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Lezioni di cinema italiano
05 Dicembre 2017 - 05 Dicembre 2017
Le proiezioni saranno introdotte da una lezione del docente titolare del corso, Emiliano Morreale, aperte agli studenti e al pubblico, con un dibattito dopo la visione del primo film.
Rassegna a cura della Cineteca Nazionale in collaborazione con la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Roma “La Sapienza”
                         
martedì 5
ore 17.00 Accattone di Pier Paolo Pasolini (1961, 117′)
“Accattone” è il soprannome di un ragazzo nullafacente che vive in una borgata romana sfruttando una prostituta, Maddalena. Quando la ragazza finisce in carcere, Accattone si trova senza soldi e cerca di tornare dalla moglie che vive insieme al figlioletto in casa del padre e del fratello. «Il mondo dei “ragazzi di vita” del sottoproletariato romano, dei diseredati, ha trovato nell’opera di Pier Paolo Pasolini […] i giusti toni di una partecipazione affettiva e di una interpretazione commossa. Siamo lontani dal clima dei film sugli Sciuscià e sui Ladri di biciclette; qui il rapporto tra l’autore e i suoi personaggi si basa non sull’osservazione di una serie di fenomeni umani e sociali, ma sulla diretta partecipazione a un mondo di vita; e lo stile della rappresentazione deriva direttamente dalla volontà di dar forma visiva e letteraria ad una esperienza reale» (Rondolino).
 
ore 20.00 Prima della rivoluzione di Bernardo Bertolucci (1964, 111′)
Il giovane Fabrizio, rampollo di un’agiata famiglia parmigiana, rinuncia a sposare la fidanzata per seguire le sue convinzioni politiche e dopo la morte del suo amico Agostino si lega sentimentalmente a una giovane zia. La sua spinta rivoluzionaria a poco a poco si spegne. «È importante guardare in faccia la propria ambiguità e cercare di superarla. Sono ambiguo perché sono un borghese, come Fabrizio nel film, e io faccio dei film per allontanare dei pericoli, delle paure che ho, paura della debolezza, della viltà. Perché io esco da una borghesia terribile perché è astutissima, perché ha previsto tutto e perché accoglie a braccia aperte il realismo e il comunismo. E questo liberalismo è evidentemente la maschera della sua essenziale ipocrisia» (Bertolucci).
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