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L’altro teatro: Manuela Kustermann
27 Aprile 2017 - 27 Aprile 2017
Manuela Kustermann esordisce giovanissima nel ruolo di Ofelia nell’Amleto di Carmelo Bene. Attiva dal 1967 al fianco di Giancarlo Nanni, ha interpretato gli spettacoli principali del gruppo La Fede, divenendo una delle figure-simbolo del teatro sperimentale fiorito a Roma dopo la metà degli anni Sessanta. Ha dato vita, sempre per la regia di Nanni, a una vasta galleria di complessi personaggi femminili del repertorio classico e moderno. Dalla metà degli anni Sessanta e per tutti gli anni Settanta, Manuela Kustermann è la primadonna dell’avanguardia teatrale: affronta nudi di scena e provocazioni di ogni genere partecipando a tutti gli spettacoli di Giancarlo Nanni, con il quale debutta ne Il bando di Virulentia, al Margutta di Roma (1966). Dal 1968 al ’72 i due – compagni di vita oltre che d’arte – danno vita alla Compagnia Teatro La Fede presentando al pubblico performance su Marcel Duchamp (1968), rivelando testi di grande forza espressiva come il Risveglio di primavera di Wedekind (1972) e riscrivendo classici quali A come Alice e Carrol. Quest’ultimo è una delle esperienze cruciali di quella stagione, caratterizzata dalla spontaneità e dalla forte gestualità del corpo. Sempre nel 1972 è Ofelia nell’Amleto di Carmelo Bene. Dopo una fugace esperienza allo Stabile di Genova (Ondine, 1973), Manuela Kustermann dà vita con Giancarlo Nanni alla Cooperativa “La fabbrica dell’attore”, e apre nella capitale lo spazio sperimentale Teatro in Trastevere. Poliedrica e androgina, la Kustermann veste spesso panni maschili (in Faust e in Franziska, dove indossa la marsina). Con Nanni ritorna ad Amleto, ma questa volta veste i panni del principe di Danimarca (1978). Ruggiti d’avanguardia ancora nel 1979, quando lei e Nanni sono Jean Harlow & Billy the Kid. Nel 1982 Manuela Kustermann è interprete di una bella versione di Casa di bambola di Ibsen a cui seguono altri numerosi spettacoli. Nel 1986 la Coop. La Fabbrica dell’Attore ristruttura un vecchio cinema nel quartiere di Monteverde vecchio, chiamato Il Vascello e nel 1989 apre la stagione con Tadeus Kantor con lo spettacolo Qui non ci torno più. Da allora il Teatro Vascello è uno dei punti di riferimento per tutta la ricerca teatrale italiana e internazionale, oltre che per la danza. Dopo la morte di Giancarlo Nanni avvenuta nel 2010, Manuela Kustermann rimane da sola alla direzione artistica del teatro Vascello Stabile d’innovazione, continuando in quella ricerca di spinta verso il nuovo che ha da sempre caratterizzato le stagioni del teatro Vascello.
 
ore 20.45 Incontro con Manuela Kustermann e Italo Moscati
 
a seguire Vampiro romano di Alfredo Leonardi (1970, 25′)
«Vampiro Romano segue una giornata di un giovane allampanato, che porta con disinvoltura un lungo cappotto color canarino: dalla spesa a campo di fiori alle visioni fantasmatiche di un vampiro con la complicità di un uomo anziano – che usa la dentiera come monstrum per spaventare il pubblico – la ricerca ardita dei costumi (pre Renato Zero) con l’impiego di bigiotteria che veste le parti intime del protagonista e un amico […] e alcuni estratti dello spettacolo A come alice con e di Manuela Kusterman Vampiro Romano si fa testimone di un clima, di un periodo, dello stimolo a fare le cose in un certo modo che oggi sembra irrimediabilmente perso» (Alessandro Paesano). Realizzato in collaborazione con il Gruppo del Teatro La Fede di Giancarlo Nanni.
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