, sono completamente rimossi, complice anche l’assenza fisica del secondo, la cui unica copia stampata è scomparsa, all’epoca, tra una proiezione e l’altra (ma, a infittire il mistero, l’autore ne conserva i due rulli iniziali, che qui proponiamo). Eppure basta vedere i fotogrammi sopravvissuti de Il gesto per trovarsi di fronte a uno straordinario interprete della crisi che ha colto gli artisti a cavallo del ’68, all’impotenza di fronte a una società che cambia e, a posteriori, involve, alla volontà di esprimere il proprio punto di vista sullo stato delle cose. E nel caso di Grottesi di intervenire riportando l’arte in piazza, a contatto con la gente, con gesti clamorosamente provocatori, a riguardarli oggi immortalati dalla macchina da presa, ma in quell’epoca di contestazione di massa e di appropriazione del territorio da parte dei giovani, neppure tali perché recepiti dai passanti con una naturalezza oggi impensabile. Perché l’arte poteva, allora, veramente scendere in piazza: Marcello Grottesi, Paolo Matteucci e Gianfranco Notargiacomo, riuniti nel Laboratorio ’70, poi Gruppo di via Brunetti, colorano di rosso la fontana di piazza di Popolo, venendo imitati a distanza di quarant’anni – perché le idee circolano e non muoiono mai -; percorrono via del Corso con la ghigliottina annunciando, a colpi di tamburo, la rivoluzione, scortati da un vigile e da una folla composta, tutt’altro che rivoluzionaria; fingono incidenti stradali capovolgendo la macchina e facendosi riprendere con rosso sangue sui loro visi e corpi d’artisti, e con eguale teatralità si sdraiano per terra davanti alla polizia schierata e loro sono gli unici caduti, pronti al sacrificio per tutti; con i capelli dipinti di rosso attraversano la città in sella a un tridem, surreale bicicletta a tre posti; lanciano pillole giganti a piazza San Pietro, dopo averle trasportate per Roma su un carretto della frutta, rischiando l’arresto, salvo essere salvati dal Mons. Marcinkus, conosciuto nella galleria dei Volsci di via del Babuino, perché nel clima felice degli anni Sessanta, proclamato da Tano Festa in un celebre quadro, succedeva anche questo. E uno di questi gesti gli regala una notorietà postuma perché a piazza del Popolo, fra un’artista sui pattini e l’altro sul velocipede, fa la sua apparizione Gino De Dominicis, entrato anche lui a far parte del Gruppo di via Brunetti, prima del passaggio alla galleria L’Attico: in sella a un trattore con lo scalpo indiano in testa sparge polvere bianca con un estintore creando un effetto nebbia su piazza del Popolo, mentre le macchine, ignare, circolano tranquillamente, quando ancora a Roma non esistevano le zone pedonali e il traffico scorreva (ma in Time Grottesi già preannunciava l’avvenire filmando le macchine in fila, con i gas di scarico che infestano l’atmosfera e una coppia post-antonioniana – la stupenda sorella Rosalba, diva dei fotoromanzi, e Marino Masé, reduce da I pugni in tasca – definitivamente alienata). Rarissime immagini filmate di De Dominicis, confluite poi nella mostra che ha inaugurato il Maxxi nel 2010, riscrivendo così la storia di quest’artista, i cui esordi si facevano risalire alle mostre successive. Invece intorno al Gruppo di via Brunetti già si annidavano i germi dell’imminente arte povera: Cesare Tacchi, Eliseo Mattiacci, Jannis Kounellis, Aldo Mondino e Nanni Cagnone compiono gesti nel documentario di Grottesi e Matteucci Esperienze in uno spazio non teatrale, a dimostrare la rinnovata vitalità della scena romana. Da queste esperienze artistiche prende le mosse la carriera di regista di Grottesi, il quale, dopo il folgorante Zoommm Track! di Mario Carbone, presentato nella retrospettiva veneziana Orizzonti 1960-1978, che registra in diretta le performance del gruppo, compra una Arriflex e la cinepresa diventa il prolungamento del pennello. Grottesi comincia a ritrarre la realtà circostante in modo rapsodico: è la volta di Time, film che apre e chiude il ’68, seguito da Il gesto, che segna un ritorno nell’alveo, più rassicurante, dell’arte. Entrambi i film sono presentati al festival di Cannes, circolano in Italia grazie all’Aiace, poi spariscono nel nulla, mentre Grottesi prosegue la sua attività girando una ventina di documentari, fra arte e architettura, per poi ritrarsi definitivamente lasciando spazio al puro gesto di dipingere, divenuto ormai, anch’esso, provocatorio.
 
ore 17.15
Gino Coppedè architetto (1978)
Regia: Marcello Grottesi; fotografia: Stefano Aimo; musica: Edizioni Gagliardo; origine: Italia; produzione: Corona Cinematografica; durata: 11′
L’originale e geniale esperimento architettonico intrapreso a Roma nei primi decenni del Novecento dall’architetto Gino Coppedè: i villini, la palazzina del ragno, la fontana e gli edifici di piazza Mincio, colti nella loro stupefacente bellezza da ogni angolazione.
 
a seguire
Grafica d’arte (1977)
Regia: Marcello Grottesi; fotografia: Stefano Aimo; montaggio: Stefano Ceccarelli; origine: Italia; produzione: Corona Cinematografica; durata: 12′
Il lavoro, in un’antica bottega di Roma, per la realizzazione di litografie d’arte. Vengono illustrate le tecniche operative, partendo dal disegno dell’artista, lo stesso Grottesi, l’uso degli inchiostri, il torchio, i procedimenti chimici, in un’affascinante procedimento del tutto artigianale, trasmesso, nei secoli, di padre in figlio.
 
a seguire
Dalla materia alla forma (1978)
Regia: Marcello Grottesi; fotografia: Stefano Aimo; montaggio: Giampaolo Tessarolo; musica: Edizioni Gagliardo; origine: Italia; produzione: Corona Cinematografica; durata: 14′
Nello studio dello scultore Virduzzo viene illustrata la tecnica della fusione del bronzo a cera persa. Si inizia con l’abbozzo in gesso, la copia in legno e poi in cera, con i suoi ritocchi a caldo, la palchettatura, le altre fasi di lavoro fino alla fusione ed alla rifinitura.
 
a seguire
La maschera e l’attore (1973)
Regia: Marcello Grottesi; fotografia: Tonino Nardi; musica: Vieri Tosatti; interpreti: M. Grottesi, Rosalba Grottesi; origine: Italia; produzione: Pegaso Audiovisivi; durata: 11′
Una storia per immagini del rapporto, nell’evoluzione del teatro, tra la maschera e l’attore: le maschere dei riti africani, del carro di Tespi nel teatro greco, del “teatro del no” giapponese e di quello italiano, arrivando da Molière e Goldoni fino ai giorni nostri.
 
a seguire
Gesto e rito
Regia: Marcello Grottesi; musica: Egisto Macchi; origine: Italia; produzione: M. Grottesi; durata: 11′
Un gruppo teatrale esegue al Beat ’72 un’azione teatrale basata tutta sui gesti. In testa un cartello spiega il senso dell’operazione: Teatro sperimentale cioè teatro specializzato che si risolve in particolari aspetti del teatro che dissolvendo una omogenea e generica interpretazione tradizionale, propone attraverso situazioni precise una visione più tecnica e più concreta. Cioè un teatro su misura per particolari esigenze dello spettatore. Non si è riusciti a datare quest’opera.
 
a seguire
Esperienze in uno spazio non teatrale (1968)
Regia: Marcello Grottesi, Paolo Matteucci; testo: Nanni Cagnone; fotografia: Mario Carbone; musica: Egisto Macchi; origine: Italia; produzione: Egle Cinematografica; durata: 11′
Performance di artisti nella Roma sessantottina: Cesare Tacchi, Eliseo Mattiacci, Jannis Kounellis, Aldo Mondino e Nanni Cagnone ridefiniscono i confini dell’arte contemporanea giocando con materiali eterogenei, ruote di alluminio, pesci, aquiloni, aerei di carta. Il gruppo di via Brunetti si esibisce a piazza del Popolo rianimando il traffico cittadino con mezzi di trasporto ormai bizzarri, il velocipede e il trattore, in sella al quale, con uno scalpo indiano in testa, sfreccia Gino De Dominicis, immortalato dalla macchina da presa prima che il culto dell’immortalità lo consegnasse alla logica della sparizione.
 
a seguire
Zoommm Track! (1966)
Regia: Mario Carbone; fotografia: M. Carbone; musica: Franco Potenza; interpreti: Marcello Grottesi, Paolo Matteucci, Gianfranco Notargiacomo; origine: Italia; produzione: Egle Cinematografica; durata: 10′
Le imprese goliardiche, volte a reinserire l’arte nel contesto della vita sociale, del Gruppo di via Brunetti. Fra le loro imprese: la ghigliottina trasportata a piazza del Popolo e per le vie di Roma, preannunciata dal rullo del tamburo: la rivoluzione è in atto!; le gigantesche pillole anticoncenzionali lanciate a piazza San Pietro; con i capelli tinti di rosso in sella a un tridem (bicicletta a tre posti).
 
ore 19.00
Time (1970)
Regia: Marcello Grottesi; soggetto e sceneggiatura: M. Grottesi; fotografia: Cesare Ferzi; musica: Egisto Macchi; montaggio: Mauro Contini; interpreti: Marino Masé, Rosalba Grottesi, Vincenzo Crocitti, Ernesto D’Orsi; origine: Italia; produzione: M. Grottesi; durata: 90′
«Time: un film senza racconto, dedicato a Roma, alla cronaca della sua quotidianità, ai suoi avvenimenti, la vita d’ogni giorno “passata” in un obiettivo. Una serie di episodi concatenati dal tempo che noi tutti viviamo. Sembra la realtà, che invece non è mai! […] Ricordo una sequenza on the road, una sorta di percorso di strade romane, nel traffico degli autobus e delle automobili che anneriscono le facciate dei palazzi, delle chiese: macchina a car. E poi ancora, il turbinio delle vetrine, i passanti che si fermano a osservarle, i negozi. In sovrimpressione, sullo sfondo di Chiese e Palazzi che mal sopportano lo smog, giriamo immagini di auto e cavalli. […] Chiudiamo il film con l’immagine dell’amico Vincenzo Crocitti, […] che esordisce in Time, dipingendo di bianco una parete carica di segni: è il segno del necessario tabula rasa per poter ripartire di slancio: la ricerca è inesausta» (Grottesi).
Ingresso gratuito
 
a seguire
Frammenti de Il gesto (1972)
Regia: Marcello Grottesi; soggetto e sceneggiatura: M. Grottesi; fotografia: Antonio Nardi; montaggio: Mauro Contini; interpreti: M. Grottesi, Enzo Petrillo; origine: Italia; produzione: M. Grottesi; durata: 15′ (durata originale 90′)
«Nel giorno della proiezione [di Time] al Salone Margherita avevo conosciuto un altro pittore, un pazzo! Il carissimo Enzo Petrillo. Mi chiamava tutti i giorni: “Facciamo un film insieme”. […] Petrillo era entusiasta di partecipare ad un film, si sentiva attore… oltre ad essere pittore e scultore. È difficile presentare Enzo, ma esteticamente posso soltanto pensare al David di Michelangelo. […] A Studio di Enzo Petrillo prepariamo una scultura con altre sculture assemblate senza una ragione precisa: era come un insieme di rifiuti messi l’uno sull’altro. “Un monumento alla spazzatura”. Un totem. Dico ad Enzo che gireremo la sequenza con il Totem-spazzatura nientemeno che sul Monte dei Cocci, al Testaccio. […] In qualche modo saliamo il punto più alto dove c’è una croce vicino a un luogo dove una volta erano le postazioni delle contraerei. Mettiamo in piedi il Totem e come in arte, creiamo, nel sistemare l’opera, altre opere. Noi protagonisti entriamo in contrasto» (Grottesi). «Inconsueto, forse, anche per un cinema d’essai, Il gesto […] è certo uno dei film più espressivi, stimolanti e tempestivi realizzati sulla condizione dell’artista contemporaneo, intesa come simbolo» (Angelo Dragone). Il film è stato presentato a Cannes alla Quinzaine des Réalisateurs 1972; la copia, dopo aver circolato per alcune proiezioni, non è mai rientrata a Roma e qui viene proposta la parte iniziale del film, corrispondente agli unici due rulli conservati dall’autore.
Ingresso gratuito
 
ore 21.00
Incontro con Marcello Grottesi
 
a seguire
Performing Grottesi (2011)
Regia: M. Deborah Farina; fotografia, suono, montaggio, voce narrante: M. Deborah Farina; origine: Italia; durata: 11′
Marcello Grottesi racconta la sua vicenda umana ed artistica attraverso visioni e ricordi di oltre cinquant’anni di carriera: dall’approdo alla pittura astratta e concettuale fino alla realizzazione dei lungometraggi Time e Il gesto, passando per lo storico Laboratorio ’70 con il quale «l’arte, finalmente, dalle obsolete pareti delle gallerie, scende in piazza».
Ingresso gratuito
 
a seguire
Grottesi oltre (2011)
Regia: Marcello Grottesi; soggetto: M. Grottesi; riprese, montaggio e edizione: Cesare Ferzi; voce narrante: Lucio Saccone; riprese storiche: Clarissa Grottesi; ricerche d’archivio: Pier Paolo Grottesi; origine: Italia; produzione: MAC Film; durata: 70′
Grottesi ripercorre la sua vita dall’infanzia ai giorni nostri, ripercorrendo le tappe significative della sua carriera artistica, in una narrazione per immagini, che si sviluppa idealmente dai testi della macchina da scrivere a inseguire, attraverso la memoria, volti e opere, sensazioni e sentimenti. Un viaggio poetico e artistico con il quale Grottesi chiude anche il cerchio della sua attività cinematografica, recuperando sequenze dei suoi film e documentari, intrecciati inesorabilmente con il corso della sua vita.
Ingresso gratuito

 

Date di programmazione