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Indipendente italiano: Caucaso – La linea del pericolo
09 Aprile 2013 - 09 Aprile 2013
Caucaso nasce da un viaggio in Medio Oriente avvenuto all’inizio degli anni 2000.
Il nome vuole ricordare una metafora di contaminazione. La teoria del cinema/strumento diviene il cavallo di battaglia del gruppo, che si muove tra la composizione musicale, l’azione performativa e il cinema di ricerca. La sede storica è a Bologna, mentre altri membri del gruppo vivono in altre città: Londra, Parigi, Barcellona, Roma e Berlino, dalle quali portano avanti la diffusione internazionale dei progetti.
In Calabria o del futuro perduto, presentato in anteprima nazionale, è un piccolo documentario antropologico girato alle pendici del Pollino nel borgo di Civita, paese dove vive la comunità Arberesh. Gli Arberesh sono una popolazione di origine albanese, trasferitasi in Italia meridionale a partire dal XV secolo, in seguito all’invasione ottomana dei Balcani. I colonnelli di Roma è un documentario sulla decadenza dell’Italia contemporanea, girato il 17 marzo 2011, giorno delle celebrazioni del Centocinquantesimo anniversario dell’Unità d’Italia. Otto personaggi, Peter Berling, Carmen Giardina, Enrico Ghezzi, Giuliano Montaldo, Marco Pannella, Antonio Rezza, Franco Brocani, Valerio Mastandrea, esponenti di una residuale controcultura italiana, accompagnano lo spettatore in questo viaggio in una Roma in festa che si interroga su se stessa. The Golden Temple – An ultimate odyssey into desperate capitalism, girato a Londra durante l’ultimo anno di preparazione delle Olimpiadi di Londra, racconta la storia di Mike Wells, fotoreporter, alle prese con un megaevento che cambia completamente il corso della sua vita. Il film è stato presentato in anteprima mondiale alle Giornate degli Autori del Festival di Venezia 2012. In apertura del programma vengono presentati alcuni lavori di Franco Brocani, uno dei “colonnelli di Roma”.
 
ore 17.00
Medicina, i misteri (2002)
Regia: Francesco Brocani; soggetto e sceneggiatura: F. Brocani; fotografia: Stefano Palombi; musica: Alvin Curran; interpreti: Gianna Breil, Olimpia Carlisi, Paolo Graziosi, Pietro Faiella, Francesco Carnelutti, Carla Cassola; origine: Italia; produzione: Orange; durata: 130′
Gabriela è una dinamica signora borghese che ha superato i trent’anni, sposata e separata dal marito architetto e scenografo, madre di due figli di 19 e 17 anni. Ha un enigmatico e fascinoso amante giapponese ed è titolare di un’avviata galleria d’arte contemporanea. Da poco più di un anno riceve, con intermittenza capricciosa ma costante, dei misteriosi messaggi. Gabriela si ritrova catturata da questo enigma. Durante una festa in costume conosce il suo “persecutore”. L’enigma sembra a prima vista risolversi, ma in realtà si infittisce ancor di più… «Brocani è un regista che usa l’amore come una tragedia greca, adattandola ai giorni nostri; filma le sue donne con i crismi di una sperimentazione radicale per dibattere il problema dell’enigma dell’esistenza» (Zanello).
 
a seguire
Gastrosofia (1976)
Regia: Franco Brocani; fotografia: Sergio Rubini; musica: Alvin Curran; montaggio: Stefano Ceccarelli; origine: Italia; produzione: Corona Cinematografica; durata: 15′
Riflessione, accompagnata da immagini e ricette di pietanze, sulla gastronomia concepita – secondo l’insegnamento di Charles Fourier – come gastrosofia, cioè come teoria dell’equilibrio sociale.
 
a seguire
A proposito di W.S. Hayter (1968)
Regia: Franco Brocani; testo: Giulio Carlo Argan; fotografia: Franco Lecca; musica: Sandro Brugnolini; origine: Italia; produzione: Corona Cinematografica; durata: 16′
«Un documentario d’arte che ritrae Stanley William Hayter – considerato l’inventore della moderna incisione – a lavoro nel suo atelier parigino. All’Atelier 17 di Hayter si sono formati, a partire dai primi anni ’30, Brauner, Calder, Max Ernst, Giacometti, Kandinsky, Mirò, Matta, Picasso, Chagall… Oltre che un omaggio ad una grande figura d’artista, il cortometraggio vuole essere una proposta interpretativa del cinema e dell’incisione come tecniche particolarmente affini» (Petra Marlazzi).
 
ore 20.00
In Calabria o del futuro perduto di Enrico Masi (2013, 15′)
Quella Arberesh è la più grande minoranza linguistica presente in Italia, perfettamente integrata e in parte assimilata alla cultura maggioritaria. Ma ancora nel XXI secolo numerosi luoghi impervi dell’appennino calabrese mantengono le antiche tradizioni pur subendo l’avanzata della globalizzazione. La loro resistenza, appare non troppo differente da quella di Skanderbeg, valoroso combattente impegnato nella difesa dell’Albania contro l’invasione dei turchi nel XV secolo. Oggi un gruppo di ballo che viene dal Perù, portatore di un vago esotismo indio sudamericano, intrattiene la piazza del paese nelle calde sere di ferragosto, di fianco al tiro alla fune e alla corsa dei sacchi, giochi secolari. Un artista di Torino ritorna per l’estate ospite di un affittacamere. Una donna anziana canta dal suo balcone le canzoni di Celentano e le litanie cerimoniali della tradizione. Una coppia che non ha avuto figli, dunque ancora più isolata dal mondo circostante, parla delle leggende dei briganti e della somiglianza tra la donna e il diavolo. La condizione della donna, il bilinguismo, il viaggio, sono i temi affrontati in questo breve film, che vuole solo essere solo una breve anticamera, per entrare in una dimensione differente. La dimensione evocata nel prologo, una lettera firmata Martin Sheffield, personaggio immaginario di Bruce Chatwin, che richiede mezzi per catturare una bestia leggendaria, rappresenta l’ignoto e il perseverante tentativo dell’uomo, di andare oltre la propria conoscenza.
Ingresso gratuito
 
a seguire
I colonnelli di Roma di Alberto Gemmi, Stefano Migliore, Enrico Masi (2012, 25′)
«Le strade di Roma sono il palcoscenico della nostra operazione filmica e di questa contemporaneità, governata da quell’estetica dilagante di simboli e prospettive distorte da falsi miti. Una pluralità di elementi storicizzati ed archiviati dalle epoche, dai manuali scolastici; una classificazione museale che cerchiamo di scansionare attraverso ibridazione di pratiche. Si tratta infatti di un film altamente contaminato, un film di voci e tecniche, che unisce l’agilità dell’alta definizione a frammenti di pellicola e materiale d’archivio» (Masi).
Ingresso gratuito
 
ore 20.45
Incontro moderato da Erica Facchini e Giorgio Gosetti con Alberto Gemmi, Enrico Ghezzi, Carmen Giardina, Enrico Masi, Stefano Migliore, Giuliano Montaldo
 
a seguire
The Golden Temple di Enrico Masi (2012, 70′)
Come voler riempire il mare con la sabbia… Seguire il processo di rigenerazione olimpica nell’est di Londra trattandolo come una grande metafora del contemporaneo. Come un imponente caleidoscopio attraverso il quale cerchiamo una possibile narrazione, nascosta intorno a tre luoghi: uno stadio, il centro commerciale più grande d’Europa e una piccola chiesa alternativa ospitata in una ex officina. Ci sono persone che abitano intorno a questo spazio, vivendo dentro a questo magma di cambiamento. Persone con pensieri che riguardano l’austerità, i templi, il lusso, i servizi coinvolti e il senso di comunità. Siamo stati dentro a questo ambiente, nel mezzo di un’apocalisse capitalista che si nasconde dietro a un dito; ci si può perdere in questo Tempio d’oro.
Ingresso gratuito
 

 

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