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Incontro con Sandro Petraglia e Stefano Rulli
07 Marzo 2018 - 07 Marzo 2018
L’Istituto Svizzero presenta al Cinema Trevi La meglio gioventù(2003) di Marco Tullio Giordana, un film che prende il nome da una raccolta di poesie di Pier Paolo Pasolini e narra gli ultimi quarant’anni della storia d’Italia visti attraverso gli occhi e le vicende di una famiglia, nella quale convivono molte delle contraddizioni e delle problematiche di questo lungo periodo. L’Istituto Svizzero offre ogni anno la possibilità a dodici giovani artisti e ricercatori della Svizzera di soggiornare a Roma per diecimesi grazie al suo programma transdisciplinare di residenze Roma Calling. I residenti selezionati svolgono le loro ricerche a Roma e affrontano in parallelo campi di studio e sperimentazioni che superano i confini tradizionali tra discipline scientifiche e pratiche artistiche. La residenza permette inoltre di approfondire la loro conoscenza dell’Italia contemporanea e di imparare o migliorare l’italiano, una delle quattro lingue nazionali svizzere. In questo contesto, l’istituto vorrebbe dare ai suoi residenti l’opportunità di vedere, e al pubblico di rivedere, su uno schermo grande, uno dei film più rilevanti, degli ultimi vent’anni, sulla storia italiana.
Un progetto a cura dell’Istituto Svizzero in collaborazione con la Cineteca Nazionale
 
ore 16.30 Presentazione di Joëlle Comé
 
a seguire La meglio gioventù – Atto I di Marco Tullio Giordana (2008, 188′)
«Gli ultimi 40 anni di storia italiana raccontati attraverso le vicende private di due fratelli, delle loro famiglie e dei loro amici. Tra i principali sfondi storici allestiti da Giordana alle spalle dei protagonisti non poteva mancare quello degli anni di piombo, che fanno irruzione nella vita di Nicola attraverso la figura della sua compagna Giulia. È questo il personaggio che nel film spinge il Sessantotto fino alle estreme conseguenze, quelle di una lotta armata motivata da un imprescindibile “bisogno sociale di comunismo”, ma anche, soprattutto, da una nevrosi personale che sembra derivare più da un malessere individuale che da un’ideologica insofferenza per i torti sociali diffusi. La molla che fa scattare la definitiva presa di posizione è una sorta di vendetta che matura all’indomani dell’uccisione a Bologna di “quel ragazzo” durante gli scontri di piazza con le forze dell’ordine (si fa riferimento al militante di Lotta continua Francesco Lo Russo). È allora che la donna compie la scelta fondamentale: invece di curare se stessa per adattarsi ad una società in cui non si riconosce (strada alla quale crede il suo compagno Nicola, psichiatra allievo di Basaglia), decide di ricorrere all’uso delle armi per “curare” la società e fare in modo che questa si adatti a quelli come lei. Non è dunque un caso che la saga di Giordana affidi proprio al personaggio di Lo Cascio (che, curiosamente, sarà invece il super-terrorista Mario Moretti in Buongiorno, notte) l’onere di farsi simbolo di una linea della “fermezza” che lo condurrà a denunciare la sua stessa compagna» (Uva).
 
ore 20.00 Incontro con Sandro Petraglia Stefano Rulli
 
a seguire La meglio gioventù – Atto II di Marco Tullio Giordana (2008, 186′)

 
 
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