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Cinema e psicoanalisi: Ricordi e memorie
24 Settembre 2016 - 24 Settembre 2016
Cinema e Psicoanalisi hanno diversi punti in comune: nati e sviluppatisi nello stesso periodo storico, hanno continuato ad influenzare, con la propria ricerca, la cultura e l’arte da versanti diversi. Partendo da un incontro fecondo d’interessi, la Società Psicoanalitica Italiana ed il Centro Sperimentale di Cinematografia hanno da alcuni anni avviato delle iniziative comuni, tra cui il ciclo “Cinema e psicoanalisi”, articolato con delle proiezioni alla sala Trevi, giunto alla sesta edizione.  Il tema della programmazione 2016 è un argomento di grande interesse, non solo a livello psicoanalitico, ma anche esistenziale: la memoria. Elemento che modella corpi ed emozioni, legando i giorni passati a quelli attuali. Come testimoniano i film in programma, esperienza e memoria agiscono spesso in conflitto, aggrumando nodi intorno a traumi, privati o collettivi, che generano rimozioni e regressioni fino allo smarrimento. Secondo la psicoanalisi, è proprio il recupero e l’elaborazione di queste tracce che può aiutarci ad evolvere, attraverso un processo di risignificazione del nostro passato, capace di orientare il presente ed il futuro.
Il primo appuntamento è dedicato alla memoria collettiva.
 
ore 17.00 Mio fratello è figlio unico di Daniele Luchetti (2006, 100′)
«Liberamente tratto dal Fasciocomunista, romanzo autobiografico di Antonio Pennacchi (Mondadori), Mio fratello è figlio unico è straordinario finché incrocia con leggerezza i tre geni dominanti nel Dna del cinema italiano, la commedia, la famiglia, la politica. È bella e feconda l’idea non così paradossale di raccontare il fiume carsico del fascismo come una storia di famiglia, anche perché Luchetti schizza con tocchi veloci un certo fascismo popolare, antiborghese e antiamericano, o poco frequentato dal nostro cinema. È vivace ed esatto il ritratto dei due fratelli, Accio fascista per dispetto, e Manrico (Riccardo Scamarcio) comunista per tradizione e dongiovanni per vocazione» (Ferzetti).
 
a seguire Incontro moderato da Fabio Castriota con Luigi Janiri
 
ore 20.30 Nuovomondo di Emanuele Crialese (2005)
«Reinventando l’esodo d’inizio Novecento della nostra emigrazione verso le Americhe, Nuovomondo riesce a fondere il suo afflato di realismo alla Visconti ed epicità alla Tornatore con una visionarietà che non sconta l’abituale demagogia del cinema d’impegno etico-politico. […] Crialese sospende l’itinerario in un’atmosfera di mistero, fitta di presenze arcane e miraggi iniziatici che convergono nella “folle” consapevolezza di chi, non a caso, sa convivere da sempre con l’essenza della vita e quella della morte. In questo modo Salvatore e i suoi compagni non appaiono stentorei eroi oppure vittime miserande, bensì anime trasmigranti, portatrici di vigore, coraggio e umanità nella New York che, anche grazie a loro, s’appresta a diventare la capitale morale e materiale del ventesimo secolo» (Caprara).
 
Date di programmazione