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La televisione secondo Enrico Maria Salerno
27 Marzo 2018 - 30 Marzo 2018
Sicuramente Enrico Maria Salerno è stato tra i pochissimi attori che, come una sorta di Re Mida della recitazione, ha reso di un dorato “autoriale” tutti i molteplici progetti cui ha partecipato e collaborato. La televisione, al pari del teatro e del cinema, è stato per il celebre attore-autore un medium ideale per esprimere la sua arte, grazie anche a registi sensibili e attenti. come Franco Enriquez, Anton Giulio Majano (I figli di Medea è stato un esempio ineguagliato di proto docufiction teatrale-televisiva), Vittorio Cottafavi (lo straniamento brechtiano tanto amato e studiato dal regista trova nel corpo e nella voce di Salerno una straordinaria maturazione, in particolar modo con Le Troiane), Alfredo Giannetti (La famiglia Benvenuti, oltre a essere stata giustamente una serie televisiva di grandissimo successo e di culto, appare con gli occhi di oggi eccezionalmente anticipatrice delle innumerevoli fiction attuali). Anche nella televisione Enrico Maria Salerno ha dimostrato di essere uno dei più grandi protagonisti dello spettacolo italiano del dopoguerra.
La rassegna è curata da Edoardo Salerno in collaborazione con Cineteca Nazionale e Rai Teche
 
martedì 27
ore 17.00 Il piacere dell’onestà di Franco Enriquez (1954, 135′)
Un uomo di poco conto accetta per denaro di sposare l’amante incinta del marchese, ma non tutto va secondo i suoi piani. Tratta dalla omonima commedia in tre atti di Pirandello, Il piacere dell’onestà è uno straordinario adattamento televisivo diretto da Franco Enriquez con un cast di prima grandezza: Luigi Cimara, Elena Zareschi, Fanny Marchiò, Romolo Valli, Enrico Maria Salerno, Andrea Matteuzzi, Arturo Bragaglia.
 
ore 19.30 I figli di Medea di Anton Giulio Majano (1959, 54′)
«Il 30 ottobre 1938 Orson Welles scatenò il panico tra gli ascoltatori delle radio degli Stati Uniti, descrivendo con assoluta serietà gli avvenimenti narrati da H.G. Welles ne La guerra dei mondi, affermando che era in atto un’invasione aliena. Il 9 giugno 1959, sul Programma Nazionale della Televisione italiana, Anton Giulio Majano si cimenta a sua volta in un esperimento mediatico di questo tipo» (Gerosa). Ed ecco il risultato perfettamente riuscito, ovvero più vero del vero, più falso del falso, rappresentato perfettamente da un articolo uscito in prima pagina l’indomani della trasmissione del 10 giugno 1959 sul «Corriere d’Informazione», a firma di Gino Fantin, con il titolo La TV scatena allarme e panico: «Il giudizio, dunque, resta legato non al “messaggio” ma alla tecnica d’urto impiegata, tecnica che in questo caso muove di lontano: dall’assoluto riserbo mantenuto sulla trama, dalla mancata comunicazione preventiva (cosa più unica che rara) dei personaggi sul settimanale e sui bollettini TV, dall’accurata abolizione di ogni ragionevole indizio che potesse far intuire al grosso pubblico il “trucco” […] ed infine dall’impiego, nel montare la “macchina” e per darle maggior credito, della stessa annunciatrice “ufficiale” della TV».
 
ore 20.30 Incontro moderato da Orio Caldiron con Edoardo Salerno
 
mercoledì 28
ore 16.30 Antonio e Cleopatra di Vittorio Cottafavi (1965, 147′)
Antonio (Enrico Maria Salerno), perdutamente innamorato di Cleopatra (Valeria Valeri), non vuol più abbandonare l’Egitto. Mentre lui è assente da Roma, Ottaviano (Daniele Tedeschi), che per anni ha spartito il potere con lui, ora vede l’opportunità di sbarazzarsi dell’alleato-rivale. Fa dichiarare guerra all’Egitto, il che induce subito Antonio a schierarsi a fianco di Cleopatra contro le armate di Roma. «Di Antonio e Cleopatra […] Cottafavi mise in luce, tra le molteplici difficoltà di affrontare Shakespeare e darne una versione accettabile, i caratteri frammentari della tragedia che consentivano, paradossalmente, un approfondimento dei personaggi come simboli del disfacimento dell’uomo. Se ci fu, in questa edizione, una reminiscenza dei film storici che egli aveva realizzato alcuni anni prima, non fu certo sul piano della sottile ironia o del paradosso gustoso, ma invece su quello della condotta degli attori, del loro atteggiarsi come persone comuni, fuori dagli schemi retorici della “romanità”, con il repertorio dei gesti statuari e magniloquenti» (Rondolino).
 
ore 19.15 Le troiane di Vittorio Cottafavi (1967, 130′)
La guerra di Troia è finita. Ecuba (Sarah Ferrati), la regina, seppellisce il marito e i figli maschi. Elena (Laura Tavanti), la causa della guerra, è ripresa dal marito Menelao (Enrico Maria Salerno). Andromaca (Anna Miserocchi), la vedova di Ettore, è costretta a seguire in Grecia uno dei condottieri dell’esercito vittorioso. «Posso dire di aver fatto in tutti questi anni una sola volta una cosa come volevo: si tratta de Le Troiane che, non si sa perché, dopo anni di insistenze me l’hanno lasciata fare, e il testo era già stato sceneggiato in televisione: di tutte le cose invece al di fuori del “repertorio televisivo” che ho proposto, non ce n’è una che sia stata accettata. A tutt’oggi non posso quindi dire d’aver realizzato un solo spettacolo televisivo che abbia ben corrisposto alle mie idee e del quale possa rispondere come autore» (Cottafavi). «Le Troiane costituirono indubbiamente un punto d’arrivo della sperimentazione di Cottafavi, ma più ancora un risultato di alto livello formale e una proposta di rilettura moderna dei classici stimolante e originale, come riconobbe unanime la critica del tempo» (Rondolino).
 
ore 21.30 Legati da tenera amicizia di Alfredo Giannetti (1984, 110′)
L’attore Adalberto Maria Gioia (Enrico Maria Salerno) è alla deriva. Tasse e creditori gli stanno distruggendo l’esistenza, non ha un buon rapporto con la moglie e per giunta ha subito un intervento alle corde vocali, che gli ha pregiudicato la carriera. Decide di rifugiarsi in campagna, nella casa del fedele domestico Dorino (Massimo Ranieri), con lui ormai da dodici anni. La loro convivenza è difficile, l'”amicizia” che li lega rischia di frantumarsi di fronte ai loro opposti atteggiamenti: l’attore vorrebbe solo farsi compatire, senza però rinunciare a comandare; Dorino tenta l’impossibile impresa di “ricostruire” un uomo, dandogli fiducia. Film televisivo, presentato alla Mostra di Venezia 1983, Legati da tenera amicizia è uno straordinario “duello” attoriale tra due grandi: Enrico Maria Salerno e Massimo Ranieri. Altri interpreti: Florinda Bolkan e Alessandra Panelli.
 
giovedì 29
ore 17.00 La famiglia Benvenuti di Alfredo Giannetti (1968, 61′, prima puntata)
Le vicende di una famiglia borghese romana sul finire degli anni Sessanta (i figli naturalmente contestano, i bravi genitori fanno un po’ di fatica a tenere il passo). Serie televisiva di grandissimo successo, che ebbe una seconda serie nell’anno successivo. È considerata la capostipite delle moderne fiction televisive italiane. Oltre a Enrico Maria Salerno nella parte di Alberto Benvenuti, vi recitano Valeria Valeri, la moglie Marina, Valerio Fioravanti, il figlio più piccolo Andrea, Massimo Farinelli, il figlio più grande Ghigo, Claudio Gora, il signor De Marchis, padre di Marina. E ancora: Milly, signora De Marchis, madre di Marina, e Gina Sammarco, Amabile, la governante della famiglia Benvenuti.  
 
a seguire La famiglia Benvenuti di Alfredo Giannetti (1968, 54′, seconda puntata)
 
a seguire La famiglia Benvenuti di Alfredo Giannetti (1968, 64′, terza puntata)
 
a seguire La famiglia Benvenuti di Alfredo Giannetti (1968, 55′, quarta puntata)
 
venerdì 30
ore 16.30 La famiglia Benvenuti di Alfredo Giannetti (1968, 68′, quinta puntata)
 
a seguire La famiglia Benvenuti di Alfredo Giannetti (1968, 60′, sesta puntata) 
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