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Incontri con la cinematografia: Luciano Tovoli
20 Giugno 2013 - 20 Giugno 2013
Cinematografia, meglio ancora, nel termine inglese, Cinematography, indica nel modo più corretto il concetto, e la pratica, fondamentali nella realizzazione di un film, della fotografia cinematografica, della creazione delle immagini, della loro “illuminazione”. Ed è, appunto, dedicata alla Cinematografia, all’arte della luce che dà senso e spessore a un’opera filmica, che ne disegna ambienti e personaggi, una serie di incontri fra la critica cinematografica (spesso dimentica di questo formidabile strumento) rappresentata da alcuni autorevoli membri del Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani Gruppo Romano, e gli autori della fotografia, i creatori e gli artisti della luce cinematografica, dell’AIC, l’associazione di categoria che li riunisce e che li rappresenta nel mondo dello spettacolo.
Ogni incontro (che avrà scadenza mensile) un film, commentato da entrambi secondo le proprie specifiche competenze e la propria professionalità. Ogni incontro un confronto fra queste due anime del mestiere del cinema, quella speculativa e quella fattiva, quella che osserva e analizza e quella che realizza l’opera, molte volte un’opera d’arte. Personaggi del calibro di Vittorio Storaro, più volte premio Oscar, indimenticato collaboratore delle opere più struggenti e suggestive di Bernardo Bertolucci, con un film del quale, Novecento, si alza il sipario sulla kermesse, Ennio Guarnieri, Luciano Tovoli, Beppe Lanci, Daniele Nannuzzi, Giuseppe Pinori, Roberto Girometti e altri, si alterneranno, nell’analisi tecnica e poetica dei loro film, a critici e storici del cinema, quali Bruno Torri, Cristiana Paternò, Piero Spila, oltre ai jeune turcs di ultima generazione. Per capire, cercare di penetrare a fondo, riuscire a interpretare e provare ad assimilare qualche segreto in più di quella magia della luce che tutti chiamiamo da più di un secolo Cinematografo.
Rassegna ideata da Roberto Girometti e Claver Salizzato e organizzata da Cineteca Nazionale, AIC, SNCCI
 
ore 21.00
Incontro con Goffredo De Pascale e Luciano Tovoli
 
a seguire
Il deserto dei tartari(1976)
Regia: Valerio Zurlini; soggetto: André G. Brunelin, Jean-Louis Bertuccelli, dall’omonimo romanzo di Dino Buzzati; sceneggiatura: André G. Brunelin; dialoghi italiani: V. Zurlini; fotografia: Luciano Tovoli; scenografia: Giancarlo Bartolini Salimbeni; musica: Ennio Morricone; montaggio: Kim Arcalli, Raimondo Crociani; interpreti: Jacques Perrin, Vittorio Gassman, Giuliano Gemma, Helmut Griem, Philippe Noiret, Jean-Louis Trintignant; origine: Italia/Francia/Germania; produzione: Cinema Due, Fildebroc, Films de l’Astrophore, F.R.3, Reggane Films, FIDCI, Corona Filmproduktion; durata: 147′
«Dal primo Zurlini all’ultimo, ecco un altro film equivocato: subito ammirato ma come fosse un esercizio voluto, un esame di cinema d’autore. Ed è proprio l’opposto: un film la cui dichiarata attesa (dei tartari…) diventa interrogazione senza fine dell’immagine. Un film il cui set tutto maschile (con Zurlini generale di quell’impossibile esercito che diventa il cast) si sospende tra la figura della madre che evoca la morte-sonno del figlio (tante madri nel cinema di Zurlini, talvolta solo in foto o con doppi di voce) e la figura della distanza con l’amata interpretata dalla compagna reale di Perrin, doppiato qui da Giancarlo Giannini, in un approdo vocale delle sue presenze marcanti nel cinema, nella televisione e nelle regie teatrali di Zurlini. Del film colpisce inoltre il set del paesaggio “lunare” nell’Iran prekhomeinista, così come altrove da Zurlini ci arrivano luoghi oltre il tempo: dalla Jugoslavia di Le soldatesseal Congo laziale di Seduto alla sua destraall’Adriatico dove la guerra precipita nel dopoguerra in Estate violenta» (S.M.G.).
Ingresso gratuito

 

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