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Il terzo schermo. Identità gay nel cinema italiano degli anni Settanta
21 Ottobre 2017 - 21 Ottobre 2017
L’evento propone un percorso su come il cinema nazional-popolare italiano fa emergere l’identità gay e la bussola che orienta il viaggio è il documentario di Andrea Meroni intitolato Ne avete di finocchi in casa?. Questo film analizza generi come il poliziottesco e lo spaghetti-western, delineando, attraverso interviste ad attori quali Lino Banfi, registi come Sergio Martino e sceneggiatori come Enrico Vanzina, gli stereotipi e i luoghi comuni del soggetto gay. Ad accompagnare la presentazione del documentario due film esemplari: L’uomo della strada fa giustizia di Umberto Lenzi e la commedia Io non scappo… fuggo di Franco Prosperi. Ne avete di finocchi in casa? sarà introdotto da un dialogo tra il regista e il sociologo-antropologo Francesco Macarone Palmieri con l’intervento di ospiti, che hanno partecipato al film.
 
ore 17.00 Io non scappo… fuggo di Franco Prosperi (1970, 95′)
Durante il secondo conflitto mondiale tre soldati della divisione Belluno, poco inclini alla vita militare, affrontano mille disavventure prima sul fronte balcanico e poi in Sicilia. Dopo lo sbarco alleato nel 1943 la situazione non migliora e, se uno dei tre, il siciliano Collovà, a causa di una bomba diventa eunuco, gli altri due nel tentativo di risalire la penisola dovranno vedersela da una parte con i tedeschi e dall’altra con gli americani. Primo film della coppia Montesano/Noschese, è anche la prima prova di Lino Banfi nel ruolo dell’omosessuale provinciale.
 
ore 19.00 L’uomo della strada fa giustizia di Umberto Lenzi (1975, 100′)
Durante una rapina a mano armata a una gioielleria di Milano, viene uccisa una bambina, la figlia dell’ingegnere Vannucchi. L’uomo, insofferente per la lentezza delle indagini della polizia, decide di farsi giustizia da solo. Nella sua ricerca dei colpevoli viene aiutato da Leila, un travestito che lavora in un locale frequentato dai malviventi. Il travestito è interpretato da Alberto Tarallo, adesso importante produttore di fiction tv, ma allora spesso impegnato a dare volto e corpo ai personaggi dei travestiti così diffusi nel cinema poliziottesco italiano.
 
ore 20.45 Incontro moderato da Francesco Macarone Palmieri con Andrea Meroni, Marco Giusti, Gianni Macchia, Enrico Salvatori
 
a seguire Ne avete di finocchi in casa? di Andrea Meroni (2017, 83′)
Film documentario che, grazie al contributo di attori, registi, critici e attivisti, analizza la rappresentazione dei gay nel cinema di genere italiano degli anni Settanta, passando al setaccio le caratteristiche del famigerato “omosessuale macchiettistico” e tentando di capire le ragioni e le conseguenze della riproposizione ossessiva di questa figura. Il titolo? «Si tratta di una battuta di Totò in Sua eccellenza si fermò a mangiare: per me è la quintessenza dello sfottò gratuito sull’omosessualità. Attenzione però a confonderlo con l’omofobia di oggi, si tratta piuttosto di un’evocazione totalmente cialtrona ma fondamentalmente bonaria che ricorreva negli anni Settanta. L’omosessuale nel cinema di genere era una macchietta, insomma il gay da burletta prima ancora che si chiamasse gay, quando era solo e soltanto un finocchio. […] Ce n’è veramente per tutti i gusti. Dal vizioso incallito al boyfriend isterico, dalla “donna” di casa alla checca creativa. E ancora: il provolone di mezza età, il potente corruttore, il cocco della mala e il commesso “un po’ così”. Poi c’è il professionista col “vizietto”, il militare “con sorpresa”, la maschiaccia manesca, l’aristocratico femmineo, il domestico-balia, il travestito sfacciato, l’assassina complessata, il pretino leggiadro, l’anziano prosseneta. Per non dimenticare la “recchia” del paese. […] È mancato un modello positivo in cui le persone omosessuali potessero rispecchiarsi nella vita di tutti i giorni. L’omosessuale rappresentato era una figura che si sovrapponeva agli omosessuali reali e li oscurava» (Meroni).
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