Genere cinematografico poco frequentato dal cinema italiano, il film di ambientazione militare si ritaglia nel dopoguerra uno spazio produttivo negoziando con gli spettatori una condizione di equilibrio tra la spettacolarità intrinsecamente connessa al genere bellico (pensiamo ai film di guerra americani che già nel 1945 vengono proiettati sui nostri schermi) e la condizione di un Paese che, come Macario ne L’eroe della strada, pare chiedersi: «Ma questa guerra l’abbiamo vinta o l’abbiamo persa»? Ne risulta una proposta cinematografica che merita un approfondimento e che va dal “neorealismo eroico” di Francesco De Robertis, con film come Carica eroica, sulla campagna di Russia, al mélo popolare di Vittorio Cottafavi di La fiamma che non si spegne, sul sacrificio di Salvo D’Acquisto, al vero e proprio cinema bellico di Duilio Coletti, che utilizza sapientemente le convenzioni del genere per alternare l’epica delle gesta militari con la dimensione umana, la ricostruzione in studio con il realismo documentaristico, come in Divisione Folgore.
ore 19.45
