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Sound and Vision. Omaggio a David Bowie (parte seconda)
22 Marzo 2016 - 22 Marzo 2016
Uscito nel 1981 diretto dal regista Uli Edel, Christiane F. Noi ragazzi dello zoo di Berlino si ispira alla vera storia di Christiane Vera Felscherinow, dalla quale è stato tratto l’omonimo libro basato sulle interviste realizzate da due giornalisti nel 1978, nel carcere di Neukölln, durante il processo per spaccio e consumo di sostanze stupefacenti in cui la Felscherinow era testimone ed imputata. Come spesso succede, il film contribuì in maniera determinante al successo del libro e alla fama della storia di Christiane. Mitica la colonna sonora di David Bowie, che comprende anche una canzone entrata nella storia, scritta insieme a Brian Eno: Heroes. L’uomo che cadde sulla terradi Nicolas Roeg è forse il film che meglio rappresenta David Bowie, quasi una sorta di “autobiografia non autorizzata” della celebre rockstar, oltre a essere una delle opere più bizzarre ed eccentriche del grande cineasta visionario Nicolas Roeg.
 
ore 17.30 Christiane F. Noi ragazzi dello zoo di Berlino di Uli Edel (1981, 131′)
Storia vera di Christiane F. berlinese che diventò eroinomane a 13 anni  e della sua caduta graduale agli stadi più bassi della tossicodipendenza. Tratto da un libro ricavato da 45 ore d’intervista con C.F., il film è diventato di culto anche  per la partecipazione straordinaria di David Bowie.  La colonna sonora del film, pubblicata in Germania nell’aprile 1981 dalla RCA, presenta brani del periodo berlinese (1976-1979) di David Bowie. Oltre a Helden, versione tedesca di Heroes, l’album include canzoni tratte dagli LP Station to Station (TVC15 e Stay), Low (Warszawa), Heroes (V-2 Schneider e Sense of Doubt), Stage (Station to Station) e Lodger (Boys KeepSwinging e Look Back in Anger).
 
ore 20.00 L’uomo che cadde sulla terra di Nicolas Roeg (1976, 138′)
«Extraterrestre giunge sulla Terra in cerca dell’energia necessaria alla sopravvivenza del suo remoto pianeta. Oltre a sembianze umane e un passaporto inglese, ha ben nove brevetti che gli permettono di sopravanzare di molti anni la tecnologia terrestre nel campo delle comunicazioni. Diventa ricchissimo, ma s’immalinconisce. Non potrà più tornare a casa. Del romanzo (1964) di Walter Tevis, Roeg cambia sostanzialmente il punto di vista, si pone cioè nei panni dell’alieno e racconta le solitudini nostre, i nostri timori, le sconfitte della civiltà di oggi. Sconsigliabile agli spettatori di logica cartesiana: pullula di problemi irrisolti, lacune narrative, labirintiche giravolte, bruschi passaggi temporali, situazioni accennate e non sviluppate. Il suo fascino poggia sull’androgino Bowie che dà al personaggio uno sconcertante spessore. Colonna sonora eterogenea dove canzoni dello stesso Bowie e di Stomu Yamashita s’alternano a classiche melodiche» (Morandini).
Copia proveniente dalla Cineteca di Bologna
 
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