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Cinema Trevi: incontro con Gianni Borgna, Antonio Debenedetti e Sergio Toffetti per la presentazione del documentario di Borgna “Città aperta. Vita culturale a Roma dal ’44 al ’68”.
28 Gennaio 2009 - 28 Gennaio 2009
“Città aperta” è la Roma appena uscita dalla guerra. La Roma degli alleati e del boogie-woogie, dei “paisà” e degli “sciuscià”, di De Sica e di Rossellini.
La Roma della Magnani e di Fabrizi, dei salotti e dei cenacoli culturali, delle osterie e dei caffè letterari, del “Mondo” e degli Amici della Domenica. La Roma delle prime visioni di Visconti all’Eliseo, delle dispute tra realisti e astrattisti, di Palma Bucarelli e di Renato Guttuso. La Roma di Flaiano e Maccari, di Cardarelli (con il cappotto anche in agosto), de Il bell’Antonio di Brancati e dei Racconti di Moravia, di Gadda, della Morante e di Pasolini. E poi la “Hollywood sul Tevere” tra via Veneto e Cinecittà, la “capitale corrotta” del caso Montesi e della speculazione edilizia. La città del Sistina e della moda ma anche dell’Anno Santo, del Rugantino e della “Dolce vita”, di Fellini e di Antonioni, di Bassani e di Soldati. La Roma de Il sorpasso e della Rca, della Compagnia dei Giovani e del Gruppo ’63, di Parise, di Schifano e della Scuola di Piazza del Popolo. La Roma della scienza e dello “scandalo Ippolito”. La città bella e possibile dove tutti si incontrano con tutti, con una gran voglia di lasciarsi alle spalle le miserie e i drammi della guerra.
È questa la Roma multiforme e scintillante raccontata da Gianni Borgna nel suo documentarioCittà aperta. Vita culturale a Roma dal ’44 al ’68 e che appare, in modi e forme diverse, nei due film proposti in questa giornata,Le notti di Cabiria e Una vita difficile, mirabili contaminazioni fra l'”alto” e il “basso”, attraverso l’incontro-scontro di personaggi appartenenti a classi sociali diverse, che vengono tutti risucchiati dal clima felice di quegli anni, salvo poi subire o rivendicare la propria diversità. Due film che rispecchiano un’epoca in cui realtà e mitologia si confondono, alimentandosi a vicenda, e in cui appare possibile che una prostituta trascorra una notte nella villa di un celebre attore, come avviene ne Le notti di Cabiria, o sia possibile a un modesto giornalista farsi strada in un mondo apparentemente dorato, dove, però, anche la celebrità ha un suo prezzo, come in Una vita difficile. E dove anche la cultura, spesso, è al servizio di altri interessi.
 
ore 17.00
Le notti di Cabiria (1957)
Regia: Federico Fellini; soggetto e sceneggiatura: F. Fellini, Ennio Flaiano, Tullio Pinelli, da un’idea di F. Fellini; collaborazione ai dialoghi: Pier Paolo Pasolini; collaborazione alla sceneggiatura: Brunello Rondi; fotografia: Aldo Tonti; fotografia sequenze aggiunte: Otello Martelli; musica: Nino Rota; interpreti: Giulietta Masina, Amedeo Nazzari, François Perier, Aldo Silvani, Dorian Gray, Franca Marzi; origine: Italia/Francia; produzione: Dino De Laurentiis Cinematografica, Les Films Marceau; durata: 110′
«Come già nella Strada, del 1954, Fellini pone la figura clownesca e innocente della moglie Giulietta Masina a diretto contatto con le brutture e le nefandezze della vita quotidiana: dall’accostamento nasce un film gentile e ironico, sorta di omaggio al cialtronesco mondo delle borgate romane, in cui il regista tiene a sottolineare l’esistenza della Grazia, cattolicamente intesa, qui incarnata in un gruppo di giovani che “ridestano alla vita” (e al sorriso) Cabiria dopo che un cliente l’aveva ingannata con una promessa di matrimonio e poi derubata. In un ruolo a lei estremamente congeniale, la Masina ottenne, grazie a questo film, un’enorme popolarità, anche all’estero e vinse la Palma d’oro a Cannes. Ma su tutti, svetta comunque Nazzari, strepitoso nella sua straordinaria presa in giro di un divo del cinema. Nastro d’argento e Oscar come miglior film straniero» (Mereghetti).
 
ore 19.00
Una vita difficile (1961)
Regia: Dino Risi; soggetto e sceneggiatura: Rodolfo Sonego; fotografia: Leonida Barboni; musica: Carlo Savina; montaggio: Tatiana Casini Morigi; interpreti: Alberto Sordi, Lea Massari, Franco Fabrizi, Lina Volonghi, Claudio Gora, Antonio Centa; produzione: Dino De Laurentiis Cinematografica; origine: Italia; durata: 119′
«La vita difficile è quella di un italiano come tanti, che l’8 settembre ha sorpreso in divisa d’ufficiale inducendolo a passare nelle file della Resistenza. Questo italiano come tanti, però, questo Silvio, non ha fino in fondo la tempra dell’eroe e quando trova una ragazza che gli dà riparo mentre i tedeschi lo inseguono, non si fa pregar troppo per prendersi una vacanza; ma poi il senso del dovere l’ha vinta un’altra volta e lo ritroviamo di nuovo in armi al momento della Liberazione. Con la pace, eccolo che scrive in un giornale modesto, a tinte sociali, ed eccolo ritrovare la ragazza da cui si era allontanato alla chetichella: la sposa, la conduce a Roma e cominciano i guai, i guai soliti delle giovani coppie in tempi difficili. […] Scritta da Rodoldo Sonego e diretta da Dino Risi, questa storia, nonostante le sue concessioni al riso e i suoi molteplici tentativi di voltare la polemica in satira, si svolge in realtà in un’atmosfera amara e dolente, carica di echi sommessamente drammatici» (Rondi).
 
ore 21.00
Incontro con Gianni Borgna, Antonio Debenedetti e Sergio Toffetti
 
a seguire
Città aperta. Vita culturale a Roma dal ’44 al ’68
 (2008)
Regia: Gianni Borgna; consulente: Antonio Debenedetti; voce narrante: Fabrizio Gifuni; musiche: Benedetto Ghiglia; montaggio: Patrizia Penzo; origine: Italia; produzione: Istituto Luce; durata: 100′
«L’idea da cui siamo partiti è quella di raccontare la grande stagione culturale che si sviluppò a Roma (ma potremmo dire in Italia) dal giugno del ’44, con l’arrivo degli alleati, alla fine degli anni ’60, quando, con le vicende del ’68, lo scenario muta di colpo, e irreversibilmente. E di raccontarla in un modo il più possibile “avvincente”, come quasi mai si fa quando si parla di cultura. Ma tutto quello che accadde allora – il neorealismo, le dispute tra arte figurativa e arte astratta, la nascita della televisione, il fiorire di riviste culturali -, con al centro della scena artisti e intellettuali di grande rilievo internazionale, non solo è alla base anche dell’oggi ma può appassionare anche quanti, per ragioni anagrafiche, non hanno avuto la possibilità di vivere quell’epoca. Tra questi i giovani, che potrebbero essere interessati a una storia della cultura fatta con strumenti a loro più congeniali come quelli audio-visivi. Per una volta, infatti, si è attinto a documenti straordinari sepolti negli archivi dell’Istituto Luce, della Incom e, in qualche caso, della Rai, per dare spazio non già ai protagonisti della storia politica ma dell’arte e della cultura in tutte le sue declinazioni, rendendo così possibile vedere e sentire la voce di grandi personalità (da Benedetto Croce a Carlo Emilio Gadda, solo per fare degli esempi), di cui pochi ormai hanno un ricordo diretto. L’ambizione è quella di continuare e di ricostruire, magari per città e aree territoriali, la storia della cultura italiana del Novecento» (Gianni Borgna).
 
 

 

Date di programmazione