Di Sergio Capogna (Roma, 1927-1972) si era presentato, nell’ambito della rassegna Schermi in fiamme. Il cinema della contestazione, il bellissimo Plagio (1968), che preannunciava per toni e atmosfere La prima notte di quiete (1972) di Valerio Zurlini. Si è voluto pertanto ripresentare il film, venerdì 6 febbraio, nella rassegna di questo mese Le stagioni del nostro cinema, accoppiandolo alla pellicola di Zurlini. Sergio Capogna consegue il diploma al Centro Sperimentale di Cinematografia nel 1954 con il saggio di esame Roma ’38, basato sul racconto Vanda di Vasco Pratolini. Molti anni dopo, il regista, ne ha tratto un lungometraggio, il suo ultimo film: Diario di un italiano (1971). Ma la passione letteraria verso lo scrittore toscano segna anche il suo lungometraggio d’esordio: Un eroe del nostro tempo (1960), basato sul romanzo omonimo di Vasco Pratolini. Se i modelli di riferimento sono da una parte Michelangelo Antonioni e dall’altra il citato Valerio Zurlini, Capogna riesce a rielaborarli in uno stile personale costituito da immagini ricercate ed eleganti, mai fini a se stesse, ma espressioni delicatissime dei tormenti esistenziali dei suoi personaggi.
