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Incontro con Salvatore Piscicelli e Francesco Crispino. Modera Franco Monteleone
28 Marzo 2012 - 28 Marzo 2012
ore 20.45
Incontro con Salvatore Piscicelli e Francesco Crispino. Modera Franco Monteleone 
Nel corso dell’incontro sarà presentato il libro di Francesco Crispino Alle origini di Gomorra. Salvatore Piscicelli tra nuovo cinema e neotelevisione (Liguori, 2010)
 
a seguire
La canzone di Zeza (1976)
Regia: Salvatore Piscicelli, Giampiero Tartagni; in collaborazione con Adriana Bellone, Cristina Ruiz, Nieves Zenteno; fotografia: S. Piscicelli, G. Tartagni; interpreti: Marcello Colasurdo, Luigi Cantone, Ugo Basile, Matteo D’Onofrio, Pasquale Terracciano; origine: Italia; produzione: L’Officina Cinematografica; durata: 38′
«Il titolo che inaugura la filmografia di Salvatore Piscicelli è totalmente incentrato sulla rappresentazione di una cantata popolare che si svolge durante il Carnevale in molti centri rurali campani, La canzone di Zeza. Il film si ispira alla celebrazione dell’evento che segna il passaggio dall’anno vecchio a quello nuovo, nel quale la cantata individua uno dei tanti rituali di passaggio stagionale della civiltà contadina, dove le parti femminili sono assunte da uomini travestiti da donne. L’azione viene accompagnata da una banda musicale. Piscicelli, in collaborazione con Giampiero Tartagni, sceglie di raccontarla attraverso È Zezi, un gruppo di disoccupati organizzati che fa parte di un movimento di resistenza nato tra la fine degli anni sessanta e l’inizio dei settanta a Pomigliano, il cui intento è conservare l’identità culturale arcaico-contadina della zona e farne un elemento sovversivo. […] I principali personaggi della rappresentazione sono quattro: Pulcinella, che simboleggia l’anno vecchio, sua moglie Zeza, la loro figlia Vincenzella, e Don Nicola, studente innamorato della ragazza. Tutta la vicenda è incentrata sul dissidio tra Pulcinella e gli altri personaggi: questi infatti non vuole che la figlia sposi il fidanzato, mentre la moglie è favorevole all’unione» (Crispino).
Ingresso gratuito
 
a seguire
Le occasioni di Rosa (1981)
Regia: Salvatore Piscicelli; soggetto e sceneggiatura: Carla Apuzzo, S. Piscicelli; fotografia: Renato Tafuri; costumi: Franz Prestieri; montaggio: Franco Letti; interpreti: Marina Suma, Angelo Cannavacciulo, Sergio Boccalatte, Gianni Prestieri, Martin Sorrentino, Antonella Patti; origine: Italia; produzione: C. Apuzzo, S. Piscicelli, Falco Film; durata: 86′
Periferia di Napoli. Rosa, d’accordo col fidanzato Tonino, lascia il lavoro e si prostituisce. Lui intanto ha una relazione con un omosessuale, che vorrebbe “affittare” Rosa per poter avere un figlio. «A differenza di Immacolata e Concetta, Le occasioni di Rosa viene prodotto direttamente dalla coppia Piscicelli/Apuzzo. È questo un elemento non secondario: Le occasioni è infatti uno dei primi casi di cinema autoprodotto – quindi sostanzialmente alieno dalle dinamiche produttive del cinema nostrano – che muove da una figura nuova, anch’essa contaminata, quella del regista-producer. L’autore non è più coinvolto soltanto nell’aspetto estetico ma anche in quello produttivo-commerciale, nonché in quello merceologico. Per la prima volta Piscicelli utilizza la pellicola da 35 mm, che gli permette di lavorare sulle sorgenti naturali di luce e ottenere una varietà e gradazione tonale molto più ampia rispetto ai lavori precedenti. […] Molti sono i temi che legano Le occasioni di Rosa a Immacolata e Concetta. Quelli più evidenti sono il sesso, il denaro, i rapporti di potere all’interno di una coppia; ma non va trascurato il contesto ambientale, vero e proprio specchio dell’anima. […] Il tema della perdita della purezza avvicina Le occasioni di Rosa a un’opera cinematografica di tutt’altra cultura, di un’epoca […] che reca la forte impronta di Pier Paolo Pasolini» (Crispino).
Proiezione in Blu-Ray per gentile concessione dell’autore; distribuzione Ripley’s Film Srl Ingresso gratuito

 

 

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