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Mario Balsamo e il cinema del reale
24 Novembre 2016 - 25 Novembre 2016
«Sono regista e autore di (19) film documentari, tra cui ricordo con particolare amore: Mia madre fa l’attrice (2015), Noi non siamo come James Bond (2012), Sognavo le nuvole colorate (2008), Sotto il cielo di Baghdad (2003), Il villaggio dei disobbedienti (2003). Insegno anche a farli, i film del reale: al Centro Sperimentale di Cinematografia – Documentario, sede di Palermo. Mi sono anche cimentato con: corti di finzione, pubblicità sociali, videoclip e programmi televisivi. Infine compongo libri (romanzi, diari, manuali atipici): per esempio L’officina del reale (con Gianfranco Pannone) e Que viva Marcos! (romanzo storico sulla rivolta neozapatista). (Alcuni de) I miei film preferiti (quasi da sempre e forse per sempre) sono: Morgan: A Suitable Case for Treatment di Karel Reisz, The shout di Jerzy Skolimowski ed Eternal sunshine of the spotless mind di Michel Gondry. Invece, per quanto riguarda i brani musicali (dall’età della coscienza): Glad dei Traffic e Peaches en Regalia di Frank Zappa, mentre i libri amati ve li risparmio per la prossima retrospettiva» (Balsamo).
 
giovedì 24
ore 17.30 Pillole di “LeggerMente”di Mario Balsamo e Francesco Cabras (1996-1997, 60′)
LeggerMente è stato un modo diverso di raccontare in tv il mondo dei libri, mettendo insieme simultaneamente uno stimolo letterario e suggestioni visive e musicali, attraverso contesti reali, paesaggi umani e luoghi geografici, sempre partendo da una storia scritta e pubblicata. LeggerMente, per ritmo e struttura, aveva come riferimento i corti videomusicali: cinque minuti di immagini evocative, accompagnate spesso dalla presenza dei protagonisti della letteratura internazionale.
 
ore 18.30 Noi non siamo come James Bond di Mario Balsamo (2012, 72′)
Era il 1985 quando Guido (Gabrielli) e Mario (Balsamo), amici del cuore, decisero di fare il loro primo viaggio assieme. A distanza di trent’anni le memorie dell’epoca si sovrappongono alla vita di oggi, segnata per entrambi dalla lunga battaglia contro un tumore. Decidono così di affrontare una nuova avventura e partire per un viaggio intimo e strampalato, denso di domande e di riflessioni sulla loro amicizia, sul senso dell’esistenza, sulla malattia. Dai finestrini dei mezzi con cui i due si lanciano in questo dolce “road movie”, scorrono immagini di un’Italia cambiata: l’imprevedibile spiaggia dell’infanzia, a Sabaudia; la Perugia di un concerto improvvisato in strada durante Umbria Jazz; il “Bosco degli Spiriti Introspettivi” a Borgotaro. Poi Milano e Roma, le città attuali dell’uno e dell’altro. Vestiti in smoking, a bordo di una Mini d’epoca in affitto e poi in viaggio sugli Intercity italiani, pianificano anche un improbabile incontro con l’agente 007, James Bond, il loro eroe di un tempo: invincibile, imbattibile, immortale.
 
venerdì 25
ore 17.00 La zona rossa di Mario Balsamo (2001, 19′)
Genova, 19 luglio 2001. Marco, 48 anni, ex estremista di sinistra, fa per uscire di casa, ma la porta misteriosamente non si apre, la linea telefonica è isolata e nel suo palazzo sono partiti tutti. Quel giorno aveva deciso di andare alla manifestazione contro il vertice G8 dei Paesi più industrializzati, una scelta di compromesso per far tacere quella piccolissima parte di sé che lo vorrebbe ancora impegnato. In realtà, scottato dall’esperienza politica del ’77, Marco si è allontanato non solo dalla politica, bensì anche dal mondo esterno. E ora è in trappola. Sempre più disperato e impotente, si abbandona di fronte alla tv che della situazione di Genova parla soltanto attraverso le immagini surreali e prive di vita della zona rossa: l’area blindata per difendere gli otto leader. Una telefonata inaspettata (la linea era isolata) lo scuote dalla sua rassegnata prigionia. A chiamarlo per errore è una ragazza sconosciuta: Lisa, una ventenne che ha sbagliato numero e che, si scoprirà dopo, appartiene al popolo di Seattle.
 
a seguire Poste di via Marmorata di Mario Balsamo(1999, 8′)
Poste di via Marmorata è un cortometraggio documentaristico che ha come protagonista una struttura architettonica di Roma: l’ufficio postale di via Marmorata, progettato dall’architetto Adalberto Libera nel 1933. L’edificio vive una vita intensa e inaspettata e, grazie alla sua straordinaria concezione dello spazio, esercita un’influenza marcata sulla varia umanità che ogni giorno l’attraversa, vi dorme, vi soggiorna, lo utilizza. Così le sue innovative soluzioni architettoniche si mischiano con le espressioni dei volti e le articolazioni dei corpi, fino a creare un universo a se stante, disseminato di piccoli contrappunti del vivere.
 
a seguire Piazza De’ Signori, Vicenza di Mario Balsamo (2000, 11′)
La piazza è una postazione per osservare, ma anche una piattaforma per partecipare. Tanto più se ha una fortissima qualità architettonica, come piazza dei Signori a Vicenza, raccolta dentro i palazzi disegnati o ridisegnati dal Palladio. Il filo narrativo è esile, quasi invisibile, mai esplicitato: il professore Howard Burns, presidente del Centro Studi internazionali Andrea Palladio, fotografa gli edifici della piazza, raccogliendo Polaroid che gli serviranno per le sue indagini storiche sull’architetto cinquecentesco. Ma la sua ricerca, inevitabilmente, diventa anche un insieme di rapidi ma penetranti sguardi sulla vita di quel posto, sulle persone che vi passano, su chi vi dorme sentendosi protetto da una casa senza tetto, su chi vi gioca, su chi la usa. Un campionario di varia umanità che si muove condizionata dalle ‘quinte’ di un ingombrante teatro.
 
a seguire Il villaggio dei disobbedienti di Mario Balsamo (2003, 39′)
Il villaggio dei disobbedientiè un film documentario che racconta una delle caratteristiche, forse la più originale, di alcune componenti del Popolo di Seattle: la capacità aggregativa dei “disobbedienti” che permette di superare lunghe distanze e di ritrovarsi in ogni parte del pianeta dove si protesti contro forme di ingiustizia o dove si voglia dare un contributo propositivo per la costruzione di un mondo migliore. Il villaggio dei disobbedientimostra, in due momenti, l’identità di una parte del Movimento dei movimenti: il primo è quello della contestazione, registrato nel suo nascere nella “cittadella” dello Stadio Carlini a Genova, dove chi disobbediva fu ospitato durante il vertice del G8 del luglio 2001; il secondo è invece quello delle proposte delle giovani generazioni raccolte all’interno del campeggio “Carlo Giuliani”, a Porto Alegre, in Brasile, in occasione del secondo Forum Sociale Mondiale. Insieme ai frammenti di vita, tra musica e assemblee, tra la preparazione del cibo e l’organizzazione delle manifestazioni, Il villaggio dei disobbedientidà volto e voce alle molte anime, di cui poco si sa, del Popolo di Seattle.
 
ore 18.30 Sotto il cielo di Baghdad di Mario Balsamo e Stefano Scialotti (2003, 54′)
Novembre 2002. La seconda guerra del Golfo non è ancora cominciata.
I media mondiali rimandano immagini di repertorio in cui gli iracheni non sembrano far altro che sfilare a favore del dittatore Saddam Hussein. Ma chi sono veramente gli iracheni? Che faccia hanno gli abitanti di Baghdad? Cosa pensavano prima che scoppiasse il conflitto e dopo dodici anni di embargo? Il documentario non dimostra, bensì mostra una risposta a queste domande. E, a qualche anno di distanza, a un altro quesito, tragico: che senso ha la guerra? Che senso hanno tutte le guerre?
 
ore 19.30 Sognavo le nuvole colorate di Mario Balsamo (2008, 60′)
Edison è un bambino albanese che emigra in Italia a soli nove anni, senza i genitori, in un viaggio della speranza, su di un gommone. È in cerca di un’esistenza possibile, ma non si sente una vittima, piuttosto il protagonista di un’avventura, a caccia di nuvole colorate. Ma è anche la storia di un’amicizia che cambia la vita: quella tra Edison e Alessandro, un giovane regista leccese che fa entrare il ragazzino albanese nel suo mondo. Gli costruisce intorno uno spettacolo teatrale, mette in gioco la sua identità. L’incontenibile volontà di farcela di Edison trova un’opportunità nell’accoglienza di Alessandro. Il fattore umano diventa risolutivo e attribuisce alla vicenda uno sviluppo inedito: un rovesciamento dei fronti.
 
20.45 Incontro moderato da Federico Pontiggia con Mario Balsamo, Roberto Andò, Benni Atria, Fabio Ferzetti
 
a seguire Mia madre fa l’attrice di Mario Balsamo (2015, 78′)
«Cosa fanno un figlio cinquantaduenne e una madre ottantacinquenne vittime di un rapporto irrisolto e conflittuale e con una passione in comune (il cinema)? Un film… documentario. Specialmente se lui è un regista, lei un’attrice (da giovane), ed entrambi hanno nostalgia di apparire sul grande schermo: con ironia e surrealismo, giocando con realtà e finzione, senza evitare i nodi (universali) della relazione parentale. E dove l’affetto si nasconde dietro recriminazioni e vendette. Tutto questo nel mentre si va alla ricerca di un film in cui la donna ha recitato sessant’anni fa, quando era una gran bella figliola: lì ebbe il suo ruolo più importante, che, per ragioni inesplicabili, non ha mai voluto vedere!» (www.cinematografo.it). Con Silvana Stefanini, Mario Balsamo e… Carlo Verdone.

 

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