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Splendori e miserie del cinema italiano
29 Marzo 2013 - 29 Marzo 2013
L’autore del pamphlet  è Claver Salizzato, critico cinematografico, passato successivamente prima alla sceneggiatura e poi dietro la macchina da presa. Il titolo del volume in questione non lascia adito ad alcuna ambiguità: I gattopardi & le iene. Splendori (pochi) Miserie (tante) del Cinema italiano oggi (Edizioni Falsopiano, 2012). Nessuno si salva dalla penna affilata e disincantata di Salizzato. Tranne poche eccezioni: Moretti sembra essere l’unico autore del “nuovo” cinema italiano. Forse perché anche il contesto storico e sociale non lascia spazio né al Cinema, ma nemmeno ai film: l’avvento delle televisioni private, un sistema sempre più monopolistico e clientelare, il discutibile finanziamento pubblico, la sparizione della critica cinematografica, sempre più ridotta a sbiadito eco degli uffici stampa. «E quanti “apprendisti stregoni” del cinema, ancora entusiasti mentre ingurgitano a grandi sorsate l’acqua salsa dell’Atlantico, si pigino l’uno sull’altro, come gli Zombie del film di Romero, nel tentativo di sfondare le porte del Centro Commerciale in cui potranno finalmente realizzare i propri sogni registici. Delle due l’una: o il nostro Paese sta vivendo una stagione cinematografica mai vista (e non è vero che non ci sono i produttori, chi l’ha detto, se ogni volta se ne presentano a carrettate? Regolarmente iscritti al pubblico registro del Ministero); oppure siamo ormai ai livelli di “X Factor”, dell'”Isola dei Famosi”, dei premi letterari in televisione. Non abbiamo una “Musica”, ma sforniamo cantanti; non abbiamo dei “Famosi”, ma sforniamo celebrità; non abbiamo una “Letteratura”, ma impalmiamo grandi scrittori ad ogni Strega o Campiello», scrive apocalitticamente Salizzato. Chi perfidamente risponde che anche l’autore di questo libro scomodo è regista di film che andrebbero posti anch’essi sotto un giudizio severo, nessun timore: il critico-regista si mette sotto il tiro degli spettatori presentando i suoi due film, I giorni dell’amore e dell’odio – Cefalonia e Pas de deux,aggiungendo anche l’interessante war-movie El Alamein – La linea di fuoco di Enzo Monteleone (in parte) salvato dal suo j’accuse.
 
ore 17.00
El Alamein – La linea di fuoco (2002)
Regia: Enzo Monteleone; soggetto e sceneggiatura: E. Monteleone; fotografia: Daniele Nannuzzi; scenografia: Ettore Guerrieri; costumi: Andrea Viotti; musica: Aldo e Pivio De Scalzi; montaggio: Cecilia Zanuso; interpreti: Paolo Briguglia, Pierfrancesco Favino, Luciano Scarpa, Emilio Solfrizzi, Thomas Trabacchi, Sergio Albelli; origine: Italia; produzione: Cattleya, Medusa Film, Tele +; durata: 119′
A El Alamein l’armata italo-tedesca viene sbaragliata e costretta ad una ritirata umiliante. Accanto ai tedeschi nella lotta contro gli inglesi ci sono anche gli italiani, un esercito di soldati male armati, ma valorosi, abbandonati a se stessi, straccioni ma pieni di orgoglio, capaci comunque di eroismi contro un nemico troppo forte e un alleato che li disprezza. La divisione corazzata Ariete, la Trieste, la Pavia e la Brescia, i paracadutisti della Folgore, il 31° battaglione del Genio hanno compiuto fino in fondo il loro dovere nonostante le enormi difficoltà, con soldati in prima linea che devono lottare contro la dissenteria e la sete, in condizioni impossibili, in un ambiente ostile e difficilissimo in cui si lotta per la sopravvivenza quotidiana. «Monteleone ci trasporta all’interno della tragedia con la semplicità di Rossellini, mostrando una situazione dove la posta in gioco è la sopravvivenza […]. Arpeggiando sui notturni e sui rombi guerreschi, ingegnose soluzioni all’italiana sono attuate dalla produzione per illuderci di star vedendo più di ciò che il budget ha concesso di mettere nell’inquadratura. La stupenda fotografia, sapientemente decolorata, è di Daniele Nannuzzi. Sarebbe interessante la colonna sonora di Livio e Aldo De Scalzi, ma il rigore della messa in scena respinge la musica come superflua. Qualche “cammeo” di attori noti ravviva il cast: Silvio Orlando, generale suicida, Roberto Citran, colonnello imbecille, Giuseppe Cederna, medico stoico» (Kezich). «I soldati italiani, male equipaggiati e male armati, con cibo e acqua scarsi, resistettero eroicamente: il film racconta molto bene il loro coraggio, il loro altruismo verso i commilitoni» (Tornabuoni).
 
ore 19.15
I giorni dell’amore e dell’odio – Cefalonia (2001)
Regia: Claver Salizzato; soggetto e sceneggiatura: C. Salizzato; fotografia: Pino Pinori; scenografia: Luciano Calosso; costumi: Stefano Giovani; musica: paolo Rustichelli; montaggio: Anna Napoli; interpreti: Daniele Liotti, Liberto Rabal, Ricky Tognazzi, Ugo Pagliai, Francesco Venditti, Sarah Miles; origine: Italia, produzione: Metropolis Film; durata: 84′
Wolfgang ed Helberg sono due fratelli sudtirolesi che il nazi-fascismo e la guerra separano drammaticamente. Wolfgang sposa Marthe e poco dopo Helberg decide di seguire l’esercito tedesco e il suo capo Adolf Hitler nella conquista del mondo. A pochi giorni dall’8 settembre 1943 i due fratelli si ritrovano senza saperlo nell’isola di Cefalonia a combattere l’uno contro l’altro per il controllo del territorio. Tra la Divisione Acqui italiana e i tedeschi infatti infuria una violenta battaglia. «Nel film di Claver Salizzato c’è di tutto, il conflitto di due fratelli che è lo specchio di un conflitto tra due etnie, la rivalità per una bella donna, una madre dolente. Gli elementi del romanzo popolare si inseriscono però in una precisa collocazione storica» (Roberto Rombi). «Al calore umano dei personaggi, spesso, data la situazione, esitanti sulle vie da seguire ma alla fine pronti al dovere, si accompagnano, in cifre corali, le descrizioni quasi dal vivo degli scontri e, in ultimo, della carneficina […]. Nei panni dei due fratelli, Daniele Liotti e Liberto Rabal. Al generale Gandin che camandava la Divisione dà volto con mestizia, ma anche con fermezza, Ricky Tognazzi» (Rondi).
 
ore 21.00
Incontro moderato da Piero Spila con Claver Salizzato e Enzo Monteleone
Nel corso dell’incontro sarà presentato il libro di Claver Salizzato I gattopardi & le iene. Splendori (pochi) Miserie (tante) del Cinema italiano oggi
 
a seguire
Pas de deux (2011)
Regia: Claver Salizzato; soggetto: C. Salizzato; fotografia: Giuseppe Pinori; costumi: Moris Verdiani; musica: Stelvio Cipriani; montaggio: Giuseppe Pagano; interpreti: Rebecca Valenti, Marco Blanchi, Nadia Kibout, Mauro Machelli; origine: Italia; produzione: Movie Sound Editor; durata: 80′
«”Una volta ho visto un film, in bianco e nero, lui era un pianista, suonava in un locale malfamato, lei era la cantante”…Recita una voce fuori campo…È così che inizia la storia vera di sesso e, forse, amore, di due sconosciuti, un uomo e una donna, “Lui” e “Lei”. Dentro uno “spazio” precario, lontano dal mondo, senza riferimenti. Non sappiamo quanto durerà, né quanto dura, in effetti. Può essere qualche mese, può essere anche un anno. Sappiamo solo che, ogni loro incontro viene scandito da sei cartelli, sei capitoli del loro percorso amoroso, ognuno con un suo precipuo e determinato tema, con un suo argomento, che essi affrontano secondo la loro personale concezione della vita, del sesso, del comportamento umano, un…pas de deux amoureoux. Ed ognuno con un suo colore dominante nella fotografia dei momenti (ottenuto con l’applicazione di diverse gelatine davanti all’obiettivo cinematografico)» (Salizzato).
Ingresso gratuito
 

 

 

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