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L’ultimo metro di pellicola
06 Aprile 2017 - 06 Aprile 2017
Il toccante documentario di Elio Sofia offre lo spunto per riflettere sulla rivoluzione in digitale in corso, sul congedarsi della materia prima del cinema, la pellicola, in favore di un altro mondo, quello del digitale. L’ultimo metro di pellicola di Elio Sofia racconta l’epocale passaggio dalla pellicola in favore della totale digitalizzazione delle filiera cinematografica per come è avvenuto in Sicilia, ultima regione d’Italia a “digitalizzarsi”. Il racconto di tale passaggio, nelle parole di proprietari di sale cinematografiche, di anziani proiezionisti e di tecnici specializzati nell’uso della pellicola, è scandito dalle immagini di chiusura di molte sale cinematografiche, dallo smontaggio dei proiettori e dalla materiale distruzione della pellicola. Ai loro ricordi è affidato il personale rapporto d’amore e lavorativo avuto con la pellicola. Le testimonianze preziose di Leo Gullotta e Daniele Ciprì contribuiscono, inoltre, a creare una sorta di finale ulteriore a quel magnifico e insuperato atto d’amore verso il cinema realizzato da Tornatore con Nuovo Cinema Paradiso. A tal proposito Elio Sofia dichiara: «Abbiamo dato voce a un mondo che nessuno si era soffermato a raccontare prima, se non Giuseppe Tornatore con il suo magnifico Nuovo Cinema Paradiso».
 
ore 17.00 Nuovo Cinema Paradiso di Giuseppe Tornatore (1988, 157′)
«Due anni dopo la fine della II Guerra Mondiale a Ciancaldo, un paese siciliano, il cinema è l’unico divertimento. Davanti a una platea chiassosa, ma anche emotiva, il “parroco-gestore” fa passare sullo schermo celebri film americani e italiani, dopo adeguati tagli di cui si occupa l’anziano Alfredo, il proiezionista, che inizia ai misteri della macchina da proiezione Salvatore, un ragazzino di dieci anni figlio di un disperso in Russia e fanatico frequentatore del cinema. Quando la cabina si incendia perché Alfredo ha voluto proiettare anche in piazza un film comico, Salvatore, dopo aver salvato Alfredo, che per le ustioni al volto rimarrà cieco, prende il suo posto nel rinnovato Cinema Paradiso. Ormai adolescente si innamora di Elena, una ragazza benestante. Chiamato alle armi dopo aver chiesto invano un appuntamento a Elena per salutarla prima di partire, non riceverà nemmeno risposta alle numerose lettere che le invia, regolarmente respinte in caserma. Dopo il servizio militare Salvatore non torna più a Ciancaldo poiché Alfredo gli ha detto che il suo avvenire è altrove e dal paese molti sono emigrati in Germania per lavorare. Passano trent’anni… «Le pagine migliori, anche se spesso le vicende private del protagonista hanno una certa intensità, sono quasi tutte quelle che ci rappresentano, attraverso quarant’anni, i comportamenti degli spettatori al cinema: seguendo le mode, i grandi attori di Hollywood e i vari “generi” italiani, qua e là con accenti ripetitivi, di solito però con una grande vivacità e un colore che, pur con toni di commedia spinti non di rado fino alla farsa, arrivano davvero a proporci uno spaccato di vita nelle sale di provincia
 italiane prima dell’arrivo della tv: con personaggi godibili anche quando si sfiora la macchietta, con giochi, scherzi e motteggi sempre sorretti, comunque, da sentimenti caldi e sinceri, ed anche, per ragioni, insisto, probabilmente autobiografiche, con uno spirito di osservazione della realtà molto attento e vivace, perfino quando si prediligono soltanto le burle» (Rondi). Gran Premio della Giuria al Festival di Cannes e Oscar per il miglior film.
 
ore 20.30 Incontro moderato da Stefano Raffaele con Elio Sofia
 
a seguire L’ultimo metro di pellicola di Elio Sofia (2015, 73′)
Partendo da via Giuseppe De Felice, rinomata via catanese del cinema e un tempo sede di tutte le case di distribuzione, magazzini di pellicola e diversi cinema, viene affrontato un viaggio emozionante tra ricordi e aneddoti, affidati a importanti personaggi come Daniele Ciprì e Leo Gullotta e a vecchi proiezionisti, tecnici e gestori di sale cinematografiche catanesi. Musa di un mondo immaginifico tra passato e presente: Tea Falco. «È come se per la prima volta da spettatori ci fossimo voltati alle nostre spalle e fossimo andati a conoscere i proiezionisti, i tecnici che montano e smontano i proiettori» (Sofia).
 
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