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Presentazione de Il diario di Felix
20 Maggio 2016 - 20 Maggio 2016
«A Casa Felix cercavo storie di giovani dalla vita difficile per un reportage e invece sono rimasto completamente assorbito dalla vita di alcuni di questi adolescenti: incoerenti, emotivi, difficili e tuttavia così intensi e veri. Valerio sconta una misura cautelare di 9 mesi per piccoli reati, dalla vita non sembra volere molto, se non divertirsi e non pensare troppo al futuro. Alle spalle una famiglia divisa: vive insieme alla madre ma il suo vero idolo è il padre, tutt’ora in carcere. Giuseppe, allontanato dai genitori, vive invece nella comunità da quasi due anni, dopo averne passati altri sei in un’altra casa per minori. Ha una sorella gemella e altri due fratelli più piccoli, tutti dispersi in altri istituti o famiglie affidatarie. Segue un corso da aiuto cuoco e sogna, una volta maggiorenne, di tornare a vivere dal padre e ricomporre così la famiglia divisa. E infine Emad, ragazzo egiziano sbarcato in Sicilia senza nemmeno sapere dove, senza famiglia o parenti in Italia. Alle spalle, un debito contratto con i trafficanti da saldare con il lavoro nero. Un anno vissuto accanto a loro. Insieme abbiamo studiato, abbiamo parlato, siamo stati al mare o al parco divertimenti, abbiamo pianto e abbiamo riso. Mi aspettavo una storia di denuncia o un’inchiesta giornalistica e invece ho incontrato una piccola fiaba metropolitana sull’amicizia e sul diritto negato ad un’adolescenza normale» (Mancuso).
 
ore 21.00 Incontro moderato da Stefano Rulli con Emiliano Mancuso, Daniela Recchia
 
a seguire Il diario di Felix di Emiliano Mancuso (2014, 75′)
«Per due anni ho percorso tutti i giorni la stessa strada (la Palmiro Togliatti – la tangenziale che attraversa tutta la periferia est di Roma), incontrando gli adolescenti e gli operatori di casa Felix, completamente assorbito dai ritmi della loro vita e dai loro diversi destini. La necessità di trasformare l’iniziale progetto fotografico in un documentario è maturata piano piano, fino a concretizzarsi definitivamente il giorno dell’arrivo di Valerio. In quel momento, mi sono reso conto che per raccontare davvero quello che vivevo nella casa famiglia avrei avuto bisogno di un linguaggio diverso. Per descrivere lo stato d’animo di solitudine e incertezza che dominava il volto di Valerio la mattina del suo arrivo, le fotografie non bastavano più. Così ho deciso di riprendere tutta la scena con la videocamera» (Mancuso).
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